Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Partito Comunista Arezzo: "Chiassai sull'accoglienza migranti mente, ecco perché"

Il PC Arezzo interviene in seguito alle dichiarazione della presidente della Provincia Silvia Chiassai Martini e riguardanti l'uscita dal progetto Sprar.

"Le motivazioni sono del tutto illogiche e false".
E' il Partito Comunista di Arezzo a prendere posizione in merito alle considerazioni fatte dalla presidente della Provincia Silvia Chiassai Martini sul tema dell'uscita dallo Sprar, servizio ordinario di accoglienza profughi e titolari di protezione internazionale.

"Non è sicuramente nostra intenzione addossare all'attuale giunta provinciale le responsabilità sui tagli alle funzioni e ai fondi provinciali, che sono opera del governo Pd e della riforma Delrio - spiegano dal PC Arezzo - ma denunciare la strumentale presa di posizione adducendo motivazioni del tutto illogiche e false. Ricordiamo alla presidente che la Lega, suo alleato nella giunta provinciale, come partito di governo ha tagliato i fondi all'istruzione pubblica per 4 miliardi, come pensa di reperire maggiori risorse a fronte di questo fatto incontrovertibile? La risposta è semplice, non lo farà, ma intanto l'annuncio di aver tolto dei diritti ad una categoria di persone regolari e residenti sul nostro territorio avrà fatto il suo bel lavoro, quello di alimentare la guerra tra poveri".

Dunque dietro la scelta della presidente Chiassai, sempre secondo il PC Arezzo, non vi sarebbero ragioni meramente economiche e di razionalizzazione delle risorse ma una chiara volontà politica.

"Chiassai mente sapendo di mentire - spiegano - visto che i fondi per le politiche di accoglienza non possono essere dirottati su scuole e strade come lei stessa afferma con un comunicato che è una completa genuflessione alla Lega, quell'alleato che rischia di mangiarsi tutti i voti della coalizione di centrodestra e a cui lo stesso centrodestra finge di opporsi in sede nazionale, salvo poi adottare la linea di governo dove siede al potere localmente. Il tanto sbandierato "prima gli italiani" del suo alleato Salvini non è altro che un annuncio totalmente privo di contenuti, visto che nessuno beneficerà direttamente di questa dismissione, anzi, ci saranno operatori, educatori e formatori italiani (anzi, aretini) che si ritroveranno disoccupati.

Abbia quindi il coraggio, la nostra presidente, di dichiarare che questa scelta risponde a precise logiche politiche ed elettoralistiche, anzichè ingannare gli aretini con false promesse. Se proprio volessimo stroncare il cosìdetto business dei migranti Chiassai dovrebbe impuntarsi sul sistema dei bandi d'emergenza della Prefettura, un sistema che non garantisce partecipazione ai comuni coinvolti, non garantisce equa distribuzione, non garantisce nemmeno la totale trasparenza rendicontativa, non a caso è su quel sistema che si sono verificati fatti incresciosi come quelli legati a Mafia Capitale, non sullo Sprar, che da sempre favorisce la microaccoglienza in modo da ridurre l'impatto sociale sui Comuni e mettendo in campo sinergie con tutti gli enti pubblici, facendosi esso stesso cofinanziatore di progetti di formazione, prevenzione e sicurezza sociale (nonchè contribuendo al sistema scolastico pubblico direttamente, mediante i pagamenti delle rette di iscrizione dei propri beneficiari).

Come Partito Comunista siamo a favore di un sistema sociale rigorosamente pubblico che garantisca diritti e pari diginità a tutti, ad ognuno secondo le sue necessità, indipendentemente dal luogo di nascita. 

Inoltre i lavoratori del settore (e si parla di dipendenti salariati), persone competenti e qualificate che spesso suppliscono con mezzi propri alle mancanze delle strutture pubbliche, non possono vivere continuamente uno stato di precarietà economica e psicologica, in quanto legati ad appalti e subappalti e di conseguenza anche a salari non in linea con le loro responsabilità. Anche in questo viene fuori tutta la demagogia della scelta della giunta provinciale, che d'accordo, non ha le politiche sociali come compito obbligatorio nelle sue prerogative, ma che come ente di raccordo territoriale dovrebbe farsi portavoce e paladino del rafforzamento di quei servizi, anzichè dismetterne uno.

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