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Il Pd di Lucignano: "Subito un confronto interno e sì al dialogo con il M5S"

"Sono settimane difficili e complicate quelle che stanno vivendo i militanti del PD. Dopo la sconfitta più bruciante per la storia della sinistra italiana ci aspettavamo un confronto franco ed immediato sulle cause della sconfitta stessa e sulla...

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"Sono settimane difficili e complicate quelle che stanno vivendo i militanti del PD. Dopo la sconfitta più bruciante per la storia della sinistra italiana ci aspettavamo un confronto franco ed immediato sulle cause della sconfitta stessa e sulla necessità di una ripartenza quanto mai necessaria anche in ottica delle prossime elezioni amministrative". Attacca così una nota del Circolo Pd di Lucignano che chiede un confronto interno anche in vista delle prossime amministrative di giugno.

In molti hanno salutato positivamente il passo indietro del segretario Renzi e la nomina di Martina come reggente nell'ottica di una gestione collegiale del Partito e di apertura verso quel confronto interno necessario come non mai. La Direzione nazionale, convocata subito dopo l'esito del voto del 4 marzo, ha sancito che il Pd in forza dei consensi ricevuti doveva stare all'opposizione. Decisione per molti versi non condivisibile visto che per stare all'opposizione ci vuole un Governo in carica e ad oggi l'unico Governo che conosciamo è quello di Paolo Gentiloni, non certamente un Governo ostile al quale opporci. Per senso di responsabilità e di rispetto verso il presidente Mattarella, l'Assemblea Nazionale che si doveva tenere il 21 aprile scorso è stata rimandata. In molti di noi è nata la convinzione che, dopo una prima fase in cui Lega e M5S parevano vicini ad un'intesa, adesso il Pd poteva tornare protagonista attraverso un'azione che ponesse al centro della discussione alcuni temi di carattere economico e sociale così da verificare se l'apertura del M5S era solo strumentale e demagogica o poggiava su una reale volontà di cambiamento. Questa ipotesi doveva essere discussa nella Direzione convocata appositamente per il prossimo 4 maggio nella convinzione di molti che il bene del Paese viene prima di ogni altra cosa, che la politica non la si fa con rancore e permalosità ma con senso di responsabilità verso i cittadini e le istituzioni, e che tutto questo avrebbe rilanciato il Pd come forza politica indispensabile per la tenuta democratica e sociale del Paese. Noi auspichiamo che questa ipotesi possa essere ancora valida e che Maurizio Martina possa ottenere il via libera dalla Direzione Nazionale. Allo stesso tempo non possiamo condividere le modalità e la tempistica con le quali l'ex segretario Renzi è entrato nel dibattito politico in un momento che vede il Centrodestra forte dei successi in Molise ed in Friuli Venezia Giulia e che un ipotetico prossimo ritorno alle urne vedrebbe il Pd sicuramente ridimensionato nei numeri e nel ruolo.
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