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Martedì, 18 Gennaio 2022
Politica

Mostre orafe a Ieg, Merelli porta la delibera in aula. L'approvazione senza Pd e AiC

Sono le ore in cui si decide il futuro delle mostre orafe aretine, la delibera dell'assessore Merelli arriva in consiglio comunale in contemporanea alla firma del protocollo d'intesa con Ieg in Regione. Si decide di conseguenza il destino di...

Sono le ore in cui si decide il futuro delle mostre orafe aretine, la delibera dell'assessore Merelli arriva in consiglio comunale in contemporanea alla firma del protocollo d'intesa con Ieg in Regione. Si decide di conseguenza il destino di Arezzo Fiere e dell'indotto economico per la città.

L'assessore al bilancio ed alle partecipate ha presentato la proposta di delibera, per dare il mandato al rappresentante legale del Comune in vista dell'assemblea decisiva e dicono, non rinviabile, di domani.

"La sintesi di contratto riguarda l'affidamento di manifestazioni fieristiche Oro Arezo e Gold Italy a Ieg per il periodo 2017 - 2021 che li organizzerà per conto proprio, assumendosi il rischio d'impresa" ha spiegato in avvio Merelli "nel primo triennio è stato stabilito un corrispettivo fisso, nell'ultimo biennio invece in base al valore del triennio precedente." Poi si arriva al nocciolo della questione posta dal Comune "la criticità principale che viene rilevata anche nella proposta di delibera è l'articolo 8 che disciplina l'opzione di acquisto deifnitiva: se le manifestazioni verranno svolte da Ieg esiste poi l'opzoine di acquisto, entrambi le parti potranno comunicare l'esercizio dell'opzione e l'altra parte sarà obbloigata a prenderne atto e cedere definitivamente." Un automatismo comprensibile per per il privato, ma non per gli enti pubblici: "E' proprio l'automatismo che ha determinato la proposta di delibera. Questo automatismo non è supportato da un elemento fondamentale cioè della valutazione del prezzo di corrispettivo, i 4 milioni risultano essere originati da una trattativa commerciale tra Arezzo Fiere e Ieg, quello che manca è una valutazione di congruità del corrispettivo di un soggetto esterno. E' poco? E' tanto? Qualcuno ce lo deve dire"

Da ricordare infatti che le due mostre orafe rappresentano l'80% dei ricavi di tutta Arezzo Fiere, quindi per Merelli scattano altre domande "Ci sarebbe da chiedersi quale sarà l'orientamento industriale e commerciale, su quali direzioni si muoverà l'azione imprenditoriale di Arezzo Fiere nel momento che la sua attività principale sarà gestita da un soggetto terzo. Se questa è la sorte delle mostre di Arezzo, quale sarà la sorte di tutto il complesso di Arezzo Fiere e del suo immobile?"

Le questioni sono poste anche in relazione agli ingenti capitali che gli enti pubblici e quindi i cittadini hanno versato nella costruzione e nella gestione del polo fieristico aretino: " In arezzo Fiere sono state investite cifre molto significative, soprautto dalla Regione. All'interno di questo percorso in base alla documentaizone pervenuta al comune, anche il socio di maggioranza relativa che ha circa il 40% ha svolto la sua funzione cercando di tutelare il suo investimento fatto nel corso degli anni."

Merelli legge in aula parte dell'allegato A che compone il protocollo d'intesa che contemporaneamente viene firmato in Regione da Boldi, Rossi e Cagnoni "Le parti convengono di costituire un tavolo tecnico paritetico, che lavorerà per trasformare l'opzione di acquisto in un opzione che permetterà ad Arezzo Fiere nel capitale di Ieg spa." Insomma uno scenario che cambia in corsa, continua Merelli "questa operazione ha scenari completamente diversi anche per Arezzzo Fiere, perché un conto è avere 4 milioni come corrispettivo di vednita delle mostre orafe, un conto è avere una quota di partecipazione in Ieg, una grande società che si quoterà anche in Borsa."

Alla presentazione è seguito il dibattito in consiglio e le espressioni di voto dei gruppi:

Matteo Bracciali: "quali sono le scelte di strategia per la città? Dalla relazione dell'assessore non si evince alcunché. Riversare sul cda di Arezzo Fiere e Congressi le responsabilità per avere cercato di costruire un'alternativa a una situazione difficile, è un errore da imputare al Comune e anche alla Regione. Questo accordo ha rimesso al centro il ruolo del territorio per permettere a una società di diventare leader e referente dell'Italia centrale di un percorso e di un settore come quello fieristico. Il grande assente, in ogni caso, è la Giunta e il sindaco. Lo scorso dicembre, il sindaco ha incontrato i vertici di Ieg e altri imprenditori e credo che abbiano discusso della questione. Io vedo un'abdicazione dal nostro ruolo di comunità, abbiamo lasciato al cda l'onere della questione e poi giocato di sponda con la Regione e gli altri attori. Se su un tema così delicato, su cui si gioca il futuro della città, non ci mettiamo a discutere e mediare con chi può portare lavoro, facciamo un cattivo servizio ad Arezzo".

Roberto Bardelli: "partiamo da un debito enorme su cui nessuno aveva messo mano e dalla presa d'atto di una struttura che è uno scatolone vuoto per la maggior parte dell'anno. La proposta ci è stata fatta senza alternative. In questa delibera chiediamo garanzie perché tutto venga fatto correttamente e per salvaguardare Arezzo Fiere e Congressi. Personalmente con un emendamento, ne aggiungo altre: chiedo che il rappresentante del Comune di Arezzo esprima contrarietà alla cessione definitiva delle due manifestazioni fieristiche a meno che non venga fornita, da terzi, perizia giurata sulla certezza e congruità del valore del trasferimento".

Luciano Ralli: "dinanzi a cifre del genere ci saremmo dovuti porre anche la questione dell'eventuale opportunità di un bando pubblico. Poi, votiamo su un contratto che non abbiamo letto. È vero che questa vicenda ha radici antiche e responsabilità diffuse, ma a oggi, che la giunta Ghinelli governa da circa due anni, non esiste un business-plane per la struttura. Noi eravamo pronti a fare azione comune di pressione sui vari soggetti coinvolti, come per Banca Etruria. Non mi pare che le minoranze siano state messe nella condizione di farlo. Il modo in cui si è evoluta la questione e il dibattito in Consiglio Comunale, il modo in cui si è formata la delibera, ci porta a non partecipare al voto. Dopo di che, per il futuro non date nulla di scontato: ciò che otterrà Arezzo sarà per scontri e non per sconti e sarà bene farci trovare uniti".

Il sindaco Alessandro Ghinelli: "quando ho incontrato il 28 dicembre il presidente e il vicepresidente di Ieg, alla presenza anche del presidente di Arezzo Fiere e Congressi, ho posto un tema: visto il curriculum della neo-costituita società, la sua capacità finanziaria, perché essa non rileva interamente la parte gestionale di Arezzo Fiere e Congressi? Ricordo che il presidente di Ieg replicò in maniera tale da farmi capire che era opportuno un passo per volta. È evidente che la mia proposta non poteva non suonare come critica al cda di Arezzo Fiere e Congressi degli ultimi anni: se infatti chiedo a un soggetto terzo di gestire tutta la realtà congressuale ed espositiva della città, sottintendo che fino a quel momento una gestione virtuosa non si è verificata. In Consiglio Comunale, il 23 gennaio, ho ribadito pubblicamente questa mia idea. Sempre a gennaio, Comune, Provincia e Regione si sono incontrati, presenti anche Camera di Commercio e presidente di Arezzo Fiere, e in questa sede ho tutelato gli interessi della città: ho infatti chiesto e ottenuto la permanenza ad Arezzo delle due manifestazioni per i prossimi 4 anni, che la nuova gestione vada incontro agli espositori, che sviluppi le manifestazioni Oro Arezzo e Gold Italy evitando di inaridirne la portata. Oggi emerge un dato politico chiaro: l'indirizzo del Consiglio Comunale è quello di dare comunque un voto positivo sull'ultima ipotesi di contratto emersa, così come integrata dall'emendamento Bardelli che va nella giusta direzione".

Voto favorevole per la maggioranza annunciato da Marco Casucci e Federico Scapecchi. Voto sulla delibera così come emendata da Bardelli ha ricevuto 18 voti favorevoli su 18 consiglieri presenti. I gruppi del Pd e di Arezzo in Comune hanno tolto la scheda e non hanno partecipato al voto.

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