Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Pd a pezzi, lunedì la direzione: quanti malumori. Ruscelli: "Ricci e Donati spieghino. Io mi dimetto da segretario di Cavriglia"

La sconfitta patita dal Partito democratico, che per la prima volta dalla propria fondazione si ritrova senza rappresentati in Parlamento eletti sul territorio di Arezzo, ha (ri)aperto crepe che porteranno a duri confronti interni. A livello...

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La sconfitta patita dal Partito democratico, che per la prima volta dalla propria fondazione si ritrova senza rappresentati in Parlamento eletti sul territorio di Arezzo, ha (ri)aperto crepe che porteranno a duri confronti interni.

A livello nazionale la bomba è esplosa subito dopo il commento - nella serata di ieri - di Matteo Renzi alla sconfitta. Zanda è partito all'attacco, Orlando in scia, malumori anche per Franceschini e Gentiloni. Il ministro dello sviluppo economico uscente Calenda si è iscritto al Pd, auspicando la nascita di una nuova fase del partito.

E anche a livello locale i mal di pancia sono manifesti, in attesa della direzione provinciale già fissata per lunedì. Il presidente della provincia Roberto Vasai su facebook ha scritto: "quando si perde, di solito, non si cercano alibi né si abbandona, specialmente se i cittadini ti hanno riconfermato, ci si mette da parte e si contribuisce alle analisi del perché è accaduto, lasciando ad altri l'onere dei problemi e la responsabilità del momento". Massimiliano Dindalini, ex segretario provinciale di federazione ed esponente della minoranza Dems, su facebook ha condiviso le parole di Orlando. Donella Mattesini, senatrice uscente non ricandidata dopo l'ultima legislatura, cita don Milani: "L'ubbidienza non è una virtù".

Mi ritrovo in un tempo nel quale se si chiede, ad esempio in un partito, di confrontarsi, di un dialogo che possa analizzare le ragioni di una sconfitta, e che nel contempo sostenga la ricostruzione di una prospettiva di centrosinistra, si viene tacciati di voler "litigare". Questa cosa mi dà un po' i brividi. (...) Senza dialogo non c'è crescita, c'è pensiero unico.

E anche il sindaco di Talla e vice presidente della Provincia Eleonora Ducci condivide la stessa citazione di Don Milani.

Esce allo scoperto invece il segretario comunale del Pd di Cavriglia Francesco Ruscelli che, è anche portavoce della minoranza Dems.

Siamo all'anno zero del Pd. C'è stato davvero un Big bang, ma che ha spazzato via il partito. Ora rischiamo l'estinzione. Un ciclo politico si è chiuso e prima se ne prende atto, meglio è.

Come si giustifica la sconfitta a livello locale?

Sono stati sottovalutati chiari segnali: la sconfitta alle comunali di Arezzo prima, il referendum del 4 dicembre 2016 - che pure vide prevalere il sì da noi - poi. E la vicenda Banca Etruria: decisamente sottostimata nella sua portata. Oggi ci ritroviamo ad avere l'assenza di un parlamentare di centro sinistra espresso dal territorio per la prima volta dal dopoguerra. E il livello nazionale e regionale si sono dimostrati lontani da Arezzo: il segretario regionale Parrini non si è mai visto dopo la sconfitta di Palazzo Cavallo. Troppa arroganza centralista. Che si è manifestata anche in candidature locali tagliate del 50%. Donella Mattesini non è stata riproposta, nonostante la chiara indicazione del livello provinciale. Poi ci sono le responsabilità locali: non è stata fatta una campagna elettorale dal Pd, ma totalmente schiacciata sul candidato. Albano Ricci non ha fatto il segretario di federazione, ma il segretario di Marco Donati. Anche Renzi, quando è venuto ad Arezzo, ha ripreso Donati dicendo di votate Pd, non soltanto il candidato. In tutta Italia è stato dimostrato che i marchi hanno tirato, non i candidati.

Chiedete di convocare l'assemblea provinciale?

Ricci e Donati devono spiegare perché la capitale del renzismo ha voltato loro le spalle. Serve un nuovo inizio per il Pd. Dobbiamo ricostruire ponti con sinistra e resto del centro-sinistra. E capire perché ci siano stati preferiti M5s e Lega. Ora servono atti di responsabilità, di autocritica seria. E si deve tornare a dialogare. La segreteria di Ricci è monocolore. Non è rappresentata la minoranza.

Così la sconfitta sembra una cosa di Renzi e dei renziani. Non vi assumete anche voi parte della responsabilità?

Nonostante il modo in cui siamo stati trattati - siamo stati esclusi dalla formazione della segreteria e nonostante la candidatura di Donella Mattesini non sia stata presa in considerazione - ci siamo comportati lealmente, ci siamo messi pancia a terra per preservare il candidato. Sono segretario comunale di Cavriglia: il nostro comune ha portato 700 voti in più al Donati, rispetto a D'Ettore. Però non mi sottraggo. Ho convocato per stasera un'assemblea comunale urgente e rimetto il mio mandato. Mi presento dimissionario. Perché è un atto di rispetto e di responsabilità. Oggettivamente anche da noi il risultato è stato sotto le aspettative.

Cosa prevede a livello nazionale?

Serve un nuovo inizio, dobbiamo rifondare il Pd a ogni livello.

Con chi? Con Calenda?

Ho nostalgia di Veltroni. Ma immagino non torni sui suoi passi. Per quanto riguarda Calenda dico che è molto positivo che si sia iscritto al Pd in questa fase.

@MattiaCialini

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