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“Prima la salute”: al via la campagna di Rifondazione Comunista in materia di politiche regionali per la sanità

"Il Partito della Rifondazione Comunista propone di agire con urgenza e di provvedere con atti concreti, in controtendenza a quanto fatto negli ultimi decenni, affinché tragedie come quelle cui si è assistito non debbano più ripetersi"

Inizia con una lettera aperta al presidente e agli assessori alla sanità e alle politiche sociali della Toscana, e per conoscenza a tutti i prefetti della Regione, la campagna del Partito Rifondazione Comunista di Arezzo promossa per attirare l’attenzione sulla sanità, in questo momento di crisi causata dalla pandemia. Al centro dell’attenzione il problema delle rsa ai tempi del Covid.

“Si afferma che, come rilevato dalle stesse istituzioni regionali al momento del precedente picco della pandemia, nelle residenze sanitarie assistenziali si è vissuta una vera tragedia che ha visto la morte di molti ospiti, anche nella nostra Regione. La stessa grave situazione è presente in questa seconda ondata, e già si sono verificate in queste strutture una serie di nuovi focolai che destano grande preoccupazione. Le rsa si stanno rivelando di nuovo un anello debole, poiché poco è cambiato nella loro gestione. Non può sfuggire che ci sono responsabilità ben precise: primo, non aver affrontato, nei precedenti mesi, il problema del reclutamento del personale necessario; secondo, e più importante, non aver realizzato in tempo utili una seria programmazione per un evento, quello pandemico, largamente previsto, dotandosi di un piano efficace. La morte di molti anziani, senza nemmeno la possibilità di un ultimo saluto, dovrebbe aver insegnato l’importanza di un forte servizio sanitario pubblico. Ma così non è stato. Anche la nostra Regione non è stata immune da scelte che hanno determinato una riduzione dei

servizi, tagli alle prestazioni, esternalizzazioni, privatizzazioni, impoverendo il servizio sanitario regionale. Non ultimo, si è inopportunamente rinunciato ad un potenziamento ed una riqualificazione della sanità del territorio, il cui ruolo si è rivelato centrale. La Toscana è una regione vecchia, con oltre 940mila anziani, il 25% circa della popolazione totale (Istat 2017). Gli anziani non autosufficienti sono circa 114mila di cui 14mila in rsa. Luoghi in cui la maggioranza degli ospiti presenta patologie croniche e pluripatologie che possono determinare un esito infausto dell’infezione Covid-19. Il Prc ritiene utile la recente ordinanza del presidente della Toscana del 18 novembre, che prevede un immediato intervento nelle rsa, convertendo in rsa Total Covid quelle con prevalenza di casi positivi, ed il trasferimento degli ospiti negativi in strutture dedicate. Ma la diffusione del virus nelle rsa toscane ha dimostrato in primo luogo che è fallito l’attuale modello di sostanziale privatizzazione di queste strutture. Un modello che va dunque radicalmente rivisto, anche perché la condizione degli anziani si è modificata dopo 40 anni dalla nascita delle rsa stesse.

Il Partito della Rifondazione Comunista propone che il piano regionale di spesa delle risorse provenienti dal recovery fund si articoli come segue:

- avvio di un’urgente riqualificazione dei servizi di cura territoriali, con un deciso potenziamento di servizi di home care, dell’assistenza domiciliare integrata con forme di vera e propria “ospedalizzazione” domiciliare, con le dovute risorse umane, le necessarie figure professionali, i dovuti finanziamenti e il ricorso alle innovazioni che le tecnologie della moderna medicina permettono di mettere in campo;

- urgente revisione del sistema di accreditamento regionale per le rsa e le rsd, con la previsione di nuovi parametri quanti-qualitativi, a partire dai parametri e dagli standard assistenziali, e misure stringenti in termini di verifica e di controllo;

- realizzazione di un diverso modello di gestione delle strutture sociosanitarie territoriali attraverso un processo di ripubblicizzazione all’interno del servizio sanitario regionale, individuando inoltre forme di tutela per i lavoratori;

- definizione di specifici indirizzi e linee guida riguardanti una nuova residenzialità per le persone fragili, disabili e gli anziani, anche non autosufficienti, puntando alla realizzazione di una residenzialità leggera (housing sociale, cohousing, ecc.), che tenga conto della diversa gradualità delle condizioni delle persone e della necessaria garanzia della loro autonomia. Una residenzialità orientata verso soluzioni abitative le cui caratteristiche mettendo in discussione i paradigmi tradizionali in cui l’istituzionalizzazione rappresenti l’ultima ratio. Il Partito della Rifondazione Comunista propone di agire con urgenza e di provvedere con atti concreti, in controtendenza a quanto fatto negli ultimi decenni, affinché tragedie come quelle cui si è assistito non debbano più ripetersi e si possa, anche nella nostra Regione, ridisegnare una nuova pagina per queste strutture residenziali".

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