Scapecchi (Forza Italia): "Basta speculazioni politiche sull'Arezzo, conta solo l'iscrizione alla serie C"

Federico Scapecchi, consigliere del Comune di Arezzo e vice presidente Provincia di Arezzo, interviene nel dibattito sulla squadra di calcio cittadina che sta attraversando un delicatissimo momento

"Calcio e politica sono due mondi paralleli, che non possono essere accomunati se non per la passione priva di secondi fini che dovrebbe sempre contraddistinguerli, tuttavia la politica ha il dovere di occuparsi anche del calcio e dello sport in generale. Nel farlo non può non tenere conto dei tifosi e del fatto che la squadra di una città ne diviene la bandiera, il simbolo, l'identità, l'orgoglio". Così Federico Scapecchi, consigliere del Comune di Arezzo e vice presidente Provincia di Arezzo, interviene nel dibattito sulla squadra di calcio cittadina che sta attraversando un delicatissimo momento dal punto di vista societario.

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Oggi i tifosi dell'Arezzo - scrive Scapecchi - chiedono alla politica di evitare che per l'ennesima volta il calcio cittadino sprofondi nel dilettantismo, e hanno ragione da vendere. Qualcuno storcerà il naso pensando che “ci sono problemi più importanti”, verissimo, ma è anche vero che “il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti” e la politica può e deve occuparsi di tutto.
 
Non si può pretendere dalla politica e da un Sindaco che si intromettano negli affari privati di una società, calcistica o non calcistica, ma si può chiedere di seguire le vicende che non si limitano al futuro di una Partita IVA ma investono la passione di migliaia di tifosi, e assumono quindi una valenza ben diversa.
Questo il Sindaco lo sta facendo, e lo ha già fatto: nessuno ha dimenticato che tra coloro che si dettero da fare per salvare l'Arezzo nel 2018, insieme ad Orgoglio Amaranto e ai tifosi tutti, ci fu anche il primo cittadino, insieme ad un manipolo di suoi consiglieri, che coinvolsero l'imprenditoria locale con risultati positivi, contribuendo a vincere la “Battaglia Totale” e raggiungere la salvezza societaria e sportiva.
Dispiace leggere dichiarazioni ingenerose e strumentali che alla presunta passione per i colori amaranto di alcuni esponenti del PD, di cui si trova traccia solo in qualche sporadica ma puntuale foto allo stadio nelle 3-4 presenze stagionali in curva, uniscono quel secondo fine che, come detto, non dovrebbe mai esserci quando si parla di calcio: la speculazione politica. Non rammento analoghi interventi nel 2010, quando coloro che oggi parlano sedevano nei consigli comunali e circoscrizionali sui banchi della maggioranza, e allora la politica se ne fregò davvero.
 
Non più parole, omai... è l'ora dei fatti. Il tempo stringe e c'è da iscriversi alla Serie C: conta solo questo.

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