"Il nuovo San Donato? Lo abbiamo proposto due anni fa". L'attacco di Lucia Tanti al Pd sulla sanità

“Posizione di Ghinelli sulle aslone tanto ‘sterile’ che tutti oggi gli danno ragione. In sanità chiunque vuol bene ad Arezzo molli il Pd”

“La politica spesso è semplice e sulla sanità ad Arezzo ed in Toscana è semplicissima e sta così: il depotenziamento di Arezzo di questi anni e la trascuratezza colpevole e voluta verso il San Donato ha un unico responsabile, il Pd e chi dentro il Pd c'è stato e ci sta. La storia di questi anni, infatti, ci racconta di un Partito Democratico sempre allineato sulle posizioni di Rossi e del Pd regionale, sia quando si è trattato di abbassare la testa nel vedere unita Arezzo a Siena e Grosseto, sia quando si è trattato di non reagire alle mortificazioni che ne sono seguite, sia quando si è trattato di applaudire a finanziamenti regionali scarsi e ritardatari nei confronti del San Donato."

Non usa mezzi termini l'assessore alla salute del Comune di Arezzo Lucia Tanti nel rispondere alle dichiarazioni pubbliche di Luciano Ralli, capogruppo Pd in consiglio comunale che ha portato un primo grande tema nel dibattito elettorale: quello della necessità di costruire un nuovo ospedale ad Arezzo entro al fine degli anni Venti.

“Un ospedale nuovo ad Arezzo entro la fine degli anni 20

Un tema che ha fatto grande presa tra i cittadini che ne hanno ampiamente discusso sui social, proprio dopo le dichiarazioni di Ralli. "Ma noi lo diciamo da due anni" ha commentato l'assessore Tanti.

"L’obiettivo di un investimento potente da dedicare al presidio ospedaliero della città di Arezzo trova come primo momento di riflessione pubblica la prima edizione degli Stati Generali del 2018, quando proprio il sindaco di Arezzo lanciò la palla nella metà campo della Regione e del partito che la guida. Nessuna risposta però è mai arrivata. Da allora, nel tempo, i professionisti, i cittadini, le associazioni hanno condiviso la strada tracciata dal sindaco Ghinelli circa la necessità di un San Donato rafforzato e ‘nuovo’ in maniera basica, e quindi molto più robusta che nulla ha a che fare con il vedersi arrivare finanziamenti vecchi, utili certo ma non strutturali. Il tema del San Donato è poi esploso, sempre grazie a questa amministrazione, quando insieme al sindaco mettemmo in fila tutti gli addii di professionisti di primo ordine che se ne andavano verso altri presidi ospedalieri e che in qualche modo indebolivano l’immagine stessa della sanità aretina a fronte per fortuna di altrettanto bravi professionisti che invece rimanevano, e sono rimasti qui, continuando a dare risposte di efficacia e di efficienza. Il punto però fin dal 2015 è stato segnato da Ghinelli: via le aslone, un nuovo San Donato."

La questione San Donato, ma anche quella delle Aslone, commentata pochi giorni fa dall'assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli, sono destinate quindi ad avere strascichi politici che, di fatto, sono già entrati nella campagna elettorale e nel terreno di contesa tra i due schieramenti, anche se entrambi devono trovare la quadra su candidature, programmi e coalizioni. 

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Sanità. Ghinelli e Tanti: "Le 'aslone'? Hanno fallito" e l'assessore Ceccarelli: "La sud est va riorganizzata"

Ora - e solo a sei mesi dalle elezioni- è chiaro a tutti pure a più di uno nel Pd, che esiste un caso sanità che riguarda Arezzo e la Toscana e che è l’espressione plastica del fallimento del Pd. Solo da ultimo leggiamo critiche alle aslone, prese di distanza circa lo spostamento del potere decisionale verso Siena e Grosseto, e ora pure abbiamo alleati nuovi anche per la richiesta di un nuovo San Donato da fare subito. Questo ci fa molto piacere e siamo anche disponibili a allargare le fila di chi sta con noi in queste battaglie che sono della città e per la città. Però esistono due punti di premessa. Il primo: chi vuole una sanità diversa bisogna che prenda le distanze dal Pd, non si può stare nel Pd e voler cambiare questa sanità.  Il secondo: non siamo gelosi di averci pensato prima ma chi vuole garantire ad Arezzo una sanità diversa, buttando via le aslone e volendo un novo San Donato, ha una scelta sola da fare: sostenere il sindaco Ghinelli anche negli anni futuri ed impegnarsi in prima persona per mantenere il Pd all’opposizione ad Arezzo e finalmente anche a Firenze. Senza queste due premesse diventa complicato a sei mesi dalle elezioni prendere sul serio tardive lamentazioni o ovvie proposte mai sposate prima".

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