Dalla Provincia un appello al "civismo". Chiassai: "Continuare il percorso di cambiamento"

L'appello della presidente della Provincia Silvia Chiassai Martini prendendo come punto di riferimento la formula e l'esperienza straordinarie ottenute anche con il risultato delle elezioni provinciali.

Silvia Chiassai, Presidente della Provincia

Un appello per il "civismo" nei comuni del territorio aretino chiamati al voto. Lo ha lanciato la presidente della Provincia Silvia Chiassai Martini prendendo come punto di riferimento la formula e l'esperienza straordinarie ottenute anche con il risultato delle elezioni provinciali:

"Sono state numerose le richieste da parte dei civici per un sostegno che permetta una collaborazione tra le numerose realtà del civismo e che credono nel rinnovamento iniziato già da qualche anno – afferma la presidente Chiassai Martini -. Per questo sento di rendermi disponibile a lanciare un appello affinché si creda in una politica rivolta al bene pubblico che tenga insieme la componente civica e partitica da sempre alternativi ad un sistema di potere che in molti casi governa le nostre vallate in una condizione di monopolio. In questo momento storico, in una tornata amministrativa che viene subito dopo lo storico esito delle elezioni provinciali, l’accordo stretto tra il civismo e i partiti è indispensabile e inscindibile per operare verso un fattivo cambiamento nei comuni in un’ottica che premi la collaborazione e non la contrapposizione politica. I movimenti civici sono una realtà importante per fare contare la società civile e coloro i quali a livello locale vogliono agire politicamente diventando interpreti diretti delle istanze dei cittadini e del territorio.

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Una scelta all'impegno attivo nelle istituzioni che diventa fondamentale per concretizzare un cambiamento coraggioso spesso atteso nelle comunità da decenni. Per cambiare in meglio, è necessario creare un legame e un rapporto molto stretto fra elettori ed eletti basato sulla fiducia reciproca. Più che di promesse, le comunità esigono una prova d'amore per le città e per i paesi in cui vivono; esigono pertanto interlocutori che rappresentino la vita di tutti i giorni, in tutti i suoi aspetti, non solo una categoria, una fascia di età, un genere, una cultura, ma tutto questo insieme anche per recuperare il significato autentico di "politica" come strumento per realizzare il bene comune. Chi vive in mezzo alla gente, ritengo, che tutto questo possa farlo meglio, raccogliendo le singole esigenze in un progetto utile per la proprie realtà. L'Amministrazione comunale deve principalmente unire, deve essere amica, vicina, consapevole e rispettosa dei cittadini. Chi si riconosce in questi principi, credo debba impegnarsi per portare avanti e sottoscrivere dei programmi condivisi conseguenti. Una sorta di manifesto civico in cui il protagonista indiscusso sia sempre e soltanto l'interesse del cittadino"  

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