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Domenica, 14 Agosto 2022
Politica

Rifondazione Comunista: "Necessaria una stagione di lotta contro il neoliberismo"

Prc aderisce all’appello nazionale di lavoratrici e lavoratori per l’alternativa: "Unire le forze per creare un'alternativa al capitalismo"

Il Partito della Rifondazione Comunista aderisce e promuove il seguente appello. Coloro che sono interessati/e alla sottoscrizione, adesione e promozione possono contattare il Circolo di Arezzo: circoloprcarezzo@gmail.com

“Siamo lavoratrici e lavoratori di questo Paese; viviamo con grande sofferenza e preoccupazione il dramma del ritorno della guerra in Europa, in conseguenza della aggressione di Putin all’Ucraina ed alle provocazioni degli Stati Uniti sotto le mentite spoglie della NATO; contrastiamo l’idea che la pace si costruisca con la guerra. Per questo consideriamo irresponsabile il pronunciamento di Draghi sul fatto che ora non è il tempo delle trattative e condanniamo l’invio delle armi voluto dal Governo che, in piena violazione della Costituzione, affida alla guerra "la risoluzione delle controversie internazionali". Per fermare la guerra occorre trattare, trovare un compromesso e smetterla con l’allargamento della Nato sempre più a est, vera origine della destabilizzazione di quell'area.

Da anni subiamo una micidiale offensiva tesa a sminuire il valore e il ruolo sociale del lavoro, una riscrittura sostanziale della costituzione materiale del Paese e l’affermazione del capitale e dell’impresa come elementi fondanti della società; da anni subiamo il rovesciamento nel suo contrario della Costituzione della Repubblica fondata sul lavoro. L’attacco si è sviluppato a più livelli a partire dall’inganno culturale, dalla costruzione di un immaginario fasullo e fuorviante accompagnato dalla frammentazione e disarticolazione dell’apparato produttivo come strada per minare la forza oggettiva della classe lavoratrice. La teorizzazione della “fine” del lavoro, considerato come un residuo delle vecchie economie novecentesche, ha accompagnato l’attacco al potere contrattuale dei lavoratori e la progressiva riduzione della quota di ricchezza nazionale da destinare a salari, stipendi e pensioni.

L’armamentario ideologico neoliberista, fondato sulla glorificazione della globalizzazione, sul mito della flessibilità e della competitività a tutti i livelli, del primato del privato e del mercato contro l’inefficienza del pubblico, ha sfondato nel senso comune, anche grazie alla menzogna della scarsità di risorse, e consentito l’attacco congiunto di governi asserviti e padronato, non contrastato con la necessaria determinazione da tutte le organizzazioni sindacali.

Il risultato è stato l’impoverimento del servizio pubblico e la svalorizzazione economica e sociale dei dipendenti, un’estensione della disoccupazione ormai strutturale, la diffusione estrema delle più svariate forme di precarietà, soprattutto a scapito di donne e giovani, donne costrette al part time involontario e all’aumento del lavoro di cura, salari e pensioni tra i più bassi d’Europa, vaste sacche di lavoro nero e illegale dove non esistono più diritti e tutele. La stessa pandemia è stata utilizzata per dividerci, occultando nella nebbia dell’emergenza le responsabilità passate sul disastro del sistema sanitario, privatizzato, impoverito e differenziato.

Il governo “dei migliori” si muove in continuità con i governi precedenti. Il progetto di Draghi e dei partiti che lo sostengono è chiaramente quello di completare la modernizzazione neoliberista del sistema economico e sociale, in funzione della competitività delle imprese, affermandone il comando assoluto sul lavoro e subordinando a ciò quello che di pubblico è rimasto, dalla giustizia, alla scuola, alla pubblica amministrazione, ai beni comuni, attraverso controriforme subdole. Il sistema istituzionale nel suo insieme è sordo alle istanze sociali, il Parlamento è dominato dal bipolarismo tra forze che condividono una comune ispirazione neoliberista, divise al loro interno sui dettagli ma unite da un comune orizzonte.

Che fare? In primo luogo è necessaria la ripresa di una grande stagione di lotte di opposizione su una piattaforma che unifichi ciò che il neoliberismo ha diviso; che parli a tutte le figure sociali, uomini e donne, stabili e precari, dipendenti pubblici e privati, giovani e meno giovani, nativi e migranti; che coinvolga le/gli studenti che vogliono un’altra scuola e un altro lavoro, le donne portatrici di uno sguardo di genere, chi lotta per la difesa del pianeta, contro le privatizzazioni di acqua e beni pubblici, per la difesa della Costituzione e dell’unità del Paese.

In secondo luogo occorre dare continuità alle lotte e costruire un vero e proprio blocco sociale dell'alternativa al capitale; questo passa per la costruzione di organismi che oltre alla indizione di momenti di lotta siano in grado di sedimentare relazioni sociali dense, comunitarie, di produrre una mobilitazione che vada oltre la lotta specifica; luoghi che rompendo la solitudine sociale siano contemporaneamente forme democratiche di controllo e partecipazione dal basso e strutture di una soggettività alternativa che pensano la soluzione dei problemi non nella guerra tra i poveri ma nella direzione dell'eguaglianza, della giustizia sociale e della libertà.

In questa prospettiva un impegno particolare merita la ricostruzione di un sindacalismo conflittuale, democratico, di classe. Infine è diventata indispensabile una proposta politica che si collochi sul terreno dell’opposizione al modello capitalistico imperante e si ponga come riferimento politico credibile per quante e quanti si battono contro la barbarie di una concezione del mondo che antepone il profitto a tutto; una soggettività che si ponga in continuità con le lotte, che cresca con noi sul sentiero dell’opposizione e della costruzione dell’alternativa.

Invitiamo quanti nel Paese condividono con noi la necessità dell’alternativa al capitalismo a unire le forze e indire assemblee in tutti i territori per discutere queste proposte, coinvolgendo lavoratrici e lavoratori di tutti i settori e condizioni e i movimenti presenti sul territorio.” Rifondazione Comunista si farà promotrice dell’organizzazione di iniziative dal basso per la promozione del contenuto dell’appello. Per contatti: circoloprcarezzo@gmail.com

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