Politica

Polemiche sul raduno nazionale di Azione Studentesca in Casentino, Anpi e Cgil: "I neofascisti non sono benvenuti"

L'iniziativa è in programma dal 23 al 25 luglio a Badia Prataglia, località che nel Ventennio ospitava i campi militari dei giovani fascisti

Foresta a Badia Prataglia (foto archivio)

Scoppia la polemica in Casentino con l'approssimarsi del 23, 24 e 25 luglio, le date scelte da "Azione studentesca" per un raduno nazionale a Badia Prataglia. Lo stesso raduno che venne fatto nel 2019 e che, come oggi, è criticato da Anpi e Cgil di Arezzo che "esprimono preoccupazione, sconcerto e riprovazione per l’iniziativa".

Cosa è Agoghé 2021

Sui social Azione Studentesca da tempo sta promuovendo un evento in Toscana per quelle date, "Agoghe 2021". Così presentato: "Torna Agoghè, il campo nazionale di Azione Studentesca, con la volontà di riaffermare il primato dell’Identità sullo sradicamento, a difesa di una Civiltà millenaria, quotidianamente minacciata dalla società liquida, dal meccanismo globalista e dall’alienazione imperante. Nelle colline toscane il 23/24/25 luglio tra conferenze, sport e concerti - una comunità umana e politica - sferra il contrattacco nel solco di una visione del mondo. Dinanzi al 'Grande Confinamento', alla 'Grande Cancellazione' e alla 'Grande Sostituzione', occorre riaffermare l’etica della tenuta, il senso di appartenenza e la riscoperta delle proprie radici. Per questo, dinanzi ai tentacoli della piovra mondialista, è necessario 'portarsi non là dove ci si difende, ma là dove si attacca'". I contenuti sono meglio spiegati in alcuni post: "No all'obbligo vaccinale", "No al green pass obbligatorio" e poi proclami come "occorre tornare all’istinto virile dei maschi selvaggi" e contro la "ideologia gender".

L'attacco di Anpi e Cgil

Cgil Arezzo e Anpi Arezzo attaccano duramente l'iniziativa: "Come nel 2019, gli esponenti di questa associazione di estrema destra scelgono il Casentino per i loro raduni e intanto i loro riferimenti culturali non sono certo cambiati: continui richiami alle falangi, alla vita militare, all’identità culturale italiana, il rifiuto di principi di solidarietà sociale e di accoglienza, il mito della selezione spartana della razza, l’inquadramento militare, il richiamo continuo alla Patria, all’onore, al mito della giovinezza, la negazione dei valori dell’antifascismo e della Resistenza. I temi trattati, i toni utilizzati, la simbologia che viene ostentata nella rappresentazione delle loro iniziative sui social  network, inquadrerebbero indubbiamente il raduno di Badia Prataglia come quello di militanti di ideologia neofascista. Tali idee hanno ormai preso campo fra i giovani, spesso privi di riferimenti  e di modelli positivi e queste organizzazioni prosperano, trovando appoggio in partiti che da una parte riescono a entrare nelle istituzioni democratiche e dall’altra rifiutano i principi di democrazia e antifascismo sui quali tali istituzioni si basano. Di nuovo è significativa la scelta del luogo: Badia Prataglia, sede di campi militari per giovani fascisti nel Ventennio, è un’ulteriore conferma dei loro riferimenti culturali. Riteniamo di dover ricordare a questi giovani che fra le montagne sulle quali essi imbastiranno le loro iniziative si sono svolti alcuni degli episodi più tragici della storia della nostra provincia e decine e decine di persone hanno imbracciato le armi, hanno combattuto e sono morte per respingere proprio quegli ideali di morte, sopraffazione, intolleranza, razzismo che essi, invece, propugnano. Ecco perché si coglie la volontà di violare, quasi profanare, il Casentino, uno dei luoghi simbolo della lotta partigiana proprio nel periodo estivo, quando celebriamo in tutta la nostra Provincia la ricorrenza di alcune delle più orrende stragi di cui si sono macchiati i nazifascisti nel corso della Seconda Guerra Mondiale: Vallucciole, Cetica, Moggiona, Partina e Moscaio, Montemignaio, Talla, Quota, sono nomi che quei giovani dovrebbero imparare a leggere e a onorare nei libri di storia, prima di parlare in modo improprio di patria e onore. Ecco perché deve essere chiaro ancora una volta che chiunque non si riconosca negli ideali di pace, tolleranza, solidarietà, democrazia, inclusione, antifascismo, nei valori della nostra Carta costituzionale, conquistata con la Lotta partigiana, in Casentino e nella Provincia di Arezzo non è il benvenuto. E’ necessario ricordare, inoltre, come Anpi, a livello nazionale, abbia già da tempo messo in evidenza la necessità che i comuni si dotino di strumenti e regolamenti che impediscano alle organizzazioni che non si riconoscono nei principi democratici sopra citati di sfruttare luoghi pubblici per le loro manifestazioni, come, purtroppo, sempre più spesso avviene. Infine Anpi e la Cgil rinnovano l’impegno a promuovere nella vallata iniziative e progetti di ampio respiro che contrastino in ogni modo la rinascita dei vecchi e dei nuovi fascismi".

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