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Caccia, D'Ettore e Mugnai: "Il Pd le spara grosse. No alle fake news politiche su attività venatoria"

«Sulla caccia il Pd le spara grosse, mettendo in circolazione fake news politiche su una materia sulla quale il centrodestra non ha incertezze, ritenendo l’attività venatoria presidio di tutela per l’equilibrio dell’ecosistema»: lo affermano...

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«Sulla caccia il Pd le spara grosse, mettendo in circolazione fake news politiche su una materia sulla quale il centrodestra non ha incertezze, ritenendo l'attività venatoria presidio di tutela per l'equilibrio dell'ecosistema»: lo affermano Felice Maurizio D'Ettore - candidato all'uninominale della Camera dei Deputati per il collegio 7, quello di Arezzo, in rappresentanza della coalizione di centrodestra composta da Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e Noi con l'Italia - e Stefano Mugnai - candidato capolista di Forza Italia nei collegi plurinominali 3 (Firenze, Sesto Fiorentino, Empoli) e 4 (Arezzo, Siena, Grosseto). Entrambi esprimono la loro posizione programmatica su una pratica anche ad Arezzo assai diffusa.

«Per quanto riguarda la provincia di Arezzo - spiega D'Ettore - le priorità principali sono quelle di un complessivo riordino degli Ambiti territoriali di caccia, gli Atc, con garanzia di rappresentatività per tutti e perimetrazione congruente e coerente rispetto alla morfologia territoriale, e della riduzione significativa in particolare di cinghiali e altri ungulati che oggi rappresentano un'autentica emergenza sia per le aree rurali ove compromettono i raccolti, sia per i pericoli che creano di sovente alla circolazione stradale».

«E' completamente un'altra questione - sottolineano Mugnai e D'Ettore - rispetto a quella degli animali d'affezione, convenzionali e non, per la cui tutela lo stesso nostro programma di centrodestra prevede l'emanazione di un Codice specifico».

«L'ambientalismo di sinistra, modulato sulla conservazione indistinta della fauna selvatica, ha fatto sì che questa proliferasse fino a compromettere, in alcuni casi, le attività umane. L'attività venatoria - considerano D'Ettore e Mugnai - è stata compressa al limite della praticabilità da un Pd in cui non si ravvisa l'intenzione di cambiare rotta, malgrado l'emergenza evidente e crescente. A dimostrarlo, se non bastasse la conduzione politica della materia in questi anni da parte delle sinistre, c'è l'alleanza del Pd, in vista delle prossime elezioni politiche, con Emma Bonino, storicamente a favore dell'abrogazione della caccia e di cui ricordiamo campagne di avversione a questa pratica».

Ancora una volta, sottolinea D'Ettore, il centrodestra è coerente e punta all'equilibrio: «La caccia - sostiene - se i prelievi sono equamente regolati, senza limitare l'esercizio della caccia, potrebbe divenire un contributo essenziale al mantenimento degli equilibri dell'ecosistema. Per questo con noi al governo si andrà a legiferare in modo da ricondurre a un punto di equilibrio emergenze come quelle dei cinghiali e degli altri ungulati che, sempre più confidenti, si avvicinano alle aree antropizzate devastando molto spesso i raccolti e provocando pericoli per l'uomo nella circolazione stradale in primis, ma non solo».

«Anche senza arrivare a soluzioni limite come quelle adottate da alcune città italiane i cui amministratori locali hanno dovuto autorizzare abbattimenti anche in aree urbane - specifica Mugnai - dobbiamo procedere ad abbattimenti massicci di questi selvatici fino a raggiungere un numero di capi compatibile con la serena presenza umana».

«Da qui - concludono i due candidati - si passerà poi a un'azione di mantenimento dell'equilibrio raggiunto con una pianificazione nei prelievi attraverso quote stabilite certo dalle Regioni, ma sulla base di una cornice e di parametri stabiliti dallo Stato centrale onde evitare illegittime limitazioni, ricordando che l'interesse all'esercizio dell'attività venatoria è da considerare lecito e meritevole di tutela come ha ribadito in materia anche la Corte costituzionale».

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