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Monte San Savino, Marzullo attacca il sindaco: "Grande distanza tra il dire e il fare"

Il leader dell'opposizione punta il dito contro il metodo delle nomine in Monteservizi e Fondazione Ciaperoni

Comunicato stampa del gruppo di minoranza "Per Monte San Savino con Antonio Marzullo".

"Già nel primo consiglio comunale di Monte San Savino si sono delineati i primi elementi distintivi della nuova amministrazione comunale: le “deleghe” agli assessori e le “deleghe” ai consiglieri comunali annunciate in sede di consiglio come fossero equivalenti, in realtà erano precedute da un “Decreto del sindaco”, il n. 30 del 21-06-2022 non messo anticipatamente a disposizione della minoranza come da regolamento del consiglio comunale al quale il sindaco durante il consiglio ha detto di volersi attentamente attenere, che recita testualmente: la delega come sopra conferita (quella ai consiglieri) ha rilevanza interna e consiste esclusivamente nell’attività informativa, di studio, proposta, consulenza e vigilanza nell’ambito delle suddette materie, sulla base delle direttive fornite dal sindaco; resta salva ed impregiudicata la facoltà di modificare e, ove occorra, revocare in tutto o in parte il presente provvedimento, nonché di dispensare il delegato dall’incarico, a discrezionale giudizio del sindaco in qualunque tempo.

In sostanza niente più che il decalogo di comportamento di “Buon Consigliere Comunale” di maggioranza o di opposizione. Salvo l’aggiunta di dover “rispondere al sindaco” e subire eventualmente la “revoca” di un incarico di solo contenuto propagandistico, di scarsissimo valore pratico e che, semmai, rende il consigliere nelle sue libere espressioni sottoposto ad una forma di controllo che come consigliere comunale non ha. Insomma deleghe di facciata, senza nessun potere reale. Contentini per chi era rimasto con la bocca all’asciutto. Nella definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti presso Enti, Aziende e istituzioni quando si definiscono i “REQUISITI CULTURALI E PROFESSIONALI “ si legge:

- I rappresentanti del Comune negli Enti, Aziende ed Istituzioni dipendenti o Società controllate o partecipate devono possedere una competenza amministrativa, tecnica, giuridica adeguata alle specifiche caratteristiche della carica da ricoprire;

- A tal fine, i rappresentanti sono scelti considerando le qualità professionali e le competenze emergenti da: titoli di studio, incarichi professionali, incarichi accademici ed in istituzioni di ricerca, pubblicazioni, direzione di strutture pubbliche o private, di impegno sociale e civile.

Sono state fatte le nomine nella Monteservizi e nella Fondazione Ciaperoni e noi non intendiamo esprimere giudizi sulle singole persone nominate ma l’insieme delle nomine appare il risultato di un orizzonte chiuso e ristretto, autoreferenziale, ad un gruppo di supporter storici o acquisiti di recente al ruolo di sostenitori e non premiati elettoralmente. Davvero poco a che vedere con i principi espressi in Consiglio Comunale. Vigileremo molto attentamente sull’operato dei CTA nell’interesse dei cittadini.

Dalla minoranza comunque un ringraziamento agli incaricati uscenti nominati a suo tempo dalla sindaca Scarpellini per il lavoro svolto e un augurio di buon lavoro ai nuovi nominati. Ancora sulle nomine: nel 2017 l’allora capogruppo di minoranza Bennati, oggi sindaco, gridava allo scandalo dell’assunzione di un addetto stampa dell’allora sindaca Margherita Scarpellini assunto partime ed oggi, a parti invertite, assume nello stesso ruolo un fedelissimo collaboratore della prima ora, non part time ma addirittura a tempo pieno. Ma forse non è lo stesso Gianni Bennati....Che sia un caso di omonimia? Viva la coerenza!!!

Sul piano più strettamente rivolto al lavoro in favore della cittadinanza, nonostante i proclami della campagna elettorale incentrata sui rifiuti alle prime tre, non la prima per la quale potrebbe valere la scusante dell’essere appena eletti, ma anche per le successive due assemblee dell’ato dei rifiuti Monte San Savino non era presente. In un periodo così delicato per la siccità e la carenza di acqua l’Autorità Idrica Toscana suggerisce a tutti i comuni dell’ambito di emettere una ordinanza per contenere il consumo dell’acqua potabile, moltissimi comuni fra i quali Arezzo fanno l’ordinanza, Monte San Savino no. Sapevamo che le dichiarazioni bellicose e roboanti sono una caratteristica di questa amministrazione ma non ci aspettavamo nemmeno da loro una tale distanza fra il dire ed il fare".

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