Rifiuti dalla Calabria. A San Zeno già 1400 tonnellate. M5S: “Vanno a cercarli per abbattere costi”

“Gli impianti di smaltimento dei rifiuti devono lavorare il più possibile, quindi non sono gli altri che ci mandano i loro rifiuti ma siamo noi che li andiamo a cercare per ridurre i costi di gestione ​dovuti al sovradimensionamento degli impianti...

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“Gli impianti di smaltimento dei rifiuti devono lavorare il più possibile, quindi non sono gli altri che ci mandano i loro rifiuti ma siamo noi che li andiamo a cercare per ridurre i costi di gestione ​dovuti al sovradimensionamento degli impianti.”

Questa la dichiarazione del gruppo interprovinciale del Movimento Cinque Stelle di Arezzo, Siena e Grosseto.

Sui rifiuti e su altri servizi si gestisce e si decide nell'ambito della Toscana del Sud? Ecco che anche i commenti politici diventano di area vasta “ i nostri impianti sono sovradimensionati rispetto alle esigenze del nostro Ato e solo in questo modo si può contrastare la crescita dei costi di gestione”.

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Il tema è quella dell'arrivo di 20 mila tonnellate di rifiuti dalla Calabria nell'Ato Sud della Toscana di cui 1400 già arrivati, a partire dal 14 agosto, nell'impianto di San Zeno ad Arezzo.

Ma secondo il Movimento Cinque Stelle non è tutto:

“cominciamo allora con il dire che le 20.000 tonnellate in arrivo sono un bruscolino al confronto delle circa 250.000 che il nostro Ato (vale a dire i nostri Comuni) ha deciso di accogliere nel corso del 2015. Fa sorridere questa indignazione da quattro soldi di politici e amministratori, che guardano il dito e fanno finta di non vedere la luna. Ma dove erano i signori sindaci che oggi sbraitano contro la Regione, quando a maggio di quest’anno, l’Assemblea di Ato Toscana Sud (cioè loro stessi) ha approvato il preventivo del corrispettivo 2015 basato su queste previsioni. E se anche erano usciti per andare a bere un caffè non potevano non sapere, perché la decisione di prendere rifiuti da fuori Ato è stata pianificata e decisa nel corso del 2014 con una serie di atti ufficiali dell’Ato come risposta alla crescita esponenziale dei costi del servizio. Per gli increduli suggeriamo – scrivono i membri del M5S di Arezzo, Siena e Grosseto - le istruttive letture degli atti ufficiali di Ato (determine del DG e delibere dell’assemblea) presi tra la fine del 2014 e maggio di quest’anno. Che sia chiaro a tutti: le scelte industriali fatte da Ato e dai comuni delle tre province negli ultimi 10 anni, oggi ​mostrano tutti i loro limiti. Pensare che gli impianti siano la risposta per la gestione dei rifiuti, innesca una dinamica che obbliga poi a far fronte agli investimenti fatti (con i soldi nostri) puntando sulla massimizzazione del loro utilizzo e, quindi, se i nostri rifiuti calano non esiste altra alternativa che andarli a cercare fuori. D’altro canto le società proprietarie degli impianti rivendicano gli utili, possibili solo se arrivano rifiuti da smaltire e se questi non arrivano da fuori allora si devono alzare le tariffe ancora di più di quanto non siano salite negli ultimi anni (+ 18%). Ė il modello che non va e che andrebbe ripensato. E’ Il sistema Toscana dei rifiuti che deve essere ridiscusso, e noi lo dobbiamo fare prima di tutti perché il nostro Ato Sud è il punto più avanzato di questo sistema, una sorta di laboratorio apripista dove si sperimentano e contemporaneamente si attuano concretamente le nuove strategie di gestione dei rifiuti necessarie al PD e alle industrie collegate per mantenerne il controllo. Di questo i cittadini dovrebbero discutere, riprendendosi il diritto di decidere e scegliere cosa è più giusto fare, e quale mondo vorranno lasciare alle generazioni future. "Quali altri modelli sono possibili? Di realtà concrete ne esistono molte, più o meno convincenti e praticabili. Il Movimento 5 Stelle ha fatto, in tempi non sospetti, proposte concrete per azioni immediate e di lungo periodo. Proposte che i Comuni non hanno preso in considerazione perché, a loro dire, dovevano sottostare a scelte “Politiche” calate dall’alto. Che non si lamentino (o facciano finta di indignarsi!), quindi. Si sono resi complici della creazione di questo sistema, sottomettendosi al ruolo di semplici passacarte delle volontà regionali. Un passo nella direzione giusta, da parte dei comuni, è sicuramente quello di cominciare a prendere atto delle proprie inadempienze e , magari, di farsi aiutare da chi ha da tempo teso loro una mano per uscire da questa situazione. Signori sindaci ne volete parlare?"

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