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Prc Arezzo alle opposizioni su scandalo Coingas: "A quando la mozione di sfiducia a Ghinelli?"

"Serve una mozione di sfiducia del sindaco".
Il punto di vista è quello fornito direttamente dal partito di Rifondazione Comunista di Arezzo che, in seguito alla conferenza stampa dei gruppi consigliari di opposizione sottolinea il proprio punto di vista esortando la minoranza. 

Apprendiamo dal segretario comunale del Pd Alessandro Caneschi che il 19 luglio, ovvero in un consiglio comunale ordinario, il suo partito chiederà le dimissioni del sindaco Alessandro Ghinelli con una interrogazione.

Con una interrogazione? Abbiamo capito bene? Lo strumento a disposizione dell’opposizione consiliare, se vogliono - come sarebbe sacrosanto - fare sul serio, per chiedere le dimissioni è uno solo: la mozione di sfiducia al sindaco.

Già ci pare sbagliato e indice di una condotta minimalista il fatto di non aver immediatamente richiesto al convocazione di un consiglio comunale straordinario sullo scandalo “consulenze Coingas”, ma addirittura affidare la propria voce ad un'interrogazione, ci sembra semplicemente non adeguato. 

Come abbiamo già scritto per il Prc non sono tanto i profili giudiziari ad interessarci – la legge andrà avanti e deciderà sui profili penali – quanto la grave mancanza di controllo ed indirizzo che il sindaco e l’assessore al bilancio dovevano esercitare sui loro nominati e sul perché si siano autorizzate consulenze così consistenti da parte di una partecipata pubblica.  Queste consulenze gonfiate sembrano una abitudine alquanto estesa anche ad altri enti, come ricorda correttamente il Comitato per l’Acqua pubblica in merito a consulenze milionarie conferite da Nuove Acque ai soci privati. In questo sottobosco ed in assenza di trasparenza e indirizzi politici chiari, prosperano commistioni pubblico/private che Arezzo ha conosciuto in passato e che, evidentemente, la classe politica di centrodestra non riesce a lasciarsi alle spalle.

Per questo rinnoviamo la richiesta ai gruppi consiliari dell’opposizione, Pd, M5S e Arezzo in Comune, ad assumere iniziative più stringenti e adeguate alla gravità della situazione. Certo la mozione di sfiducia può essere respinta dal consiglio comunale, ma può mettere in campo un circuito virtuoso, rendendo espliciti agli aretini chi vuole fare chiarezza sul destino di questi soldi pubblici  e chi invece, per semplice fedeltà al proprio schieramento, preferisce sostenere acriticamente questo sindaco. 

Occorre inoltre coinvolgere la città, suscitare la presa di parola dei cittadini e delle cittadine , come precondizione per costruire una qualsivoglia alternativa all’amministrazione Ghinelli e al suo sistema di potere. E’ nostra ferma convinzione che questa alternativa può costruirsi solo con una forte discontinuità con il passato e con formule politiche ormai screditate e non più riproponibili.

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