"Un patto sociale per l’emergenza Coronavirus". La proposta di Arezzo 2020

Tra le proposte avanzate c'è anche quella delle sospensioni dei pagamenti e rateizzazioni delle utenze con rimodulazione per i settori più deboli

Un patto sociale per l'emergenza tra Comune, associazioni del terzo settore, organizzazioni sindacali e di categoria, attraverso il quale coinvolgere, coadiuvare, attivare le più diverse energie, rendere più efficaci e con il massimo di sinergia gli interventi di natura sociale realizzati dall’intera comunità.

E' questa la proposta lanciata dal gruppo "Arezzo 2020, il tempo di cambiare" e che trova spunto nelle difficoltà emerse dal punto di vista sanitario ed economico e legate all'ascesa della pandemia Covid-19.

"Proponiamo - spiegano dal gruppo - un tavolo operativo e permanente da attivare per coordinare e supportare le iniziative di volontariato già in atto, per reperire ulteriori risorse da destinare alle situazione di emergenza, ma anche per raccogliere proposte e indicazioni al fine di individuare le misure immediate che possono adottare gli enti e altri soggetti per venire incontro a famiglie, lavoratori e piccole imprese dei vari settori, volte a fronteggiare l’inevitabile crisi a partire dai settori sociali più in difficoltà".

Tra le proposte avanzate c'è anche quella delle sospensioni dei pagamenti e rateizzazioni delle utenze con rimodulazione per i settori più deboli. "Riteniamo - proseguono - che anche il Comune debba fare la sua parte, rivalutando le tariffe locali e rivisitando complessivamente il bilancio comunale costruito in una situazione ben diversa da quella attuale e da quella che si prospetta. Ci sono a bilancio risorse assegnate a settori che non saranno spese o risultano superflue in questa fase, come i cospicui trasferimenti alle Fondazioni, mentre altre necessitano per l’emergenza e possono essere irrobustite anche tramite i significativi utili delle partecipate. Inoltre, saranno importanti i contributi di cittadini e aziende destinati ad uno specifico fondo e il buon uso dell’anticipo del Governo del fondo di solidarietà comunale, diverso e maggiore del bonus pasti".

Per quello che riguarda invece l'erogazione di buoni spesa alle famiglie con disagio economico, Arezzo 2020 sottolinea come "serve semplificare la presentazione delle domande e accelerare l’iter amministrativo per la concessione dei buoni, iniziando la distribuzione senza aspettare graduatorie. Non si deve lasciar fuori nessuno in difficoltà: si deve aiutare chi non è in grado di compilare moduli, presentare documentazioni, inviare la domanda on line, chi non può documentare niente. Per altri è assolutamente necessario coinvolgere le associazioni di volontariato che lavorano sul campo, già attive su questi temi e a conoscenza di tanti casi di invisibili”.

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Unificare interventi e risorse sembra dunque, secondo gli esponenti del gruppo, la strada più utile da perseguire così da "unificare gli interventi e le risorse. Non si può sovrapporre, duplicare interventi, moltiplicare domande: occorre coordinarsi, mettere insieme le risorse, agevolare le domande e le risposte. Da qui la necessità di un unico tavolo operativo tra tutti i soggetti attivi per non lasciare indietro nessuno. E' necessaria una continua condivisione della situazione e delle sue evoluzioni con le forze politiche, economiche e sociali cittadine. In specifico proponiamo l’attivazione di una commissione speciale del consiglio comunale composta da tutte le forze politiche per un confronto sulle misure da adottare a livello locale".

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