Martedì, 21 Settembre 2021
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Rifondazione Comunista fa il punto sulle aziende dell'Aretino: "In 5 chilometri quadrati troppe realtà insalubri"

Una fotografia a tutto tondo della realtà territoriale a cavallo tra due comuni: quello di Arezzo e quello di Civitella in Valdichiana. A fare il punto è la Federazione provinciale Arezzo Rifondazione Comunista attraverso una nota stampa dove...

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Una fotografia a tutto tondo della realtà territoriale a cavallo tra due comuni: quello di Arezzo e quello di Civitella in Valdichiana.

A fare il punto è la Federazione provinciale Arezzo Rifondazione Comunista attraverso una nota stampa dove vengono enumerate le aziende presenti nella porzione di territorio di riferimento che comprende un perimetro di circa cinque chilometri quadrati.

Di seguito la nota stampa.

Concentrazione d'industrie insalubri di 1^ classe in 5 km quadrati: Comuni di Civitella (in particolare Badia al Pino, Tegoleto, Pieve al Toppo, Tuori, Ciggiano, Griccena) Arezzo (zona che "guarda" la Valdichiana, S. Zeno, Olmo, Ripa di Olmo, Frassineto, Agazzi, Ponte a Chiani, Chiani, Battifolle, Ruscello, San Giuliano) e Monte San Savino (in particolare Cesa, Alberoro, Montagnano)

  1. Inceneritore/termovalorizzatore di rifiuti urbani ed assimilati AISA Impianti SpA di San Zeno, autorizzato alla combustione di circa 46.000 t/a di R.S.U. trattati e tal-quali (è stato autorizzato un revamping dalla Regione Toscana per un incremento di 4.000 t/a di indifferenziati/tal-quali rispetto alle storiche 42.000 t/a). Normativamente è sempre vigente il Piano Straordinario Rifiuti di ATO Toscana Sud del 2008 - messo a gara e aggiudicato a Seitoscana nel 2013 - confermato dal PRB regionale del 2014, che prevederebbe un nuovo impianto da 75.000/84.000 t/a di rifiuti da bruciare, ma ormai sembra appurato che non se ne faccia nulla;

  1. SAFIMET SpA - sempre a San Zeno - legittimata a trattare/termodistruggere circa 1.200 t/a di Rifiuti Speciali Pericolosi (con finalità di recupero di preziosi ed effettuato con forni a griglia dediti alla combustione di residui delle lavorazioni orafe). E' stata autorizzata (A.I.A.) dalla Provincia di Arezzo nel 2006 e poi nel 2013 a spostarsi da una zona di S. Zeno ad un'altra - proprio di fronte ad AISA, in V. Dei Mori - ed entrambe si trovano a poco più di 4 km di distanza in linea d'aria dalla CHIMET SpA. Dalle notevoli dimensioni della nuova SAFIMET e da notizie provenienti dagli Uffici VIA della Regione, pare che sia in procinto di chiedere incrementi di potenzialità di trattamento di rifiuti tossico-nocivi (insomma, solo per adesso è una Chimet "in dodicesimi");

  1. altra azienda di San Zeno autorizzata dalla Provincia di Arezzo nel 2003 e poi nel 2008 allo smaltimento e recupero di rifiuti Pericolosi e non Pericolosi (recupero metalli preziosi a caldo - quindi con combustione - stoccaggio e messa in riserva, per un massimo di circa 500 t/a) è la CABRO SpA;

  1. sempre a San Zeno c'è la SICAM SpA, azienda di recupero metalli preziosi per via termica/combustione (per un massimo di circa 730 t/a) autorizzata dall Provincia di Arezzo nel 2003 e poi nel 2007;

  1. MIALMA SrL San Zeno, di cui abbiamo recentemente parlato (pare siano stati apposti sigilli l'azienda);

  1. CHIMET SpA di Badia al Pino, Comune di Civitella (autorizzata all'incenerimento di 8.000 t/a di Rifiuti Speciali Pericolosi e 4.500 t/a di Rifiuti Speciali non Pericolosi, tralasciando le deroghe concesse fino al 2007 che hanno portato alla combustione di 15.000 t/a di Pericolosi e 7.000 t/a di non Pericolosi). Il progetto depositato per la V.I.A. in Regione Toscana, per il quale sta per essere convocata la conferenza dei servizi, prevede a regime di trattare 24.000 t/annue di rifiuti speciali, di cui "potenzialmente" pericolosi fino al massimo, cioè 24.000 t/a.;

  1. In Loc. Badia al Pino, V. dei Boschi 53, è sita la ROMANA MACERI Centro Italia SrL, che gestisce l'attività di deposito, stoccaggio e trattamento di rifiuti pericolosi, con riclassificazione e riconfezionamento (con la CHIMET praticamente si "vedono"...). Tratta fino a 3.000 t/a di rifiuti pericolosi, con autorizzazioni provinciali del 2004 e del 2009;

  1. in V. delle Case Rosse 14 - in Loc. Tuori, dove ha la sede legale - sempre la ROMANA MACERI Centro Italia SrL è stata autorizzata dalla Provincia di Arezzo nel 2003 e nel 2008 alla disidratazione e miscelazione di rifiuti con riclassificazione, finalizzato al recupero, anche energetico (combustione) di rifiuti provenienti da attività industriali, commerciali ed agricole, nonché di materiali di scarto di varia natura (per un massimo di 10.000 t/a di rifiuti non pericolosi e 3.000 t/a di rifiuti pericolosi). Da Tuori la CHIMET dista in linea d'aria circa 1,6 km, mentre l'AISA si trova a poco più di 4 km;

  1. all'impianto di recupero energetico - all'interno dello stabilimento di proprietà della Del Tongo Industrie, V. Aretina Nord 163, Loc. Tegoleto in Comune di Civitella - gestito sempre dalla ROMANA MACERI Centro Italia Srl sin dal 2002, è concesso dalla Provincia di Arezzo di bruciare rifiuti provenienti dalla lavorazione del legno (trattato e non trattato) e affini per 3.500 t/a (ma con taglia effettiva del forno da 20.000 t/a e con potenza termica nominale di 6 MW). La distanza in linea d'aria di questo impianto dalla CHIMET è di circa 1,5 km mentre l'AISA, la CABRO, la SICAM, la MIALMA e la SAFIMET di San Zeno sono localizzati a poco più di 3 km;

  1. La PAVIMENTAL SpA, Loc. Case Rosse 12 Tuori, è autorizzata dalla Provincia di Arezzo nel 2001 e nel 2010 allo stoccaggio/messa in riserva fino a 50.000 t/a (anche) di miscele bituminose contenenti catrame di carbone.

Inoltre, in zona gravitano assi viari "pesanti", in primis l'A1, ma anche l'E78, la SS73 e la SR71.

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