Venerdì, 17 Settembre 2021
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Movimento nazionale per la sovranità Arezzo: "Sentivamo la mancanza di Renzi e delle sue bugie"

All'indomani dell'incontro che si è svolto presso la Casa dell'Energia di Arezzo, e che ha avuto come protagonista l'ex premier Matteo Renzi, che il coordinamento provinciale del Movimento nazionale per la sovranità interviene. "Sentivamo la...

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All'indomani dell'incontro che si è svolto presso la Casa dell'Energia di Arezzo, e che ha avuto come protagonista l'ex premier Matteo Renzi, che il coordinamento provinciale del Movimento nazionale per la sovranità interviene.

"Sentivamo la mancanza dell'ex premier Renzi e delle sue bugie. È stato però così gentile da venire a rinfrescarci la memoria proprio qui da noi, ad Arezzo. Sgombriamo il campo dalle menzogne, ma quelle vere. Che gli amministratori di Banca Etruria abbiano commesso degli sbagli, siano essi dolosi o colposi spetterà alla magistratura deciderlo e punire, nessuno lo vuol negare. Ciò che pero l'ex premier fa finta di dimenticare è come si sia giunti al decreto salva banche. Sappiamo infatti che, improvvisamente, Banca Etruria si sarebbe trovata, al momento del commissariamento, in una situazione di insufficiente patrimonializzazione. Insomma, la storia sarebbe quella per cui la banca, attraverso i suoi dirigenti, aveva fatto credito alle persone sbagliate e questi non avevano ripagato i propri debiti. Questo aveva quindi portato allo squilibrio che impediva il rimborso dei prestiti. Ma, a distanza di mesi da quegli eventi, siamo proprio sicuri che il quadro complessivo ci dia la conferma di questo? Cosa ne è stato di quei debiti apparentemente così inesigibili? Ebbene, la cronaca ci ha informati dell'acquisizione, da parte di società comunque legate a più di una banca tra quelle che effettuarono la salvifica cordata, di quei pacchetti di crediti così difficili da riscuotere. Ci piacerebbe davvero poter dare uno sguardo ai dati ufficiali. Non vorremmo infatti scoprire che quegli stessi crediti in realtà sono stati riscossi, magari non al 100%, ma comunque in percentuali più che soddisfacenti. Eh si, perché al momento del commissariamento quella situazione di squilibrio patrimoniale dipese anche e soprattutto da una svalutazione di poco lontana dal 90% del valore complessivo delle garanzie della banca. Per farla semplice. Chi non si troverebbe in mezzo ad una strada se gli si svalutasse del 90% il proprio patrimonio? Ed allora caro Renzi, giochiamo a carte scoperte. Diciamolo pure che la reale intenzione del decreto salva banche non era tanto quella di tutelare i correntisti, quanto piuttosto quella di assicurare un buon margine di utili a quelle stesse banche molto spesso così vicine al partito democratico. Che poi il decreto fosse stato un errore ce ne eravamo accorti quando, nella vicenda Monte dei Paschi, meglio noto come il bancomat della sinistra italiana, venne utilizzato ben altro peso e ben altra misura. E infatti ci chiediamo: vigenti le stesse norme sul bail in, perché a Veneto banca e a Monte dei paschi, i cui conti erano molto peggiori di quelli dell'aretina Etruria, non venne esteso l'effetto di questo decreto? Ma d'altronde è più facile addossare la colpa a dei piccoli risparmiatori e a qualche amministratore societario. Saranno pure colpevoli di qualcosa. E comunque, in fondo, che li difenderebbe mai? Ma ancora di più. Quel dannato 22 novembre, che poi per chi se lo fosse dimenticato era anche domenica, vorremmo ben sapere, chi convinse il consiglio dei ministri a licenziare quel decreto? Renzi, lo sappiamo bene, non ha competenze specifiche nel settore bancario. Che sia stata una così determinata scelta del ministro dell'economia? O magari un completo appiattimento sulle posizioni di quella stessa Banca d'Italia sulle cui colpe solo oggi si inizia a aprire uno spiraglio? Già. Oggi si, ma allora era meglio confondere quel ruolo tra i mille e più articoli scritti e le dichiarazioni rilasciate. Come ha sottolineato il Matteo di Rignano, più di quelle sul Bataclan. Eh si. Perché da noi la scure del terrorismo non si è abbattuta (più per merito degli operatori che delle politiche del PD). Ma la scure a tinte rosso chiare, quella del PD, continua imperterrita a mietere vittime innocenti. Ma si sa...basta un isolato dato di sviluppo che magicamente il mondo è tutto un'altra cosa. Una realtà diversa. Quella degli amici di Renzi. Oh, a proposito, casomai caro Renzi tu ti voglia candidare al Senato è inutile tu dica di volerlo fare ad Arezzo giusto così per fare "il bomba"...l'articolo 57 della costituzione dice chiaramente che l'elezione al senato è su base regionale. E menomale che volevi giocare al piccolo costituente".

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