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Pd Cavriglia: dimissioni in blocco della segreteria e assemblea comunale. "Ora si convochi il congresso"

Presa di coscienza della dura sconfitta elettorale, analisi critica del voto, dimissioni del segretario, della segreteria e di tutta l’assemblea comunale, richiesta di un congresso nazionale e lancio di alcune linee guida base per rifondare il Pd...

Presa di coscienza della dura sconfitta elettorale, analisi critica del voto, dimissioni del segretario, della segreteria e di tutta l'assemblea comunale, richiesta di un congresso nazionale e lancio di alcune linee guida base per rifondare il Pd. Due giorni fa si è tenuta l'assemblea comunale del Partito Democratico di Cavriglia, al termine della quale è stato redatto, all'unanimità, un documento che tra pochi giorni il segretario dimissionario Francesco Ruscelli presenterà alla direzione provinciale del Partito di Arezzo in vista delle difficili sfide che si aprono per i militanti del Pd ad ogni livello.

"Nonostante i grandi ed importanti passi avanti effettuati nell'ultimo quinquennio - si legge nel documento -, il risultato delle elezioni politiche di domenica ci ha trasmesso, drammaticamente, una sconfitta netta, chiara e pesante, inimmaginabile nella portata e nella dimensione che ha avuto. Ora però per il Pd servono unità, coesione, capacità autocritica, forza di volontà, umiltà ed una grande voglia di ricominciare da capo e ricostruire tutto".

E' per questa ragione che l'Assemblea comunale ha evidenziato sei punti chiave per guardare con speranza e fiducia alla rifondazione del Partito più autorevole della seconda repubblica in Italia.

"Seppure comprendiamo la necessità di dare stabilità al paese, non possiamo accettare l'idea che il Partito Democratico possa formare a tavolino una maggioranza con soggetti che sono e resteranno politicamente antitetici alla nostra cultura. Dovremo quindi essere forza di opposizione. E' all'opposizione che ci hanno relegato gli italiani ed da qui che dobbiamo ripartire per ricostruire la nostra identità, senza se e senza ma".

Dunque le dimissioni, in blocco di tutta la segreteria e dell'assemblea comunale e la richiesta di apertura di una riflessione alla segreteria provinciale.

"Purtroppo, per la prima volta dal dopoguerra, abbiamo perso un rappresentante di riferimento del territorio aretino alla Camera dei deputati. E' per questo che è necessario ripartire da zero tutti, spogliandoci delle appartenenze inutili alle maggioranze o alle minoranze interne".

Da qui la proposta di un congresso nazionale che ricostruisca il Pd dal suo interno e che permetta ai dirigenti di ripartire dai giovani, dagli ultimi, dai disoccupati e dai lavoratori, che non si sentono più rappresentati dal partito.

Infine una presa di coscienza forte sulle questioni amministrative locali, provinciali e regionali, che il Pd deve tornare a discutere anche con i cittadini.

"Sarà poi necessario, fondamentale tornare ad affrontare le problematiche di carattere locale, dal tema dei rifiuti al tema della sanità, dal tema del lavoro al tema dei servizi, per elaborare proposte che aiutino e supportino i nostri amministratori nell'azione di governo ad ogni livello e per far passare alle nostre comunità quali sono le nostre scelte concrete sul campo, le nostre decisioni nell'interesse dei cittadini. Dobbiamo ricostruire il centro sinistra perché c'è il serio rischio che si allunghi l'elenco delle amministrazioni Comunali perdute anche nel nostro territorio. Dobbiamo riscoprire la vocazione originaria, lo spirito ideale e unitario che animato la nascita del partito 10 anni fa".

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