Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Renzi: "A me le banche sono antipatiche", e sul crac Etruria: "Eccessiva attenzione mediatica"

"A me le banche sono antipatiche. I bancari no, per carità, bravissime persone. Ma le banche in casa mia sono un problema". Parola dell'ex premier Matteo Renzi che ha messo per scritto queste parole nel suo libro "Avanti", edito per Feltrinelli...

Renzi-Matteo

"A me le banche sono antipatiche. I bancari no, per carità, bravissime persone. Ma le banche in casa mia sono un problema".

Parola dell'ex premier Matteo Renzi che ha messo per scritto queste parole nel suo libro "Avanti", edito per Feltrinelli e da ieri in distribuzione nelle librerie.

Dopo la frase riguardanti i migranti, "aiutiamoli a casa loro", ecco che i quotidiani nazionali continuano ad anticipare alcuni estratti della fatica letteraria del segretario del Partito Democratico.

Questa volta l'attenzione è caduta su un altro tema particolarmente caldo per il vecchio governo Renzi: la crisi bancaria e il crac della Popolare dell'Etruria.

In queste pagine, stando alle anticipazioni ( fornite in primis dal Sole 24 Ore ) l'ex premier critica apertamente l'eccessiva attenzione mediatica su Banca Etruria e difende a spada tratta il decreto sulle popolari.

"Noi italiani abbiamo lasciato passare sedici anni per realizzare finalmente la riforma delle popolari, una delle pietre miliari nella storia del credito italiano. Una delle sfide che perdiamo nel modo più clamoroso è quella delle banche. L'incessante campagna dell'opposizione mi presenta come amico dei banchieri. È un curioso contrappasso, il mio (...). Anche perché a me le banche sono antipatiche. I bancari no, per carità, bravissime persone. Ma le banche in casa mia sono un problema da quando i miei genitori hanno preso una fregatura colossale, accendendo a fine anni ottanta un mutuo in ecu che ha fatto perdere loro un sacco di soldi".

Ma non è l'unico passaggio evidenziato. Nelle pagine riservate a questo tema, ecco che spuntano fuori chiare accuse ai suoi predecessori e nei confronto della Banca d'Italia.

"Quando arriviamo a Palazzo Chigi il dossier banche è uno di quelli più spinosi. Ci affidiamo quasi totalmente alle valutazioni e alle considerazioni della Banca d'Italia, rispettosi della solida tradizione di questa prestigiosa istituzione. E questo è il nostro errore, che pagheremo assai caro dal punto di vista della reputazione più che della sostanza (...) La classe dirigente italiana - e in essa includo non solo i politici ma anche i commentatori, i banchieri, gli imprenditori - è rimasta in silenzio davanti alla vicinanza talvolta complice, talvolta connivente del sistema politico con quello del credito. Ma quando si sono fatte le regole europee nessuno ha avuto il coraggio di affermare che il re era nudo e di chiedere alla Germania parità di trattamento tra le banche principali e le banche regionali. Anzi, si sono approvate regole sbagliate e anti-italiane. I governi Monti e Letta hanno sottovalutato la rilevanza delle nuove regole europee, e hanno perso l'occasione di intervenire a sostegno del mondo del credito finché era legittimo farlo".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Renzi: "A me le banche sono antipatiche", e sul crac Etruria: "Eccessiva attenzione mediatica"

ArezzoNotizie è in caricamento