Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Polemiche al plenum del Csm: "Consip desecretato? Allora anche Banca Etruria"

Non sarebbe il pm di Napoli Henry John Woodcock la fonte dei giornalisti per l'intercettazione della telefonata Adinolfi-Renzi in cui Letta è stato definito "Incapace". E' il verdetto della Prima Commissione del Csm emerso ieri durante un plenum...

Non sarebbe il pm di Napoli Henry John Woodcock la fonte dei giornalisti per l'intercettazione della telefonata Adinolfi-Renzi in cui Letta è stato definito "Incapace". E' il verdetto della Prima Commissione del Csm emerso ieri durante un plenum.

Il presidente della Prima commissione è l'ex sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani che sta indagando sulla correttezza delle indagini Consip e Cpl Concordia ha detto che sono state desecretate circa 30 pratiche ritenute ormai di pubblico dominio. Consip compreso.

In realtà, i temi da trattare durante il plenum sarebbero stati altri, ma sono emerse polemiche di tipo politico. All'attacco il laico del centrodestra Pierantonio Zanettin che ha chiesto la 'par condicio' nella desecretazione. Dopo Consip, via il segreto su Banca Etruria e il pm Roberto Rossi. Zanettin ha chiesto che

la desecretazione delle pratiche dal contenuto politicamente sensibile costituisca a questo punto la regola e non l'eccezione. Altrimenti saremmo tutti autorizzati a concludere che il diverso grado di segretezza dipende dal fatto che i contenuti siano più o meno graditi al governo di turno.

I parlamentari del M5S hanno così raccolto l'assist:

Il Csm conferma tramite le affermazioni del presidente della Prima commissione che non c'era nessuno complotto ai danni di Renzi e che il verbale del pm di Modena Musti, nonostante fosse privo di notizie di reato, è stato desecretato e trasmesso lo stesso alla Procura di Roma. Renzi, Gentiloni e tutti i ministri che hanno attaccato giudici e inquirenti dovrebbero chiedere scusa.

Fanfani ha detto infatti che non c'era nessun obbligo per la Prima commissione di trasmettere il verbale Musti alla Procura "perché non c'erano notizie di reato".

Dall'inizio della consiliatura, io e il comitato di presidenza - ha detto il vicepresidente Legnini - non abbiamo fatto altro che stigmatizzare le fughe di notizie. Per due mesi, Consip è rimasto segreto, poi la Commissione ha desecretato e io non condanno questa scelta anche se certamente accresce il rischio di circolazione degli atti. Prego i presidenti di Prima e seconda Commissione di proporre al plenum misure, come il divieto di estrarre copia dagli atti, per evitare che questi fatti si ripetano.

Foto: Fanfani e Legnini ad Arezzo

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