Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Le opere dei prossimi anni: dalla scuola dell'infanzia a Tortaia al Gioco del pallone". Le risorse attese da tre bandi

Questa mattina è stata approvata la delibera dell'assessore Casi con la variazione al piano triennale delle opere pubbliche. Bocciato un emendamento dell'opposizione che chiedeva di spostare le risorse della Caserma di via Filzi ad altri progetti

Nuovo appuntamento con il consiglio comunale di Arezzo. Dopo le interrogazioni è stata presentata la prima delibera da parte dell'assessore alla manutenzione Alessandro Casi che ha portato in aula la variazione al piano triennale delle opere pubbliche. Le modifiche, ha spiegato, sono funzionali “grazie all’inserimento di specifici interventi, a partecipare a tre bandi, due ministeriali e uno regionale: quello sulla rigenerazione delle aree urbane, il secondo per la riqualificazione o costruzione ex novo di nidi e scuole dell’infanzia, il terzo sugli interventi di sostegno per le città murate”.

La delibera, dopo la discussione è stata approvata con 19 voti favorevoli e 13 contrari, mentre un attimo prima è stato bocciato l'emendamento presentato dall'opposizione e che portava la firma di Romizi di Arezzo 2020 e di Caneschi e Caporali del Pd.

Casi ha spiegato i principali dettagli del piano: “innanzitutto abbiamo i due progetti per la scuola materna a Tortaia, prevista nel 2021, e per il nido in via Colombo programmato nel 2022. Cito inoltre: il restauro del paramento murario di via Fra Guittone con la riqualificazione delle mura e dell’area verde limitrofa. Queste opere, previste nel 2021, comporteranno l’abbattimento delle barriere architettoniche e la creazione di un percorso turistico. Tre sono i progetti per San Clemente: la riqualificazione completa della zona adiacente alle mura, nei pressi degli impianti sportivi, in vista della realizzazione di un’area verde, una nuova palestra, la riqualificazione dei locali del centro di aggregazione sociale. Si tratta di lavori spalmati fra il 2022 e il 2023. Di seguito ricordo la riqualificazione dell’edificio a L alla ex Cadorna ospitante attualmente le scuole, lavori che verranno divisi in tre lotti, e il ridisegno complessivo funzionale alla creazione di un nuovo accesso alla città dell’area del Gioco del pallone a Trento e Trieste. Veniamo adesso a uno dei progetti più ambiziosi: la riconnessione di via Petrarca con la zona che si articola tra via Baldaccio d’Anghiari, il parcheggio Baldaccio e il parco Ducci. L’idea è quella di riunire il centro cittadino con questa zona vissuta attualmente come periferica ma che, in virtù della breve distanza che la separa dall’area della Bastanzetti, periferica non è. Focus poi su due piazze: Saione, per restituire questo spazio sia al quartiere sia alla fruizione dell’edificio religioso ivi presente, e Giotto, che necessita di una riqualificazione completa dopo anni di trascuratezza. Infine, sono due i progetti, suddivisi in più stralci, per la creazione di 4 Zone 30 (nella zona di via Fiorentina, nella zona di via Marco Perennio, in zona Tortaia, presso l’ospedale) mentre 4 saranno i chilometri di nuove piste ciclabili necessari per chiudere gli ‘anelli’ ciclabili, a oggi incompleti, che dal centro si diramano verso Saione e l’ospedale”.

Ne è seguito il dibattito. Michele Menchetti ha chiesto il motivo per cui è scomparso il progetto di piantumazioni arboree previsto in precedenza. Giovanni Donati del Pd ha detto: “fondamentalmente stiamo parlando di soldi che non ci sono. La premessa sono infatti i bandi a cui intendiamo partecipare: sembra banale dirlo ma andranno vinti. A oggi non è detto che frutteranno risorse. Bisognerebbe concludere i lavori iniziati da anni, cito la passerella di Giovi o la viabilità di via Fiorentina. Le frazioni nel frattempo spariscono dopo le promesse della campagna elettorale”. Francesco Romizi di Arezzo 2020 ha aggiunto: “verrebbe da dire: dove sta il disegno organico? Si redigono progetti solo perché escono i bandi del governo. Inoltre parliamo di 20 milioni di euro, per opere pubbliche, derivanti dalla partecipazione a questi ultimi. Se non è ‘incertezza’ questa! Dalle alienazioni di beni immobili dovrebbero poi arrivare i 5.800.000 euro da destinare all’adeguamento sismico delle scuole. Una previsione assolutamente aleatoria. Il Comune di Arezzo, inoltre, per un’opera inutile come la nuova sede della PM in via Fabio Filzi e che costa, interessi compresi, oltre 6 milioni di euro, non ha più capacità di accendere mutui. Chiedo con un emendamento, che vede come firmatari anche i consiglieri comunali Alessandro Caneschi e Donato Caporali, di annullare questa previsione per spostare le risorse suddette, 4.862.000 euro, su Biblioteca Città di Arezzo, scuole elementari, materne e medie, attrezzature ludiche dei parchi comunali, sala vasariana di Piazza Grande, centri di aggregazione sociale, viabilità urbana, incrocio di Santa Maria delle Grazie, impianti sportivi: opere ben più utili alla città”.

Roberto Bardelli del Gruppo Misto ha detto: “ai bandi si può anche non arrivare primi in classifica ma bisogna parteciparvi. D’altronde è quello che chiede a più voci l’opposizione che interviene tutti i giorni per auspicare che questa amministrazione non si faccia sfuggire proprio tali occasioni. E se non giungono risorse dai bandi troveremo altre fonti di finanziamento. Con i mesi a venire potremo inoltre continuare a programmare, proporre nuove variazioni al piano: il mondo non finisce oggi”. Anche Donato Caporali del Pd ha sottolineato come “quello attuale della maggioranza sia un approccio che guarda al passato, negativo per Arezzo”. Marco Donati di Scelgo Arezzo ha detto: “la progettualità è importante perché i bandi sono sempre più frequenti e mettono in ballo sempre più risorse. Questi, inoltre, favoriscono interventi complessivi e non interventi spot, operazioni di reale rigenerazione urbana a cui occorrerebbe partecipare coinvolgendo categorie economiche e ordini professionali. Possiamo anche fare una pista ciclabile ma non cogliamo il senso profondo di queste occasioni. E a proposito di mancanza di riconnessione, cito la questione della fibra su cui sono intervenuto recentemente per confermare come la mancanza, appunto, di progettualità sia oramai evidente. Una città priva di coesione genera disagio e ritardi”.

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