Provincia: è crisi profonda. Esposto del presidente e approvazione bilancio saltata. Vasai: "Pronto a togliermi la fascia"

Parla chiaro l’esposto che il presidente della Provincia Roberto Vasai ha presentato alla procura della Repubblica presso il tribunale di Arezzo. L’ente, dopo la riforma, non è più nelle condizioni economiche per fare fronte alle proprie...

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Parla chiaro l’esposto che il presidente della Provincia Roberto Vasai ha presentato alla procura della Repubblica presso il tribunale di Arezzo.

L’ente, dopo la riforma, non è più nelle condizioni economiche per fare fronte alle proprie specifiche funzioni istituzionali a causa dei continui tagli a cui è stato sottoposto il bilancio e alla carenza di risorse da destinare alle attività legate alla gestione delle strade provinciali, dell’edilizia scolastica per le scuole superiori e alla tutela e valorizzazione dell’ambiente.

Un atto precauzionale che è stato condiviso anche dai presidenti delle altre province italiane e con il quale vengono spiegate le motivazioni che rendono impossibile per l’ente l’approvazione del bilancio previsionale.

Tema che è poi stato dibattuto nella seduta odierna del consiglio provinciale dove è stato lo stesso Roberto Vasai ad esporre all’assise le difficoltà riguardanti e l’impossibilità di procedere con l’approvazione del bilancio. “Non ci sono le risorse - ha spiegato durante la seduta - se lo facessimo sarebbe dissesto”.

Un punto che ha sollevato alcune obiezioni da parte dei consiglieri di minoranza che, pur condividendo la drammaticità delle disponibilità economiche della Provincia, hanno sollevato contrarietà sulla scelta di non approvare il bilancio.

“Avremmo dovuto provvedere all’approvazione entro il 31 marzo - spiega Alessandro Ghinelli, consigliere di minoranza in sala dei Grandi e sindaco di Arezzo - Per conto mio, così facendo ci mettiamo dalla parte del torto. Il rischio più grave a cui andiamo incontro è il commissariamento. Il consiglio potrebbe essere costretto a sciogliersi e a quel punto non avremmo ottenuto niente”.

Alla fine l’atto è stato approvato con sei voti favorevoli e cinque contrari e, di fatto, la Provincia non ha provveduto ad adempiere a questa scadenza.

“Fino ad oggi - ha spiegato Vasai - siamo stati in grado di andare avanti, malgrado tutte le difficoltà del caso, perché il bilancio della Provincia di Arezzo era molto solido. Ma adesso le difficoltà sono davvero enormi. Per queste ragioni, in accordo anche con l’Upi (Unione Province Italiane) abbiamo deciso di procedere in questo modo. Speriamo che il governo provveda al più presto a dare seguito alle nostre richieste e sbloccare i fondi necessari per farci fare il nostro lavoro. Se così non sarà sono pronto a togliermi la fascia di presidente e consegnarla al prefetto”.

Il comunicato dell'ufficio stampa della Provincia di Arezzo

Il presidente Roberto Vasai ha definito senza mezzi termini “un grido di rabbia” quello che tutti i presidenti di Provincia stanno lanciando in questi giorni, nell'ambito della settimana di mobilitazione a difesa dei diritti e della sicurezza delle comunità e dei territori.

Nel consiglio provinciale di questa mattina, che aveva all'ordine del giorno proprio tematiche legate all'approvazione del bilancio 2017 e della situazione istituzionale dell'ente, il presidente ha annunciato di aver presentato un esposto cautelativo alla procura della Repubblica, alla prefettura e alla sezione regionale della corte dei conti per illustrare le difficoltà finanziarie degli enti e la conseguente impossibilità a intervenire nei settori di propria competenza.

“Siamo di fronte a un contenzioso forte con il Governo – ha spiegato Vasai – perché i prelievi che lo Stato fa sulle nostre entrate fiscali non ci consentono di fare un bilancio, così come a tutte le altre Province italiane che non rispetteranno quindi la scadenza del 31 marzo, anche se è giusto anche riconoscere che la nostra situazione non è tra le più drammatiche. Oggi però il quadro istituzionale è divenuto paradossale, e non ce la facciamo più a sostenerlo: per questo non escludo forme di protesta anche clamorose, con manifestazioni davanti al parlamento o con la riconsegna delle fasce di rappresentanza ai prefetti. Quello che vorrei che tutti i nostri cittadini capissero è che i tagli operati sui nostri bilanci incidono ormai solo sui servizi, e una nazione che non investe sulla sicurezza delle proprie strade e delle proprie scuole superiori non ha certo un roseo futuro”.

“Le Province – recita l'ordine del giorno - gestiscono ancora 130 mila chilometri di strade, cioè oltre il 70% dell’intera rete viaria nazionale, percorse quotidianamente da milioni di persone, mentre negli ultimi due anni le risorse per assicurarne la sicurezza e la manutenzione sono diminuite del 60%. Anche i recenti drammatici eventi segnalano una volta ancora come le Province si trovino – lasciate con risorse umane e finanziarie inadeguate - al centro di un gravissimo stallo istituzionale che mette, ogni giorno di più, in discussione la sicurezza dei cittadini e, per le scuole, dei nostri giovani. A maggior ragione, là dove il rischio non si deve ad eventi eccezionali, ma alla semplice fruizione di una strada, occorre segnalare l’assoluta situazione di emergenza in cui ci troviamo. In difesa dei cittadini e dell’ente e dei dipendenti provinciali impegnati nei settori della viabilità, saremo costretti a chiudere le strade di cui non possiamo più garantire un livello minimo di sicurezza e manutenzione, dovendocene assumere la responsabilità come ente e come personale”, conclude il documento approvato che si appella ai Parlamentari eletti nel territorio provinciale e al Prefetto perché si facciano promotori di un’ulteriore azione di informazione e sensibilizzazione presso gli organi di Governo.

Su questa posizione è venuto l'appoggio dell'intero consiglio, espresso negli interventi dei consiglieri Mario Agnelli e Silvia Chiassai del gruppo Comuni per la Provincia e di Gabriele Corei del gruppo Centrosinistra per Arezzo. Diversi invece gli accenti dei consiglieri sulla decisione relativa alla mancata approvazione del bilancio, sulla quale ha espresso perplessità per primo Alessandro Ghinelli per il gruppo Comuni per la Provincia.

“L'impostazione data dal Presidente in merito alla mobilitazione delle Province, compresa anche la presentazione dell'esposto cautelativo, mi trova consenziente, anche se avrei preferito che come consiglieri ne fossimo stati messi al corrente preventivamente – ha esordito Ghinelli. Non sono però d'accordo sulla non presentazione del bilancio, anche perché questo ci impedisce di essere coscienti della situazione. Un bilancio in bozza andava comunque presentato all'attenzione dell'assemblea, anche perché altrimenti si rischia di passare dalla parte del torto e saremo comunque costretti ad agire in dodicesimi, perdendo ogni possibilità di agire amministrativo. Mi sarebbe piaciuto quanto meno capire, con il conforto dei numeri, quanto siamo lontani dalla possibilità di chiusura del bilancio, anche se confermo di condividere la necessità di portare sotto i riflettori la protesta delle Province”.

Sulla necessità di avere elementi di valutazione in più ha concordato nel suo intervento anche Mario Agnelli, che ha anche affermato la necessità di mettere a nudo il problema in maniera fragorosa.

“Il problema purtroppo è già a nudo, basta percorrere le nostre strade e andare nelle nostre scuole”, ha replicato il capogruppo di centrosinistra per la Provincia Gabriele Corei che ha poi precisato, insieme al presidente Vasai, che la decisione di non presentare bilanci è stata assunta in sede di Unione delle Province Italiane e che stare dentro a questa posizione significa rafforzare la posizione di tutti gli enti davanti al Governo.

Appoggio alla decisione di rinviare il bilancio è venuta anche dal consigliere Francesco Del Siena di Progetto Civico, che nel suo intervento ha però chiesto la convocazione di un incontro tra i consiglieri e la ragioneria dell'Ente per capire meglio la situazione contabile attuale. “L'occasione per discutere e valutare i numeri non ci mancherà, perché nelle prossime settimane saremo chiamati ad approvare il bilancio consuntivo, che in questa situazione è uno strumento indispensabile anche per lavorare sul preventivo”, ha affermato il presidente Vasai prima di mettere in votazione l'atto con il quale il consiglio provinciale ha rimandato la stesura del bilancio 2017 alle prossime sedute, che è stato approvato con sei voti favorevoli e cinque contrari.

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"Il primo bilancio della nuova amministrazione – dichiara il gruppo Democratici per Cambiare – è in piena coerenza con l’indirizzo politico della nostra coalizione e presenta alcuni importanti segnali positivi per il rilancio della città. Sugli investimenti abbiamo voluto dare priorità alle scuole (investimenti per Buonarroti e Collodi) e al secondo ponte sul Tevere, opere molto importanti per la nostra città per le quali è già prevista la copertura finanziaria. Nonostante un margine di azione molto limitato per gli obblighi di finanza pubblica che un bilancio comunale è tenuto a rispettare, la nostra amministrazione ha voluto comunque dare segnali che rientrano in un progetto quinquennale di crescita e di sviluppo della nostra città, con una graduale attuazione del nostro programma di governo che tenga conto anche dello spirito di iniziativa e della capacità di recepimento di risorse esterne. Questo bilancio punta al rilancio turistico-culturale: abbiamo avviato un programma di rilancio con l’apertura della Casa di Piero, nuovo polo attrattivo, la riorganizzazione del museo, (che ha visto l’assunzione di 3 giovani biturgensi e la sua valorizzazione con mostre di elevatissimo spessore culturale), e l’avvio di un processo di marketing di ampio respiro con la collaborazione aperta con soggetti e città. Il recepimento di bandi regionali ci permetterà di intraprendere interventi sulla videosorveglianza, sulla valorizzazione delle mura cittadine e sugli orti sociali. Il bilancio è anche orientato alla programmazione di interventi sulla viabilità e sulle politiche cimiteriali, puntando al completamento del cimitero principale e la valorizzazione dei cimiteri delle frazioni. Sulle entrate è stato deciso di lasciare invariate le imposte, lasciando invariata pure la Tosap che è ferma dagli anni ’90, dispensando un segnale di sostegno alle attività. Si è anche lavorato sull’efficientamento e la valorizzazione della macchina amministrativa, con l’avvio di un processo di riforma che ha visto l’eliminazione dei dirigenti e la responsabilizzazione delle posizioni organizzative. Approfittando della ricontrattazione della convenzione per il controllo dei tributi, si è cercato di fare una proposta più vantaggiosa per il Comune, con l’inserimento delle verifiche anche della Tari, la tassa sui rifiuti, che punta ad una decisa lotta all’evasione fiscale che può riportare una maggiore equità nella tassazione. Il nostro bilancio rientra quindi in una programmazione quinquennale che vuol rispettare gli impegni presi con i cittadini mantenendo i piedi per terra e tenendo conto di quella che è la realtà”.

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