Sanità, Chiassai: "Grave l'uscita della Conferenza dei sindaci. Toni da stadio non degni delle istituzioni"

Il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai con una lunga nota interviene su quanto accaduto durante la Conferenza dei sindaci. “Un atto molto grave, per modalità e linguaggio, l'uscita della Conferenza dei Sindaci contro la mia posizione per il...

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Il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai con una lunga nota interviene su quanto accaduto durante la Conferenza dei sindaci.

“Un atto molto grave, per modalità e linguaggio, l'uscita della Conferenza dei Sindaci contro la mia posizione per il percorso di integrazione tra l'ospedale della Gruccia e il Serristori di Figline. Rimando subito al mittente i toni usati, al limite dell'offesa e rivolti al il primo cittadino del più grande Comune del Valdarno aretino. Un linguaggio che non colpisce solo me, ma tutti i cittadini di Montevarchi. Mi domando inoltre se il comunicato stampa “Menomale che Silvia c’è” è stato scritto dal Presidente della Conferenza o dai Sindaci della Conferenza del Valdarno. L'espressione “Menomale che Silvia c’è” mi ha ricordato più una tifoseria che una “Conferenza dei sindaci”, organo di rappresentanza istituzionale. Siccome io non mi nascondo chiederò pubblicamente ai miei colleghi sindaci se si riconoscono in questi cori da stadio. Siamo ritornati ai toni della campagna elettorale con lo scopo di denigrare la persona senza affrontare seriamente la questione della nostra sanità. In campagna elettorale sono stati fatti intervenire illustri esponenti del PD nonché l’Assessore regionale alla Sanità pensando poi che la questione sanità finisse in fondo al cassetto. Così non è e non sarà. Noi, a differenza di tanti altri, ci ricordiamo le promesse fatte e per questo volgiamo partecipare fattivamente alle scelte e non subirle! La sanità del Valdarno deve essere migliorata e non distrutta. Diciamo basta ai progetti industriali fatti a tavolino sulla salute dei cittadini e sul futuro della sanità in Valdarno. Il Sindaco Viligiardi, Presidente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno, cosa ha fatto per evitare che il nostro ospedale entrasse nell’Area Vasta Sud Est? Dove era quando era importare trovare accordi con il Valdarno fiorentino per salvare le nostre strutture? Ricordo a questo proposito al Presidente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno che solo il Comune di Montevarchi con la Delibera del Consiglio Comunale n. 13 del 29/02/2016 ha chiesto formalmente alla Regione Toscana l’individuazione dell’ambito ottimale della Zona Distretto. Richiesta da me reiterata in data 28 giugno 2016.

Quale atto formale ha fatto la Conferenza dei Sindaci?

Rammento la proposta dell'Assessore regionale, del marzo scorso, sulla possibile sinergia tra l'ospedale della Gruccia e del Serristori, ma ricordo anche il dietro-front che i 18 sindaci del Valdarno aretino e fiorentino hanno fatto a proposito del protocollo d'intesa firmato nel 2015 in cui si impegnavano alla realizzazione di un distretto sanitario unico e non all'accordo interaziendale per i due presidi. Ribadisco il plauso per il tentativo di integrazione tra i due presidi ospedalieri del Valdarno, tuttavia sostengo le identiche perplessità, per il mancato coinvolgimento diretto e l'informazione nei dettagli, espresse anche dal Presidente della Conferenza dei sindaci del Valdarno aretino e dal Sindaco di Figline. Si è trattato di una mancanza di attenzione della Asl in un momento delicato per la riorganizzazione dei presidi e dei servizi. Non vorrei che il Presidente della Conferenza dei Sindaci abbia prima sostenuto, a mezzo stampa, la mia posizione, per ricevere poi una “tiratina di orecchie” dall’alto che lo ha convinto del contrario. Il Presidente della Conferenza dei Sindaci purtroppo non si è neppure accorto che, come gli altri Comuni, siamo sempre stati presenti alle riunioni della Conferenza stessa con il nostro Assessore con delega al sociale.

Non accetto critiche rivolte all'assenza dei funzionari del nostro Comune per il Piano Attuativo Locale. Il Presidente della Conferenza dei Sindaci sta facendo molta confusione tra la tutela dei presidi ospedalieri e i servizi socio-sanitari ma sa bene che quello è un progetto poco chiaro. Non utilizziamo le nostre professionalità comunali per un obiettivo dove non sappiamo la suddivisione di impegni economici e di personale per ogni Comune. Perché se non lo sa glielo diciamo noi: per i finanziamenti ai progetti rivolti agli anziani, alla non autosufficienza e all’handicap la Conferenza avrebbe deciso di destinare tali risorse nonché la gestione alla ASL.

Ma da quando ci siamo noi questa decisione è stata rimessa in discussione, perché il cittadino bisognoso si rivolge sempre al proprio Sindaco o all’ufficio sociale del proprio Comune e quindi, delegare ad altri soldi e responsabilità, crea un vuoto nei rapporti con la cittadinanza e nelle politiche di assistenza alla persona.

Proprio per i motivi esposti il Comune di Montevarchi ha chiesto chiarimenti anche in Regione Toscana ponendo anche la questione economica. Chi paga i due tecnici del Comune di Montevarchi che dovranno sviluppare i progetti? Fino ad oggi nessuno ha risposto.

Per non dimenticare poi un’altra questione: chi paga la Conferenza dei Sindaci del Valdarno?

Perché, per chi non lo sapesse, fino a che Montevarchi era capofila, il Comune non ribaltava i costi su nessuno; quando Bucine è divenuta capofila richiedeva agli altri Comuni un contributo di €.10.000; ora San Giovanni Valdarno richiede un importo forfettario di € 33.000 oltre all’assunzione della Segretaria per circa €.36.000.

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Desidero infine informare la Conferenza de sindaci che non mi faccio intimidire dai metodi usati contro un suo componente politicamente indipendente. La mia forza sono i cittadini e la tutela della Sanità in Valdarno e sia chiaro a tutti che Montevarchi non vuol essere agli ordini del Comune di San Giovanni Valdarno né tanto meno dei poteri fiorentini”

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