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Michele Menchetti, consigliere M5S Arezzo

Michele Menchetti, consigliere M5S Arezzo

L'emendamento trasparenza e la delusione per le prime nomine. Menchetti e la battaglia delle partecipate

Sull'universo società partecipate del Comune di Arezzo il consigliere M5S non ha dubbi: "Serve trasparenza e semplicità"

L'emendamento presentato in consiglio comunale lo scorso 22 dicembre è diventato parte integrande del documento "Indirizzi per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del comune in enti, aziende, istituzioni e società partecipate". In quella circostanza il Movimento 5 Stelle, per voce del proprio consigliere Michele Menchetti, aveva presentato un documento dove viene sottolineato che "Per tutti gli enti per i quali si deve procedere a nomina, l’ufficio preposto avrà il compito di predisporre, volta per volta e in tempo utile, tutti gli adempimenti necessari affinché la nomina e le designazioni avvengano esclusivamente utilizzando come metodo quello dell’avviso pubblico per titoli e colloquio. Le auto-candidature e le candidature devono essere corredate di curriculum sottoscritto dal candidato".

"Una piccolezza se vogliamo - ha puntualizzato Menchetti - ma che a noi è sembrata una grande svolta". Come consuetudine, e questo vale per tutte le amministrazioni di ogni colore e schieramento politico, le nomine delle società partecipate avvengono su indicazione politica. Solitamente il primo cittadino, previa valutazione curricolare, indica la personalità più idonea a ricoprire tale incarico forte anche dell'appoggio dei partiti di coalizione. "Questa procedura - prosegue il pentastellato - a noi è sempre risultata assurda. Già in campagna elettorale avevamo affermato come avremmo fatto di tutto per cambiarla. Nel consiglio comunale scorso abbiamo posto le basi per modificare qualcosa". Di fatto l'emendamento oltre a prevedere quanto detto, precisa anche come "nel caso in cui non vengano presentate candidature o esse siano inferiori al numero di membri da nominare, il sindaco può provvedere direttamente alla nomina".

"Abbiamo lasciato margine di manovra qualora non vi siano risposte da parte di cittadini interessati a ricoprire tali ruoli - prosegue ancora Menchetti - però abbiamo esplicitato la strada da seguire. Purtroppo, le nomine che sono avvenute successivamente non seguito questa direzione". Al momento sono stati designati i membri del magistrato della Fraternita dei Laici, della biblioteca comunale e quelli della Casa Pia Fossombroni. "E se andiamo a guardare - sottolinea Menchetti -, a ricoprire tali ruoli ci sono tutti candidati nelle liste di maggioranza. Fatta eccezione per la riconferma di Pier Luigi Rossi, personalità di valore da sempre attiva nel contesto cittadino (e unico a non essersi candidato nella corsa elettorale 2020 ndr) il resto sono tutti sostenitori di Ghinelli. E non ci sarebbe niente di male se fossero stati gli unici ad essersi proposti ma, ci risulta che non sia andata così. Questo atteggiamento ci ha deluso poiché ci aspettavamo un cambio di passo visti i presupposti creati. Invece un'altra occasione persa".

Dunque le prime nomine non hanno soddisfatto le aspettative dei Cinque Stelle che, in merito alle modalità di selezione e non sui nomi, hanno sollevato qualche perplessità. E per un eventuale cambio al vertice di altre partecipate prestigiose quali Coingas, Multiservizi e Estra, finite ora nell'occhio del ciclone a causa dell'inchiesta aperta dalla procura della Repubblica, che modalità di selezione vi aspettate? "Dovrebbe essere attuato un principio di trasparenza massima - prosegue Menchetti - per noi è molto semplice. Bando, commissione, valutazione, incarico. Purtroppo però ci accorgiamo sempre di più come l'interesse politico superi quello di indirizzo. Anche per altre questioni, dal mio ingresso in consiglio comunale, registro talvolta una grande fatica nel condividere atti di pubblica utilità con i colleghi della maggioranza. A volte il diniego, a mio avviso, viene dato a prescindere, solo per appartenenza politica. Ad esempio durante una delle ultime sedute del consiglio abbiamo proposto un atto di indirizzo utile alla costituzione dell'accessibilità universale, un documento che va a costituire azioni utili per i diversamente abili. Si tratta di un agromento che la città dovrà affrontare perché a richiederlo sono gli standard europei. È stato respinto e, ancora oggi, non ce ne capacitiamo. Ci sentiamo un po' soli in questo senso".

Il Movimento 5 Stelle è anche tra i cofirmatari dell'atto di indirizzo proposto dal Arezzo 2020, Pd e Lista Ralli, riguardante la necessità per il Comune di Arezzo di costituirsi parte civile durante l'udienza preliminare del caso Coingas, in calendario per il 23 marzo. Che futuro aspetta all'atto di indirizzo? Verrà votato dalla maggioranza? "Diciamo che la Lega ha dato una spinta davvero importante - spiega ancora Menchetti - le dichiarazioni del segretario provinciale sono state chiare in questo senso. Staremo a vedere cosa accadrà. Noi abbiamo sentito la necessità di condividere questo documento perché ci sembra l'unica strada che il Comune di Arezzo. Gli altri staremo a vede. Tra le opzioni adottabili ci sono anche quella del no voto e dell'astensione".

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