Pd: "Ghinelli, una fase 2 con i soldi di Regione e Governo. Il Comune può e deve fare di più"

Il gruppo consiliare del Partito Democratico di Arezzo interviene in merito ai provvedimenti annunciati dal sindaco Ghinelli per la ripartenza

"Ghinelli non ha mai dimostrato coraggio nei bilanci. Lo abbiamo visto in questi anni, ne abbiamo la conferma oggi quando promette azioni per 4 milioni di euro perché sono previste del decreto rilancio del Governo".

Ghinelli detta le linee guida per la ripartenza: "Oltre 4 milioni di euro per il primo atto della Fase 2"
 

Inizia così la nota del gruppo consiliare del Partito Democratico di Arezzo riguardo la serie di provvedimenti annunciati dal sindaco Ghinelli per la ripartenza di famiglie e imprese nella Fase 2.

"La domanda è semplice. Cosa ha fatto in questi due mesi e mezzo mentre famiglie e imprese sono preoccupate per la salute, per il lavoro, per l’incertezza di un reddito sufficiente?. La risposta di Ghinelli e della Giunta di centro destra è solo il rilancio di una serie di provvedimenti del Governo e della Regione. E quindi l'utilizzazione delle risorse messe a disposizione ancora una volta da Governo e Regione. Si parla di 4 milioni di euro ma chi stacca gli assegni? In realtà il Comune di Arezzo, una volta esauriti i finanziamenti appena ricordati, impegna poco più di 200mila euro. Oggettivamente non è questo lo sforzo di cui hanno bisogno le famiglie e le imprese aretine.

Nell'ultima seduta del Consiglio comunale, il Sindaco ha fatto una serie di annunci, collocando la sanità all'ultimo posto del suo intervento e citando alcuni provvedimenti che non incidono realmente sul reddito degli aretini. Non pensiamo che limitati interventi sull'Imu, qualche metro quadrato di marciapiede per bar e ristoranti, bonus sanificazione e parcheggio gratis rappresentino risposte all'altezza della gravità della crisi.

I provvedimenti relativi ai 4 milioni di euro di cui parla sono previsti nel decreto Rilancio e i soldi sono quelli che mette il Governo. Finora il contributo alla crisi da parte del comune e’ di soli 200mila euro perché anche i contributi per gli affitti non sono del Comune ma, in questo caso, della Regione. A conferma c'è la constatazione che i famosi 4 milioni non sono ancora iscritti nel bilancio comunale e si è in attesa dei trasferimenti statali e regionali.

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