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Domenica, 21 Aprile 2024
Politica

Riccardo Sestini nuovo presidente di Italia Viva Area Arezzo

Si è svolto all’Hotel Etrusco il congresso Area Aretina con la partecipazione del parlamentare europeo Nicola Danti

Si è svolto ieri mattina all’Hotel Etrusco di Arezzo il congresso Area Aretina di Italia Viva Arezzo con la partecipazione del parlamentare europeo Nicola Danti, presenza molto importante in vista delle prossime elezioni europee.

“Le elezioni europee avranno una valenza politica – precisa Danti – perché sarà il primo voto dopo l’insediamento del Governo Meloni, ma le europee saranno molto più importanti per ciò che avverrà in Europa. C’è un tentativo delle forze di destra di abbandonare il progetto Europa e la moneta unica, di ridurlo a una piccola cosa. Per affrontare i tanti problemi che ci troviamo davanti abbiamo bisogno di un’Europa più forte. La battaglia che ci vedrà protagonisti a giugno sarà contro i sovranisti, perché abbiamo bisogno di una prospettiva più ampia, quella degli Stati Uniti d’Europa”.

Presidente dell’area aretina di Italia Viva è stato nominato presidente Riccardo Sestini che nel suo intervento ha toccato le linee programmatiche del presente e del futuro di Italia Viva Arezzo: “Davanti a noi si presenta un periodo complesso e ciò che ci attende nei prossimi mesi sarà fondamentale per il futuro non solo del nostro partito ma anche per il futuro di noi come cittadini. Da una parte le elezioni europee del 2024 sapranno dirci quale sarà il futuro dell’Unione Europea, la fotografia di questi giorni ci vede sempre di più ai margini delle dinamiche internazionali e i conflitti in Ucraina e Medio Oriente ci stanno portando in una spirale bellica sempre più pericolosa. Non bisogna tuttavia smettere di credere in quel progetto iniziale di Stati Uniti d’Europa che di fatto non è mai stato realizzato, ma che oggi più che mai necessita della sua attuazione, la nostra collocazione in Renew Europe ci vedrà quindi al fianco di chi crede in questo progetto e di chi sappia fungere da argine ai movimenti sovranisti e populisti sempre più presenti nel nostro continente.

Dall’altra le elezioni amministrative del 2025 o 2026. Nella nostra città ormai da troppo tempo manca una programmazione di un futuro a lungo termine, con la conseguente emigrazione dei giovani verso altre zone d’Italia, capaci di offrire maggiori garanzie di vita, o direttamente all’estero e al continuo calo demografico della nostra popolazione.

Il mio è lo sguardo di un giovane trentenne da poco laureato, da poco entrato nel mondo del lavoro, che si trova davanti le classiche problematiche della nostra generazione come avere uno stipendio congruo al costo della vita o come riuscire ad ottenere un mutuo o permettersi un affitto e che ha visto partire nel tempo amici, conoscenti, colleghi, per l’impossibilità di costruirsi il proprio futuro ad Arezzo. La nostra visione deve andare oltre il momento elettorale e pensare a quella che potrebbe essere l’Arezzo del 2030 e dei prossimi dieci anni, ovvero una città in cui risiedere e non da toccata e fuga, capace di attrarre nuovi soggetti e nuove opportunità, di sfruttare la nostra collocazione strategica che ci vede come snodo fondamentale tra Nord e Sud, tra l’Adriatico e il Tirreno.

Mi piacerebbe pensare così ad un partito solido a livello territoriale, capace di saper dialogare con ogni cittadino senza distinzione di età, di sesso e di nazionalità, capace di saper interpretare le istanze presentante dal mondo produttivo, dal mondo sindacale e dal mondo del terzo settore, dove l’organizzazione interna diventa sostanza, dove il noi prevale sull’io. Verrà costituita nei prossimi giorni un’apposita regia che funga da coordinamento e dei gruppi di lavoro dove ognuno in base alle proprie esperienze potrà portare il proprio contributo per analizzare questi temi ed elaborare proposte politiche. Venendo dal mondo dell’associazionismo e del volontariato, ciò che è più importante e fondamentale per me è la partecipazione degli iscritti, dei simpatizzanti, di quelle figure competenti capaci di andare ad immaginare un progetto per Arezzo 2030 e senza i quali nulla sarebbe possibile, cercando allo stesso tempo un confronto con tutti quei partiti e movimenti dell’area liberal-democratica-riformista per un disegno politico comune. Fare politica contro qualcuno è più semplice fare politica per qualcosa, è più difficile, ma più bello".

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