"No all'ampliamento della discarica". Presentata una mozione alla Regione Toscana

Il testo della mozione del gruppo Centro Sinistra per San Giovanni nella quale si richiede alla Regione Toscana di bloccare il progetto di ampliamento della discarica di Podere Rota

Il gruppo Centro Sinistra per San Giovanni ha presentato, in consiglio comunale, una mozione nella quale viene richiesto alla Regione Toscana di bloccare il progetto di ampliamento della discarica di Podere Rota la cui chiusura è stata stabilita nel 2021.

"Le motivazioni sono molteplici - spiegano i promotori dell'iniziativa - Innanzi tutto perché con questo ampliamento viene disatteso il decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 121, in attuazione della direttiva comunitaria 850/2018, che garantisce una progressiva riduzione del collocamento in discarica dei rifiuti, in particolare di quelli idonei al riciclaggio o al recupero di altro tipo. Viene, inoltre, disatteso il PRB 2014-2020 “Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”, il quale rispetto alle discariche oggi esistenti, al 2020 non prevede la realizzazione di nuove discariche né la realizzazione di ampliamenti rispetto alle disponibilità esistenti e stabilisce che saranno chiuse le discariche che andranno gradualmente ad esaurire la propria vita residua. Viene, infine, disatteso il piano provinciale dei rifiuti, approvato dal consiglio provinciale di Arezzo nel 2013, che stabiliva, allora, una serie di interventi e passaggi per arrivare alla chiusura del sito di Podere Rota al completamento degli attuali volumi esistenti e, comunque, non oltre il 2021, senza ulteriori ampliamenti. Inoltre questo ampliamento non tiene minimamente conto del Relazione di Arpat del 24 settembre 2020 che evidenzia un inquinamento delle acque profonde e un persistere del fenomeno delle emissioni odorigene. La notizia dell'ampliamento è stata data da una società privata appena costituita che si accinge a gestire l'impianto: questo è il primo intervento sulla discarica che è previsto a soli fini privatistici. In tale situazione è del tutto incidentale che l'ampliamento copra il periodo che serve perché entri a regime il nuovo impianto di Arezzo. Non c'è alcuna ragione per la quale nel 2025 una discarica privata debba essere chiusa. D’altra parte, già in questi anni i conferimenti sono avvenuti al di fuori delle necessità di ambito. Insomma, la discarica di Podere Rota, in questo modo, esce, a tutti gli effetti, dalla programmazione impiantistica regionale. Siamo di fronte al contesto di una società di privati che, un bel giorno, sulla scorta di un impianto esistente ma soprattutto con una forte vena speculativa, si sveglia e propone una "nuova discarica" anche in barba alle leggi europee, e si vede ineluttabilmente approvato il progetto. A noi questa sembra fantapolitica. Dov’è lo spazio per la dialettica politica, per la battaglia delle idee, per una corretta valutazione delle giustificate istanze della popolazione che si è vista costruire la discarica, oltre 25 anni fa, nel confine?".

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