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Due milioni in più per il servizio rifiuti, verso l'aumento della Tari. Sacchetti: "Comandano le formule, Comune esautorato"

Le pratiche del Pef sui rifiuti e delle nuove tariffe della Tari arrivano in consiglio comunale

Anche nel consiglio comunale di Arezzo sta per arrivare il tanto discusso Piano Economico Finanziario sui rifiuti. Quello che dopo l'ultima assemblea di Ato Toscana Sud ha portato una ventina di amministrazione a unirsi in una battaglia per un ricorso di fronte al Tar contro la sua approvazione. 

Al centro di tutto c'è il nuovo metodo Arera, formule che stabiliscono il corrispettivo che i comuni devono pagare a Sei Toscana per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. E in questo caso pare che non ci siano comportamenti virtuosi che possano migliorare la situazione, non ci sono contenimenti della tariffa nei comuni virtuosi per la raccolta differenziata, proprio come aveva spiegato nei giorni scorsi Daniele Pasqui come assessore all'ambiente e al bilancio di Capolona che sta lavorando al ricorso al Tar.

Martedì prossimo 29 giugno dopo le comunicazioni del sindaco e le interrogazioni da parte dei consiglieri di maggioranza e opposizione sarà il momento degli atti della giunta. Prima toccherà ad Alessandro Casi presentare la variazione al piano triennale dei lavori pubblici 2021/2023 (che dovrebbe contenere la previsione dei lavori per la nuova scuola Cesalpino a partire dal 2022), poi sarà il turno dell'assessore al bilancio Alberto Merelli per la variaizone collegata alle opere.

marco-sacchetti-assessoreA questo punto l'assessore al ciclo dei rifiuti Marco Sacchetti presenterà all'aula virtuale, visto che il consiglio si terrà di nuovo a distanza, il piano economico-finanziario del servizio rifiuti per l’anno 2021 e di nuovo Alberto Merelli le proposte di approvazione della Tari 2021 e di modifica del regolamento dell'imposta di soggiorno.

"Siamo arrivati al momento della tempesta perfetta" commenta amareggiato l'assessore Sacchetti spiegando la sua pratica "anche se l'assemblea di Ato avesse respinto la proposta di delibera si sarebbe attivato di default il metodo Arera con i suoi aumenti tariffari previsti, purtroppo la scelta scellerata di introdurre questo meccanismo nell'ambito dei rifiuti porta come conseguenza che la gestione non è più nelle corde dell'amministrazione comunale. Se finora ho potuto ottimizzare con scelte sulle tipologie di servizio, adesso c'è un algoritmo che stabilisce tutto e l'ente comunale non conta più e non c'è più corrispondenza tra programmazione dei servizi stessi e dei costi da sostenere."

Insomma è previsto un aumento della Tari sul quale il comune a quanto pare non può incidere.

"Siamo l'ambito più grosso d'Italia e già questo è un problema che ci portiamo dietro fin da quando qualcuno ha fatto questa scelta in passato. Noi amministratori non abbiamo più potere decisionale in merito, il corrispettivo da pagare aumenta indipendentemente dai servizi scelti per il territorio e non diminuisce nemmeno se aumenta la raccolta differenziata, nemmeno se i cittadini sono virtuosi. E questa volta si passa da 17milioni di euro da pagare a Sei Toscana a 19 milioni. I comuni sono sul piede di guerra perché sono insoddisfatti del servizio, ma in realtà questo sistema scontenta tutti."

Però le bollette sono sempre emesse dal Comune, "è proprio questa la grande differenza per esempio con il servizio idrico, chi va a bollettare è il Comune che poi paga il corrispettivo a Sei Toscana. L'amministrazione si prende 'il rischio' delle riscossioni e delle conseguenti morosità nonostante adesso non abbia effettivamente più la titolarità del servizio. Per questo ho fatto una proposta affinché, come fa già Nuove Acque, sia il gestore del servizio dei rifiuti a occuparsi dell'emissione e della riscossione della Tari."

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