"Macrì lasci la presidenza di Estra", l'affondo delle opposizioni: "La città non merita giochi di potere"

Dal M5S al Pd fino ad Arezzo 2020 arriva unanime la richiesta di fare un passo indietro e lasciare la guida della partecipata

"Si dimetta". La richiesta, avanzata dalle opposizioni in consiglio comunale e non solo, nei confronti del presidente di Estra Francesco Macrì è proprio questa. Un passo indietro in modo da consentire alla magistratura di portare avanti le inchieste che lo vedono coinvolto direttamente. È all'indomani dell'ultimo avviso di garanzia arrivato direttamente al presidente della partecipata che piovono prese di posizione e considerazioni poco tenere. 

Nella mattinata di ieri, la Guardia di Finanza di Arezzo, si è presentata in via Igini Cocchi dove trovano casa sia Estra che Coingas, realtà entrambe al centro di delicati e articolati procedimenti giudiziari. Le fiamme gialle hanno acquisito della documentazione e presentato al presidente Macrì un altro avviso di garanzia che lo vorrebbe indagato per abuso d'ufficio e peculato in relazione a consulenze e sponsorizzazioni avvenute nel corso del suo primo mandato alla guida della multiutility partecipata da Consiag Prato, Intesa Siena, Coingas Arezzo e Viva Servizi di Ancona.

Una tegola caduta a due giorni di distanza dalla conferma di Francesco Macrì nel ruolo di presidente avvenuta su mandato del consiglio d'amministrazione composto appunto dalle società sopramenzionate.

“Macrì: l’esordio ‘migliore’ alla presidenza di Estra”

Dichiarazione del capogruppo consiliare di Arezzo in Comune - Arezzo 2020 Francesco Romizi. "Esordio migliore alla presidenza per Francesco Macrì non poteva esserci. La sua nomina è arrivata giusto ieri, in tempo per vedere arrivare anche altro. Houston abbiamo un problema, verrebbe da dire: a ‘d’Estra’ dello schieramento politico. Ma per fortuna siamo agli sgoccioli di questa esperienza sempre più compromessa e compromettente".

"Etica e responsabilità impongono le dimissioni"

L'intervento degli esponenti della lista Arezzo 2020 per cambiare a sinistra. "Dalla stampa apprendiamo notizie che ancora una volta gettano una pessima luce sulla politica. La prima: in occasione del rinnovo del cda di Estra il Ppresidente di Coingas non ha rispettato il mandato ufficialmente conferitogli dall'assemblea dei sindaci La seconda notizia: il presidente di Estra è al centro di nuove e diverse indagini della magistratura dopo quelle già note. Due fatti a prima vista distinti, uno di carattere politico, l'altro di carattere giudiziario. Entrambi, però, portano ad una medesima conclusione. Ci chiediamo, infatti, come si può godere della fiducia dei cittadini quando da mesi si è al centro di inquietanti ed incessanti interrogativi? E che immagine della politica tutte queste vicende trasmettono all'opinione pubblica? La risposta per noi è una sola e non riguarda i risvolti giudiziari che non ci competono. È di carattere etico e di responsabilità personale e politica verso le istituzioni. La risposta è racchiusa in una sola parola: dimissioni".

"Utilizzo delle partecipate come bancomat”

Dichiarazione di Donato Caporali consigliere comunale Pd. "Si rimane garantisti e si augura il meglio agli imputati, ma questa volta evitiamoci di aspettare che le intercettazioni o i fatti escano sui giornali, chiediamo una volta per tutte questa  benedetta trasparenza e cerchiamo di offrirla a tutti i cittadini, meglio tardi che mai. Da tempo riflettiamo sull’uso spericolato e politico delle sponsorizzazioni, che ricadono volentieri su eventi del territorio che altrimenti avrebbero difficoltà a esistere. Ma è anche l’ora di alzare il velo su come e quando vengano prese le decisioni su tali elargizioni e quanto valga il  bilancio delle stesse. In tempi di estrema crisi, varrebbe la pena porsi anche il problema di ridurre le tariffe per le utenze o dei dividendi ai soci (comuni), no? Da tempo abbiamo molta curiosità di capire i reali motivi della mancata quotazione in borsa di Estra. Ci piacerebbe leggere le relazioni degli advisor profumatamente pagati per il loro parere. In un mercato così segmentato e regolato come quello dell’energia, non sfugge certo la difficoltà oggettiva a competere con colossi nazionali e internazionali senza poter ricorrere ad aumenti di capitale che la quotazione avrebbe dovuto dare. E invece a oggi siamo avvolti nel mistero di dichiarazioni vaghe e miracolistiche. Da tempo avremmo voluto capire quali indicatori industriali avessero portato Estra a provare a diversificare il portafoglio servizi, grattando a destra e a manca piccole quote nel settore dei rifiuti. Quale era la strategia allora? E dopo le ultime vicissitudini che vedono Iren prendere il controllo di Unieco e diventare di fatto il gestore, non si è forse sbagliato i calcoli? Non vale la pena capire il senso di quelle operazioni ormai dichiaratamente finanziarie e a perdere? Ecco, l’occasione è buona, facciamo trasparenza. Lo sostenevamo prima e lo sosteniamo oggi, ritenendo che la magistratura faccia il suo corso e che non si delinei un quadro di degrado  ancora maggiore rispetto alle vicende Coingas che la città non merita".

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M5S: "Nomina Macrì, un normale gioco di potere partitico"

Dura anche la presa di posizione del Movimento Cinque Stelle: "Abuso d'ufficio e peculato sono le accuse contenute nel nuovo avviso di garanzia che la Guardia di Finanza ha recapitato a Francesco Macrì, presidente di Estra, nella mattinata di giovedì 16 luglio. In questi giorni si è inoltre accesa una bagarre politica tra Pd e centrodestra aretino il cui motivo è il rinnovo dell'incarico di Macrì. Il Pd punta i piedi sulla durata “Se il centrodestra perde le elezioni la maggioranza all’interno dell’assemblea dei soci di Estra potrebbe cambiare” mentre il centrodestra non tiene minimamente conto dell'indagine che pesa sulla testa del proprio esponente, come se tutto fosse normale. Qui di normale non vi è rimasto davvero nulla, la prima cosa sensata a cui si dovrebbe pensare è se Macrì ha ed aveva le competenze per amministrare Estra e se, in virtù di quello che è emerso dalle indagini, è ancora persona di fiducia a cui affidare un incarico così delicato e la gestione di beni e servizi dei cittadini. Oramai si è così abituati a certi squallidi giochi di potere che sembra tutto normale, siamo anestetizzati così tanto da una politica clientelare al punto che nessuno ci fa nemmeno più caso. Se il Movimento 5 Stelle risultasse vincitore alle prossime elezioni comunali, è sicuro che porteremo almeno queste due novità assolute: trasparenza e meritocrazia. Questo è il messaggio forte e chiaro che lanciamo ai cittadini. Non sono le “prossime" elezioni che devono far cambiare i nomi di coloro che sono seduti nelle poltrone del potere ma è il metodo che deve necessariamente cambiare. Il fine deve sempre essere quello di ottenere il miglior risultato per il cittadino. La politica deve essere al servizio degli aretini e non schiava di giochi di potere".

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