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Risparmiatori azzerati, D'Ettore e Mugnai: "Il governo vara un altro salva banche, presenteremo emendamenti per il ristoro integrale"

La presa di posizione del parlamentare di Forza Italia

I parlamentari aretini Felice Maurizio D'Ettore e Stefano Mugnai si scagliano contro la manovra del governo e i contenuti che riguardano i risparmiatori azzerati con la risoluzione delle quattro banche tra cui Banca Etruria. Secondo D'Ettore e Mugnai l'atto è un secondo salva banche che non ristora integralmente obbligazionisti e azionisti e salva da altre pretese le banche e gli intermediari.

Intanto da dove arrivano le risorse?

“L'art. 38 del disegno di legge di legge di bilancio 2019 - spiegano  - istituisce un fondo ristoro dei risparmiatori da 525 milioni l'anno per il triennio 2019-2021, che assorbe, di fatto, come avevamo più volte già precisato, il fondo istituito dalla precedente legge di bilancio per il 2018 ed è alimentato dall'importo dei conti correnti e dei rapporti bancari definiti come “dormienti” all'interno del sistema bancario nonché del comparto assicurativo e finanziario."

A quanto ammonta il ristoro?

"Il ristoro per gli azionisti sarà tuttavia pari al 30% nel limite di 100.000 euro l’anno. I dividendi incassati andranno dedotti dal ristoro. Potrà accedere anche chi abbia aderito a transazione ed una corsia preferenziale sarà riservata per chi ha un ISEE sotto i 35.000 euro.

A quali condizioni?

"L'accettazione del 30% presuppone che il risparmiatore rinunci ad ogni altra pretesa ed azione per recuperare il saldo e, quindi, non potrà agire per l'integrale ristoro, così salvandosi, di fatto, anche le banche e gli intermediari che avevano "truffato" i risparmiatori e che, parte della giurisprudenza di merito (Tribunali di Milano, Modena e Ferrara) riteneva invece responsabili sul piano risarcitorio, compresi gli istituti subentrati nei rapporti passivi a seguito della procedura di risoluzione. Infatti, “l’accettazione del pagamento a carico del Fondo equivale a rinuncia all’esercizio di qualsiasi diritto e pretesa connessa alle stesse azioni". 

Insomma, una "pietra tombale" sui diritti dei risparmiatori. Una norma assurda che impedisce la tutela individuale al risparmiatore truffato che secondo la disposizione citata dovrebbe incassare il 30% dallo stato impegnandosi a non agire contro le banche. Un altro salvabanche? In buona sostanza, dunque, i risparmiatori che hanno visti bruciati i soldi investiti in obbligazioni o azioni delle banche saltate (Popolare Etruria, Banca Marche, Cr Ferrara, Cr Chieti, Veneto Banca e Popolare di Vicenza) potranno rivalersi su questo fondo solo con un "rimborso parziale" e, soprattutto, dovrà trattarsi di azionisti che: “hanno subito un danno ingiusto, riconosciuto con sentenza del giudice o con pronuncia dell’Arbitro". Solo questi risparmiatori avranno accesso al fondo ed al termine di complesse procedure giudiziali ed arbitrali dove saranno costretti a dare puntuale dimostrazione in giudizio di un torto e pregiudizio economico che dovrebbe, invece, essere considerato ex lege come risarcibile quantomeno nella somma capitale. Forza Italia presenterà appositi emendamenti che ricalcheranno i contenuti dall'Ordine del giorno Baratto-D'Ettore, approvato all'unanimità dalla Camera dei deputati, volto al ristoro integrale dei risparmiatori”.

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