Mennini allo scoperto: "Forza Italia ha toccato il fondo". E annuncia una grande assemblea ad Arezzo "per ripartire"

Il coordinatore provinciale interviene dopo il caos nazionale che ha visto lasciare Toti (fuoriuscito dal partito) e Carfagna (che ha rinunciato al ruolo nel "direttorio"): "Ad Arezzo c'è un popolo compatto, lo ascolteremo"

"Ieri abbiamo toccato il fondo". Bernardo Mennini è il coordinatore provinciale di Forza Italia e commenta a caldo quanto sta avvenendo sul fronte nazionale del partito, con lo smembramento improvviso del vertice nominato poco più di un mese fa. Lo scorso 19 giugno erano stati infatti indicati Giovanni Toti e Mara Carfagna come coordinatori azzurri, ieri sono stati soppiantati da un direttorio composto dalla senatrice Annamaria Bernini, ancora dalla vicepresidente della Camera Mara Carfagna, dai deputati Mariastella Gelmini, Sestino Giacomoni e dal vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani. Mara Carfagna però ha rinunciato e Giovanni Toti, saputa la sua estromissione, ha dato l'addio al partito.

"C'è totale confusione - dice Mennini -, c'è stata un'operazione di 'palazzo' mediaticamente devastante per noi. E quel che sappiamo, è quello che leggiamo sui giornali". Ma Forza Italia ad Arezzo con chi sta? Con chi cerca di costruire un grande centro? Con chi guarda alla Meloni e a Salvini? "Noi stiamo nel centrodestra. Non ci sono dubbi. Però è giunto il momento di ascoltare le persone sul territorio". Ovvero? "Faremo una grande assemblea ad Arezzo, tra la fine di agosto e l'inizio di settembre. Il popolo di Forza Italia, nell'Aretino, c'è ed è compatto. Chiameremo a raccolta eletti ed iscritti, ci saranno i deputati D'Ettore e Mugnai. All'interno del nostro bacino ci sono grandi risorse, ci sono vincoli di stima e di grande amicizia. Se altrove ci sono divisioni, sono di meno dalle nostre parti. C'è un popolo che va ascoltato ed è quello che faremo".

Anche in vista delle importanti scelte da fare, elettoralmente, che si profilano all'orizzonte: sono alle porte sia le regionali che le comunali di Arezzo. Scelte sulle quali, inevitabilmente, potrebbero pesare i riverberi politici dei possibili sviluppi dell'inchiesta Coingas.

Maurizio D'Ettore ha chiesto la convocazione del comitato di presidenza

Ieri, a seguito del caos interno, si era levata anche la voce dell'onorevole aretino Maurizio D'Ettore. “Tavolo delle regole? Le regole, per definizione, per l'appunto “regolano” ed hanno uno scopo. Le norme che “sregolano” e prive di scopo, sono un esercizio di autoerotismo, nel caso, squisitamente politico. (...) Il popolo di Berlusconi e la grandezza del Presidente, meritano almeno la scrittura di una regola statutaria diversa da quella che potrebbe essere partorita dall’ultimo condominio di periferia”.

A questo punto appare non rinviabile la convocazione del comitato di presidenza e del Consiglio nazionale in adempimento del mandato a suo tempo conferito dal presidente Berlusconi ai coordinatori nazionali.

La delusione di Scapecchi

Su facebook lascia trasparire la propria delusione anche il consigliere comunale forzista Federico Scapecchi.

Alla fine è successo: Forza Italia è finita, almeno per come l'abbiamo sempre conosciuta. (...) Il presidente Berlusconi, che ritengo essere tutt'ora una enorme risorsa per l'Italia, ha purtroppo perso appeal nell'elettorato e non riesce più a comunicare come una volta. La politica di questi anni vuole idee fresche e leader a scadenza, non accetta rendite di posizione. Berlusconi non ha capito che il suo ruolo ormai è quello di padre nobile, dal suo seggio in Europa. La riconoscenza verso di lui non sarà mai sufficiente ma tutto ha una fine, anche la sua leadership.

A me fa male constatare e dire queste cose perché ho vissuto, nel mio piccolo, una storia bellissima. Ad oggi ciò che mi tiene ancora in Forza Italia è la squadra di Arezzo, capitanata dagli onorevoli D'Ettore e Mugnai e dal coordinatore Mennini. Non guardo ad altri lidi ma a qualcosa di nuovo. (...) Serve aria nuova.

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