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Pd risponde: “Costretti ad agire su Irpef per responsabilità del governo Meloni"

Dalla Toscana le spiegazioni sulla manovra Irpef della Regione

«Come siamo arrivati a questo punto è ormai chiaro a tutti: il governo Meloni non ci riconosce un credito che abbiamo il diritto di esigere perché risponde ad una legge dello Stato, il famoso Payback, e riduce il Fondo sanitario nazione in rapporto al Pil. Tutto ciò ci porta a tutelare l’esigenza primaria di mettere in sicurezza i servizi della sanità toscana».

Lo ha detto Vincenzo Ceccarelli, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, aprendo la conferenza stampa tenutasi oggi pomeriggio a Firenze per illustrare la posizione dei Democratici sulla manovra di bilancio. Insieme a lui c’erano il segretario del Pd toscano, Emiliano Fossi (in collegamento da Roma) e in presenza il presidente della Regione Eugenio Giani.

«Abbiamo approcciato questo passaggio – ha aggiunto Ceccarelli – come si farebbe in una famiglia in difficoltà, che non si rivolge certo ai membri che sono in difficoltà ma chiede eventualmente a coloro che hanno più possibilità. Avremmo fatto volentieri a meno dell’intervento sull’Irpef, ma è una decisione che porterà a chiedere nulla a chi ha di meno, cioè chi sta sotto i 28mila euro di reddito cioè quasi il 73% dei toscani, chiede qualcosa a chi sta nella fascia tra i 28 e i 50mila euro, e di più ai redditi più alti. Una scelta fatta per evitare gli automatismi del piano di rientro, che farebbe scattare automaticamente l’aumento Irpef ed Irap al massimo per tutti, cosa che vogliamo assolutamente evitare. Con senso di responsabilità, quindi, facciamo la scelta annunciata e lo facciamo nel contesto di un bilancio che, con tutte le difficoltà, aumenta le risorse per il sociale, per la scuola, per i giovani, a dimostrazione che c’è una coerenza delle nostre politiche rivolte alle fasce più deboli.

Ma è ora di mettere fine a quest’altalena sui fondi nazionali destinati alla sanità: occorre mettere in sicurezza la sanità pubblica da chiunque si alterni al governo del paese, occorre approvare la proposta di legge fatta da Toscana e Emilia Romagna che fissa un minimo al 7,5% del Pil per le risorse. Tutto ciò – ha concluso Ceccarelli – per continuare ad erogare servizi, quelli fondamentali e quelli in più che sono tanti, i servizi della sanità più pubblica del Paese».

«Il Governo dimostra un vero e proprio accanimento nei confronti della Toscana – ha commentato Emiliano Fossi – Fanno un gioco sporco, per mero calcolo politico ed elettorale, per mettere in difficoltà la nostra Regione, finendo però per fare del male alle cittadine e ai cittadini della Toscana. Questo provvedimento nasce per un tentativo di affossare la Toscana ed è per questo che lo chiamiamo Meloni Tax. Ma siccome noi abbiamo a cuore la salute di chiunque, a prescindere dal voto che danno, scegliamo di compiere questa scelta importante – ha proseguito Fossi – e di assumerci la responsabilità di una decisione che prova a salvaguardare coloro che hanno meno, ovvero le fasce sotto i 28mila euro che corrispondono al 72,8% dei contribuenti toscani. Per tutti gli altri ci sarà il principio di progressività. Il nostro auspicio è che la responsabilità di questo passaggio se la assuma collettivamente tutta la maggioranza».

«Sono andato spesso a Roma a parlare con il ministro Schillaci e con i funzionari – ha ricordato Eugenio Giani – per chiedere che ci fosse riconosciuto quello che è un nostro diritto acquisito, ovvero il pay-back relativo agli anni dal 2019 al 2023, come era stato fatto lo scorso anno dal suo predecessore. Gli avevo addirittura detto che la Toscana era pronta a fare tutti i sacrifici necessari se anche ci avesse riconosciuto almeno due delle annuali che ci spettano, per non dire lei molti altri crediti che vantiamo dal Governo. Ho atteso fino all’ultimo giorno e poi ho dovuto presentare l’emendamento che contiene la manovra di aggiornamento delle aliquote Irpef. Ma questo non significa che finisce qui la nostra battaglia per ottenere che ci sia riconosciuto quanto ci spetta. Se il Governo lo farà, vorrà dire questa manovra sarà una tantum. Se non lo farà – ha concluso il presidente – i toscani sapranno di chi è la responsabilità».

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