Possibile a Ghinelli: "Rivedere tariffe e contratto con Sei Toscana"

La nota di Daniele Farsetti di Possibile Arezzo sull'inchiesta che ha travolto i direttori di Ato Toscana Sud e Sei Toscana per corruzione e turbativa d'asta. Possibile esprime amarezza, ma non sorpresa, per l’indagine sull’appalto del ciclo dei...

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La nota di Daniele Farsetti di Possibile Arezzo sull'inchiesta che ha travolto i direttori di Ato Toscana Sud e Sei Toscana per corruzione e turbativa d'asta.

Possibile esprime amarezza, ma non sorpresa, per l’indagine sull’appalto del ciclo dei rifiuti dell’area vasta Arezzo, Siena e Grosseto. Il quadro che emerge dalle tesi accusatorie della procura di Firenze, circa le modalità di assegnazione, è scandaloso, certamente penalizzante per il nostro territorio ed i suoi cittadini, con costi esorbitanti che sta sostenendo la collettività e pessime politiche ambientali adottate: incenerimento, discariche e raccolta differenziata che langue su percentuali ben al di sotto dei minimi previsti dalla legge.

Farsetti punta il dito sulla politica locale:

La politica locale ha pesanti responsabilità, quanto meno di omesso controllo, verso una procedura che molti dubbi aveva sollevato fino dagli albori. Sono i sindaci, va sottolineato, ad aver approvato tutti i documenti presentati. Un bando di gara sempre avvolto nel mistero, impenetrabile, quando invece, a giudizio di Possibile, la trasparenza dovrebbe essere il primo requisito di ogni azione pubblica. Un documento, scopriamo oggi, cucito addosso all’unico partecipante alla selezione finale, fatto di per se singolare, poi risultato vincitore. La stesura della gara conteneva, infatti, requisiti tali da disincentivare alla partecipazione gli operatori del settore inficiando alla radice l’obiettivo del bando: la necessità obbligatoria di riconoscere 12 milioni di euro di crediti non riscossi dalla precedente gestione, poi associata in consorzio con i privati e aggiudicataria del bando; la proprietà di un impianto di incenerimento; l’indeterminatezza della durata reale del contratto sono state tutte condizioni che, di fatto, hanno allontanato la concorrenza.

E' un giudizio politico netto, quello di Possibile:

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La magistratura farà il suo corso ma per dare un giudizio politico, ma anche economico-gestionale, sono sufficienti le intercettazioni telefoniche che tratteggiano, chiaramente, più di mille sentenze, come l’interesse dei cittadini fosse l’ultimo degli obiettivi. Da queste conversazioni, pubblicate sui quotidiani la Repubblica ed il Fatto Quotidiano, emerge come il costo di uno stesso servizio di spazzamento fosse passato da 50 a 200 euro, rispetto alla gestione precedente, con un amento del 300% in danno dei cittadini. In un contesto di questo genere appaiono surreali le dichiarazioni del sindaco Ghinelli soddisfatto per aver evitato il commissariamento quando questo, forse, avrebbe aiutato a scoperchiare tante pentole oggi ben sigillate. Per una analisi politica completa è utile ricordare come la sua elezione sia stata determinata dai sindaci di sinistra, con un insolito asse trasversale, delle province di Siena e Grosseto e da quello di Terranuova, con l’astensione dei sindaci della provincia di Arezzo.

Come agire adesso? Secondo Farsetti la gara deve essere annullata e ripetuta secondo nuovi parametri:

Pertanto secondo Possibile la gara dovrà essere formalmente annullata e ripetuta secondo nuovi parametri, se le responsabilità verranno accertate e confermate in giudizio. Secondo il consolidato orientamento del Consiglio di Stato “l’Amministrazione ha il potere di annullare l'aggiudicazione di un appalto pubblico anche dopo la stipulazione del contratto in presenza ovviamente di adeguate esigenze di interesse pubblico. In questo caso si potrebbero palesare rilevanti profili di illegittimità, che hanno comportato un considerevole incremento di costi per l’espletamento del servizio rispetto alla schema di contratto regionale ed al DPR 158/99. A difesa degli interessi collettivi Possibile chiede che il Sindaco Ghinelli porti immediatamente all’ordine del giorno dell’assemblea di ATORIFIUTI TOSCANA SUD ente che determina la politica dei rifiuti, quella tariffaria e gli indirizzi, la procedura in autotutela di riduzione delle tariffe e la immediata revisione del contratto con SEI Toscana. Oltre a questo verificare, con gli elementi già emersi, se esistano gli estremi perché la procedura di invalidamento possa essere attuata fin da subito. Inoltre Possibile chiede che la nostra Amministrazione comunale si faccia promotrice affinché ATO Toscana Sud imbocchi decisamente la strada della strategia “Rifiuti zero”, della raccolta differenziata e della tariffazione puntuale, per la quale meno ricicli più paghi premiando, viceversa, gli utenti più virtuosi. Di riflesso questo percorso produrrebbe occupazione, ridotto impatto sanitario e miglioramento della qualità ambientale. In ultimo Possibile evidenzia come l’attuale modello della gestione dei rifiuti, imposto dal governatore Rossi e dal Partito Democratico si sia rivelato fallimentare; anche l’ultimo rapporto ISPRA, quello 2015, lo certifica: gli abitanti della Toscana, con 209,27 euro per abitante, devono sostenere i costi maggiori d’Italia. Viceversa, sempre lo stesso rapporto, evidenzia come dove siano state adottate azioni virtuose i cittadini abbiano visto la riduzione delle tariffe.

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