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Schlein abbraccia la proposta di Rondine: "Sono tempi di guerra che preoccupano l'Europa"

Visita lampo della segretaria nazionale del Pd alla Cittadella della pace. Il saluto agli studenti e l'adesione all'invito di Vaccari per una politica che tratti diversamente i temi della pace

Una visita lampo a Rondine, passeggiando nel piccolo borgo dove si parla di pace e dove giovani provenienti da paesi in conflitto tra loro convivono e studiano per imparare a costruire il dialogo. È stata un'incursione di circa un'ora quella di Elly Schlein, segretaria nazionale del Pd, nella Cittadella della Pace: una prima risposta alla proposta che l’associazione aretina ha lanciato a tutti i segretari nazionali con l'obiettivo di modificare alle basi il confronto tra i partiti. La direzione nazionale del Pd aveva risposto subito con una lettera e dato seguito all'invito organizzando l'incontro. 

"Sono molto felice di questa visita a questa splendida realtà - ha detto Schlein, circondata dagli studenti -. A Rondine, da ventisette anni si costruiscono ponti e si costruisce pace. Siamo qui con chi questa realtà l'ha fondata. Anche oggi abbiamo visto studentesse e studenti che vengono da tutte le parti del mondo, con la particolarità che per venire qui bisogna venire con i propri nemici: sono persone che vengono da Paesi in conflitto e qui si impara a dialogare, a investire sul dialogo, sul riconoscersi nelle proprie differenza e nella reciproca matrice umana, un presupposto indispensabile per lavorare alla risoluzione dei conflitti e alla costruzione della pace". 

All'incontro erano presenti i vertici locali del Pd: dai consiglieri regionali Vincenzo Ceccarelli e Lucia De Robertis e Luciano Ralli, prossimo segretario comunale del partito. 

Schlein ha posto l'accento sull'Europa, coniugando l'appello di Rondine con le complesse dinamiche internazionali che vedono minacciare la pace nel vecchio continente.

"Penso che oggi più che mai, nella festa dell'Europa, fosse per noi importante cogliere l'appello che Rondine ha fatto a tutte le forze politiche per una riflessione in questi tempi di guerra che preoccupano l'Europa e le nuove generazioni. Imparare, anche nella dialettica quotidiana, ad avere davanti non nemici ma avversari. La mia disponibilità per quello che il Pd potrà fare in questa direzione sono venuta a darla di persona".

E sul fronte politico lancia un chiaro messaggio: "Altro che meno Europa, serve semmai una "Europa federale", che però sia anche "più sociale".  Ha affermato Schlein a Rondine rispondendo a chi le chiedeva di commentare lo slogan di Matteo Salvini per le europee.

 "Io sono una federalista europea, lotteremo col Pd per un'Europa federale, più integrata, non più disintegrata. Ma a quell'Europa chiediamo una voce sola e forte nella politica estera per riscoprirsi progetto per la pace e non di guerra e per fare sforzi diplomatici e politici molto più efficaci nella costruzione della pace in tutti i contesti che sono in conflitto, a partire dall'Ucraina e dal Medio oriente". "Per noi - ha concluso  - la strada è più integrazione per l'Europa e per l'Italia perché le cittadine e i cittadini che non si fanno ingannare facilmente sanno che le più grandi sfide del futuro non si possono più risolvere entro i ristretti confini nazionali. Chi racconta il contrario mente".

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