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La nuova Tari, Merelli: "Abbattiamo la tariffa, qui rincari solo del 3,69%"

Un denso consiglio comunale che è culminato con l'approvazione delle proposte delle tariffe 2021 della Tari

Alberto Merelli, assessore al bilancio del Comune di Arezzo. Immagine archivio Arezzo Notizie

E' stata un'altra giornata densa all'interno del consiglio comunale di Arezzo, tra polemiche politiche, dibattito sulle interrogazioni e pratiche di giunta importanti. Non sono mancati i colpi di scena a distanza: un nuovo parere chiesto dalla giunta sulla costituzione o meno di parte civile nel processo Coingas-Estra e la protesta delle opposizioni che hanno lasciato l'aula virtuale e posizionato una sedia vuota con la fascia tricolore per segnalare l'assenza del sindaco Ghinelli.

La giornata è comunque cominciata con le interrogazioni, 13 in tutto che hanno spaziato sulla richiesta di provvedere allo sfalcio dell'erba alta in vari punti della città, di prendersi cura della zona di Frassineto che appare abbandonata e molti altri temi. 

La giunta ha poi portato due pratiche importanti la variazione al piano triennale delle opere pubbliche e la conseguente variazione al bilancio.

È stato durante la pratica di variazione di bilancio, approvata dopo l’illustrazione dell’assessore Alberto Merelli, che l’opposizione ha abbandonato i lavori consiliari. Prima delle dichiarazioni che hanno palesato tale scelta, l’intervento di Donella Mattesini aveva rimarcato come “sia passato il messaggio che l’amministrazione comunale impieghi sempre risorse proprie per finanziare sue idee mentre correttezza politica e amministrativa sarebbe quella di ricordare la provenienza delle risorse stanziate per la ripartenza del Paese, che per la gran parte sono statali. “È il governo che sta facendo la sua parte”.

L’assessore Alberto Merelli ha ricordato come “l’amministrazione comunale abbia sempre evidenziato quelli che erano i trasferimenti dello Stato a favore degli enti locali, senza nasconderne l’origine. Trasferimenti peraltro molto opportuni e necessari in una situazione pandemica”.

Francesco Romizi: “l’assenza totale del sindaco quando si discute di opere pubbliche, bilancio e Tari è irrispettosa per la città. Abbandonerò l’aula per denunciare la gravità di questo atteggiamento”. Considerazioni condivise da Michele Menchetti: anche il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle ha abbandonato l’aula. Donato Caporali ha annunciato l’abbandono dei lavori consiliari da parte del Pd. Per Marco Donati “se questo è lo spazio dove la città discute, senza il primo cittadino tale discussione è monca. Non stiamo trattando un atto di indirizzo sulla lingua inglese nei documenti del Comune. Aderirò all’iniziativa degli altri consiglieri di opposizione. Ed è per questo che insisto sui Consigli Comunali in presenza”.

Roberto Bardelli: “ci stiamo riunendo spesso e continueremo a farlo per le variazioni di bilancio, considerata la situazione attuale. È una strada prudenziale per utilizzare le risorse disponibili e metterci nella condizione di rispondere a eventuali situazioni di emergenza. L’abbandono dei lavori da parte dell’opposizione significa che non hanno più cartucce da sparare contro un’amministrazione che sta lavorando per risolvere i problemi”. Di reazione “paradossale” ha parlato Simon Pietro Palazzo: “se qualcuno vuole proporsi come forza di governo, dovrebbe presentare proposte o emendamenti. In questi mesi non ce ne sono stati sulle pratiche di bilancio e questo è l’indicatore più significativo. Chi ha mai proibito di esprimere un’opinione”?

“Continuo a fare il mio lavoro - ha ricordato il sindaco Alessandro Ghinelli - di conseguenza sentirmi addebitare rimproveri per motivi legati alla mancata presenza non fa onore a quest’aula. Ringrazio tutti i partiti di maggioranza e i componenti della Giunta per quanto stanno facendo con la dedizione necessaria e a proposito di impegni da adempiere a breve mi recherò dal Prefetto per parlare, carte alla mano, di come poter organizzare la Giostra del Saracino”.

Il piano economico finanziario dei rifiuti e la Tari

Prima è venuto il presupposto, il Piano economico finanziario dell’Ato. Poi, di conseguenza, la Tari. In Consiglio Comunale il Pef è stato illustrato dall’assessore Marco Sacchetti, l’assessore Alberto Merelli è poi entrato nelle maglie della tariffa.

Il Pef, che riporta i costi da coprire per tutti i Comuni dell’Ato Toscana sud per il servizio di gestione del ciclo dei rifiuti, diventa dunque propedeutico rispetto alla tariffa che ogni singolo ente si troverà a dover applicare. E rispetto al Pef 2019, quello del 2021 ha registrato un aumento dei suddetti costi di oltre 2 milioni e 400 mila euro per il Comune di Arezzo: da 17.248.316 euro a 19.674.440. Un incremento tra il 13 e il 14%. “Dopo gli importanti risultati raggiunti dalla prima amministrazione Ghinelli a seguito di 5 anni di lavoro - ha rilevato l’assessore Marco Sacchetti - si è manifestata la tempesta perfetta a seguito della quale ci troviamo a ratificare qualcosa deciso da altri e che esautora, se non per un mero ruolo di ratifica, il Consiglio Comunale. Si tratta del cosiddetto metodo Arera che dal 2020 è diventato cogente. L’operazione messa in atto dal Comune di Arezzo è stata quella di comprimere l’aumento tariffario il più possibile anche dinanzi a una simile situazione”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “l’Ato Toscana sud è l’unico dei tre Ato regionali che ha sviluppato una politica sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, seppur rappresentando ambiti territoriali molto diversi. Tale politica ha favorito innanzitutto la razionalizzare del sistema, che è l’unica strada per poter poi procedere alla riduzione della tariffa a vantaggio dei cittadini. Non a caso, il Comune di Arezzo negli anni passati ha registrato un progressivo calo della Tari anche grazie alla scelte dell'amministrazione comunale, a partire dalla reinternalizzazione della gestione del tributo. Tutto questo percorso virtuoso è venuto meno, per mancanza di programmazione della Regione Toscana e per l’abbattersi sul sistema tariffario del metodo Arera, improntato sul recupero integrale delle spese sostenute dal gestore. In sede di assemblea Ato, ho registrato un malcontento diffuso tra i sindaci che compongono la stessa: molti hanno votato per dovere istituzionale e senso di responsabilità, molti hanno chiesto di verificare la possibilità concreta di risolvere il contratto con il gestore. Ho invitato il comitato direttivo Ato a verificare, con solidi supporti legali, le condizioni che possano condurre o meno a questa fattispecie”.

L’assessore Alberto Merelli: “se il Comune non fosse intervenuto, i cittadini avrebbero subito un rincaro medio del 14% rispetto al 2019 e 2020 con picchi per alcuni molto consistenti. Il Comune ha invece messo risorse proprie  per 1.800.000 euro circa che andranno ad agevolare il pagamento della Tari, determinando un incremento effettivo medio solo del 3,69% tra utenze non domestiche e domestiche. Incremento medio da ripartirsi tra le varie categorie. Sono in particolare agevolate le utenze non domestiche più colpite dagli effetti delle pandemia in termini di chiusure. La riduzione raggiunge anche il 55% della tariffa per particolari settori merceologici. Di riduzioni minori, del 40% e del 30%, beneficeranno altri settori a seconda del tipo di limitazioni  subite fino a prevedere la Tari nella misura intera per chi invece non ha dovuto affrontarle. Per quanto riguarda la tariffa domestica, la stessa aumenta mediamente solo dell’8,5%”. Prima rata scadenza 30 settembre.

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