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Domenica, 14 Agosto 2022
Politica

Public library, scetticismo di Azione: "E' davvero una buona soluzione?"

"Manca condivisione del progetto con i cittadini e ci sono tanti dubbi, anche sullo spostamento dei libri. E la Soprintendenza che dice?"

Riceviamo e pubblichiamo.

"Azione, lo dice il nome, è un partito sensibile ai temi dello sviluppo. Siamo attenti a ciò che può far crescere la nostra città, siamo propositivi e concreti. Per queste ragioni vogliamo condividere con la cittadinanza e con l’amministrazione alcune riflessioni sul progetto della “Nuova biblioteca comunale”. Ci piace chiamarla così, in un chiaro Italiano piuttosto che nell’Inglese di moda, noi che siamo città del Petrarca.

Il progetto rilanciato in questi giorni dagli assessori Lucherini e Scapecchi in realtà già due anni fa, sotto elezioni, venne pubblicizzato dal sindaco Ghinelli sui media come, assieme al nuovo Pionta, segno dell’Arezzo del futuro. Pubblicizzato, non presentato. Trovare i soldi per la stesura del progetto non è aver trovato i fondi per realizzarlo; annunciarlo sui social non è presentarlo alla cittadinanza.

Prima cosa che chiediamo al sindaco Ghinelli: chiara condivisione del progetto e intenzioni di spesa. Altrimenti è difficile valutare fattibilità ed opportunità della cosa. La Biblioteca comunale attualmente è in cima a Corso Italia, nello storico palazzo del Capitano del Popolo, quella meravigliosa facciata ricoperta di stemmi. Palazzo significativo, di grande pregio, in un luogo tranquillo e silenzioso. Ci si studia e ricerca bene. Certo, come ogni palazzo antico ha dei limiti - attenuabili con interventi di abbattimento di barriere architettoniche e maggior fruibilità di spazi - ma il luogo vale la pena; certo forse - penserà il sindaco Ghinelli - spostarla accanto alla stazione è un bel biglietto da visita per il turista che arriva.

Ma l’ex- scalo merci (ancora scoperchiato dopo la tromba d’aria del 2016) è luogo adatto? Insonorizzeremo gli ambienti. Ok. Ma con la ferrovia e il via-vai dei treni, fuori non ci studi, come ora invece nel bel chiostrino accanto a Casa Petrarca. C’è poi tutta una considerazione tecnica, da specialisti, riguardo l’impatto che un simile spostamento potrebbe avere sul patrimonio librario stesso: nell’attuale Biblioteca - grazie anche all’antichità delle murature - si è creato ormai un equilibrato microclima nel quale i libri vivono e “respirano”. Si mantengono. Ricrearlo in maniera artificiale, oltre che costare, non sarà la stessa cosa.

Non sono osservazioni pignole: te lo insegnano all’Università ad evitare traumi inutili a libri secolari. Sì, perché la nostra Biblioteca, tra le sue decine di migliaia di volumi, custodisce preziosissimi manoscritti, pergamene, incunaboli, e i primi libri a stampa del ‘500. Quello che non riusciamo a capire sono appunto il senso e il reale obiettivo di questo enorme spostamento. Si può fare? Probabilmente sì. È opportuno? Questa è la domanda, oltre i costi reali. Una rivoluzione del genere l’amministrazione deve condividerla anche ascoltando le associazioni che di Cultura si intendono in città. La Soprintendenza poi, che dice? Altrimenti parliamo del nulla".

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