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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Politica Monte San Savino

La sindaca Scarpellini replica a Orizzonti Comuni: "Tutto in regola, agito nell'interesse collettivo"

"Da parte nostra abbiamo agito quindi in modo corretto, nel solo interesse pubblico, fondandoci sulle comunicazioni ufficiali ricevute dagli organi competenti"

La sindaca di Monte San Savino Margherita Scarpellini risponde a Orizzonti Comuni, respinge le accuse e ricostruisce la crologia dei fatti circa il mancato acqusito di un bene immobile.

"In merito al comunicato stampa diffuso oggi dal gruppo consiliare di opposizione 52048 Orizzonti Comuni respingo con forza ogni accusa indebitamente rivolta. L'azione mia, della giunta e del gruppo consiliare di maggioranza è stata esercitata in modo conforme a quanto comunicatoci dalla Soprintendenza che in data 26 Novembre ci aveva informato dell'esistenza della possibilità per il Comune di Monte San Savino di far valere il diritto di prelazione sull'immobile, entro il termine che veniva fissato all'11 Dicembre successivo.

Risultando quindi questo diritto ancora esercitabile abbiamo valutato l'opportunità di acquisire uno spazio che, per la sua collocazione e il suo valore storico e architettonico, sarebbe potuto essere di notevole utilità pubblica. Per questo abbiamo predisposto gli atti in modo da approvare la necessaria delibera nel consiglio comunale del 30 Novembre, ampiamente nei termini comunicati dalla Soprintendenza.

Non era nostro compito sindacare su quanto comunicatoci da un organo che è istituzionale, sul cui operato non siamo chiamati a verificare profili di legittimità, né la correttezza dei procedimenti amministrativi. Ci siamo limitati a prendere atto dell'istruttoria di un ente terzo. Nonostante questo, appena ricevuta la comunicazione dal privato col parere del notaio rogante in cui si sosteneva che i termini per l'esercizio della prelazione erano già scaduti, abbiamo sospeso il punto rinviandolo a una successiva seduta, richiedendo anche il parere di un legale. Il punto è stato poi messo all'ordine del giorno della seduta del 10 Dicembre, per rimanere nei tempi comunicatici dalla Soprintendenza.

Il giorno successivo all'approvazione della delibera ci è poi giunta una comunicazione dal Ministero che, potendo entrare nel merito dell’istruttoria compiuta dalla Soprintendenza e sconfessandola radicalmente, ci informava che i termini erano in realtà scaduti già da Ottobre. A quel punto non si è potuto far altro che prendere atto della cosa, comunicando ai diretti interessati che la delibera approvata il giorno prima dal consiglio comunale non aveva più effetto. Da parte nostra abbiamo agito quindi in modo corretto, nel solo interesse pubblico, fondandoci sulle comunicazioni ufficiali ricevute dagli organi competenti. Facendo diversamente, seguendo le sollecitazioni del gruppo 52048, avremmo rinunciato a valutare l'opportunità di esercitare un diritto che per quelle che erano le comunicazioni ufficiali in nostro possesso risultava ancora sussistente. In quel modo avremmo commesso una grave omissione ai nostri doveri di amministratori."

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