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Lunedì, 24 Giugno 2024
Politica Monte San Savino

Progetti bocciati, Ceccarelli e De Robertis: "Bennati faccia ricorso oppure stia zitto"

I consiglieri regionali del Pd: "Il sindaco di Monte San Savino ha offeso gravemente un'istituzione come la Regione Toscana. Se ha prove della sua tesi, si muova e tuteli il proprio Comune. Altrimenti vuol dire che ha mentito"

“A leggere le parole del sindaco di Monte San Savino ci verrebbe da dire che rosso dovrebbero essere lui, ma per l’imbarazzo per averle scritte o anche solo pensate”. Si apre con queste parole la replica dei consiglieri regionali Vincenzo Ceccarelli e Lucia De Robertis a quanto dichiarato da Gianni Bennati in merito alle graduatorie per l’assegnazione ai comuni delle risorse per la rigenerazione urbana. Una polemica innescata dalle critiche mosse dal Pd di Monte San Savino, che aveva accusato l'amministrazione savinese di aver perso centinaia di migliaia di euro di finanziamenti per progetti bocciati dalla Regione.

“In Toscana, come crediamo in tutte le regioni italiane – proseguono Ceccarelli e De Robertis - si fanno i bandi per assegnare le risorse destinate a sostenere i progetti dei comuni. E così, ovviamente è stato fatto anche per il bando regionale per la riqualificazione urbana. E in Toscana i bandi li vincono quelli che fanno i progetti bene e che hanno i requisiti, non i 'rossi o i neri'. Tra i requisiti del bando non c'era quello di essere 'rossi' e neanche 'amici del presidente Giani', per cui noi pensiamo che il sindaco di Monte San Savino abbia perso una ghiotta occasione per stare zitto. Se avesse un po' di senso delle istituzioni, il sindaco non sarebbe sorpreso del fatto che i consiglieri regionali del territorio gioiscano per la capacità dei comuni di presentare proposte credibili e ben costruite con cui cogliere le opportunità create dalla Regione. Se poi davvero, il sindaco pensa quello che ha detto, o ha elementi concreti a sostegno di quella tesi così offensiva nei confronti di un ente e del suo presidente, allora è ancora più grave che non abbia fatto quello che sarebbe legittimo e opportuno, ovvero un ricorso contro il decreto di assegnazione delle risorse, tutelando gli interessi del suo Comune. Quindi – concludono Ceccarelli e De Robertis - una delle due, o il sindaco dice cose false o non sa tutelare il proprio Comune”

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