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"Ponte Buriano: persi 2 milioni per l'opera provvisoria, la Provincia si è fatta bocciare il progetto"

L'attacco del centrosinistra con Valentina Vaccari, Elena Spadaccio e Francesco Ruscelli: "Tante parole e zero fatti da parte della presidente Chiassai. A questo punto meglio puntare tutto sul ponte definitivo"

L'opposizione di centrosinistra in Provincia alza la voce su Ponte Buriano e sul ritardo di costruzione di opere che, un giorno, dovrebbero dare respiro all'opera medievale, finalmente sgravata del pesante traffico veicolare. "E' il ponte dei sospiri - dice il coordinatore provinciale Francesco Ruscelli - perché dopo tante parole e annunci ci sono zero risultati. Il ponte provvisorio, in attesa dell'opera principale, avrebbe dovuto già essere pronto. La presidente dell'ente Chiassai andrà a scadenza e oggi non ci sono infrastrutture realizzate".

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Ad entrare nel cuore della questione è Valentina Vaccari, consigliere provinciale e consigliere comunale del gruppo Pd  ad Arezzo. "Sono 4 anni che si aspetta un attraversamento temporaneo per Ponte Buriano. Alle promesse, non sono mai seguiti i fatti. Doveva esserci un ponte galleggiante, la Regione Toscana aveva trovato anche i 2 milioni di euro necessari, ma la Provincia non è stata in grado di presentare un progetto adeguato, venendo bocciata dall'autorità idraulica regionale. Si era poi parlato di un ponte Baily, di origine militare. E poi adesso si è tornati al ponte galleggiante. A questo punto sarebbe meglio concentrarsi sull'opera principale, per la quale è stato annunciato già un grande progetto. Anche se poi non ci sono i 14 milioni di euro necessari. Consideriamo che il ponte principale, che dovrà sorgere a una certa distanza dal ponte medievale, dovrà essere messo in cantiere nel 2026, per avere speranza di accedere a qualche fondo Pnrr".

Il dettaglio delle critiche e della proposta del Pd

Alla conferenza stamani del Pd ha partecipato anche Elena Spadaccio, consigliera provinciale e vicepresidente del consiglio comunale di San Giovanni Valdarno. "Tra un ripensamento e l’altro, Chiassai trova sempre il tempo per scaricare le sue responsabilità sulla Regione Toscana. Finge di dimenticarsi che il progetto che aveva presentato non era consono ai criteri richiesti dall’Autorità idraulica e di conseguenza dalla Regione”.

Vaccari e Spadaccio hanno ricordato che “il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha deliberato da tempo una quota di risorse del Fondo Sviluppo e Coesione: oltre 2 milioni di euro per la realizzazione di un ponte provvisorio galleggiante grazie all'intesa con la Regione Toscana. Il ponte Bailey proposto successivamente in alternativa al ponte galleggiante, è stata un’opzione semplicemente per il fatto che l’altro prospetto non era conforme ai criteri richiesti dall’Ente Regione e pertanto non accoglibile. La presidente rimanda ancora l'esecuzione dell’opera provvisoria al 2023, ovvero quando lei non sarà più in carica, poiché nel 2022 le scadrà il mandato. Quindi sarà qualcun altro a rispondere dei possibili ritardi”.

La soluzione per il gruppo consiliare di centro sinistra? “Se questa amministrazione provinciale non è riuscita a presentare in 3 anni un progetto per un ponte provvisorio rispondente ai criteri richiesti, forse sarebbe meglio lasciar perdere l'idea del ponte temporaneo, non sprecare ulteriori risorse e tempo e destinarle al ponte definitivo, del quale abbiamo già un progetto di fattibilità tecnica ed economica dello studio spagnolo Fhecor Ingenieros Consultores, costato già 1 milione e 300mila euro e che entro il 2026 dovrà essere cantierato. Pertanto suggeriamo alla Presidente Chiassai di trovare i 14 milioni mancanti entro il 2022, ad oggi solo annunciati”. Le lentezze della Presidente Chiassai sono state sottolineate anche dal Segretario provinciale Pd, Francesco Ruscelli: “ogni mandato amministrativo ha, di solito, 3 fasi: l’annuncio, il progetto, la concretizzazione. Nella Provincia di Arezzo l’orologio della Presidente Chiassai è fermo da anni. Gli annunci non bastano più e non sono nemmeno sufficienti le rotazioni dei progetti. Occorrono i fatti e sono quelli che chiedono i cittadini”.

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