L'appello di Rifondazione: "Non lasciamo indietro i nostri anziani"

"Occorre un'attenzione particolare alle Rsa. Migliaia di persone stano perdendo la vita, di cui circa il 75% ultrasettantenni. Persone: padri, madri, nonne, nonni. Vite, legami, affetti, che per molto tempo, nel dopo-coronavirus, resteranno nella nostra storia collettiva"

"Qualcuno l’ha definita la scomparsa di un’intera generazione. Perché il Covid si è portato via migliaia di persone, di cui circa il 75% ultrasettantenni. Persone: padri, madri, nonne, nonni. Vite, legami, affetti, che per molto tempo, nel dopo-coronavirus, resteranno nella nostra storia collettiva". Attacca così una nota di di Rifondazione Comunista Arezzo che prosegue.

"Di queste morti il Covid è certamente il responsabile principale, quello che uccide, ma non l’unico. Esiste una corresponsabilità, di chi in questi anni ha preso decisioni che oggi fanno la differenza. Prima fra tutte, sotto dettatura dei poteri forti internazionali, quella di un attacco formidabile al nostro sistema di Stato sociale. Seconda responsabilità, per i soliti motivi economici, quella di non dotarsi di una programmazione per un evento pandemico largamente previsto e di un piano per affrontarlo. Terza responsabilità, per incapacità gestionale di vertici, grandi cultori del “privato è bello”, “il mercato ci salverà tutti”, che oggi dimostrano tutta loro insufficienza, per altro non dire.

Gli anziani in Toscana

Nella nostra Regione erano 940mila gli anziani (Istat 2017), il 25% circa della popolazione totale. Gli anziani non autosufficienti circa 114mila, di cui 14mila in Rsa. Luoghi, le Rsa, che dovevano essere immediatamente poste in sicurezza, anche in considerazione del fatto che molti ospiti presentano patologie croniche e pluripatologie che possono determinare un esito infausto dell’infezione Covid-19. Andavano immediatamente monitorate e andavano forniti, anche a queste strutture, dispositivi di protezione individuale per gli ospiti e il personale. Ma non è andata così.

Il risultato è che oggi si stanno manifestando casi di positività Covid in Rsa (Bucine, Dicomano, San Godenzo, Pelago, Prato, solo per fare alcuni esempi di cronaca) con anche dei morti, e ci si rende conto che se non si corre ai ripari anche in Toscana rischiamo di trovarci di fronte a una bomba a orologeria, la stessa che purtroppo è deflagrata in Lombardia, con centinaia di vittime.

Ma le Rsa sono una parte del problema per i nostri anziani, il 16% dei quali vive da solo e una percentuale consistente sfugge alla rete di protezione, per non parlare degli anziani senza fissa dimora. In questi giorni di Covid, molti di questi anziani non hanno difese di fronte all’emergenza.

Hanno detto che il Covid ha una natura democratica, ma non è la verità. Non siamo tutti ugual e i nostri anziani, costretti a casa o nelle RSA, sono “meno uguali degli altri”. Senza dimenticare la grave situazione che riguarda e potrà riguardare anche le strutture per disabili.

L'appello di rifondazione

Per questo il Partito della Rifondazione Comunista lancia quest’appello, con cui si chiede di intervenire immediatamente, prima che possa diventare strage come in altre aree del paese.

Chiediamo adeguati approvvigionamenti per le Rsa toscane (e le strutture per disabili) di Dispositivi di Protezione Individuale che garantiscano un’effettiva copertura del fabbisogno per gli ospiti e un’adeguata protezione (mascherine Ffp2 e Ffp3 in particolare per gli operatori che potrebbero dover gestire casi di contagio COVID-19).

Chiediamo che sia fatto il test e tampone a tutti gli ospiti ed il personale delle RSA e nelle strutture per disabili.

Chiediamo che sia colmata la situazione di disomogeneità territoriale, riguardante le RSA e le strutture per disabili toscane, nelle tre Aree Vaste, sia per distribuzione di dispositivi di protezione che per effettuazione dei test e tamponi.

Chiediamo un rafforzamento straordinario di personale domiciliare dedicato (sanitario, socio-sanitario e socio-assistenziale) e territoriale per la presa in carico degli anziani soli.

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Chiediamo la presa in carico delle persone senza fissa dimora. Nessuno deve essere dimenticato".

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