Venerdì, 23 Luglio 2021
Politica

Harakiri Pd in Provincia, Menchetti: "Io tradita dai miei, che amarezza". Una ventina i franchi tiratori

La delusione della candidata di centrosinistra: "Sarebbe bastato un voto di Arezzo per ribaltare le sorti"

"Che devo dire? I numeri sono chiari. Sono amareggiata, tanto. Non mi aspettavo di essere tradita così". Delusione, rabbia: Ginetta Menchetti, nel day after, parla della sconfitta alle elezioni provinciali con grande rammarico: non ce l'ha fatta, non per superiorità avversaria, ma per una serie incredibile di autogol della sua squadra. Il centrosinistra - Pd in particolare - ha dato forse la peggior prova degli ultimi anni, costellati di sconfitte e amministrazioni perdute. La Provincia, si sa, dopo la riforma conta molto meno di un tempo, ma tenere il punto, almeno a livello di immagine, sarebbe stato fondamentale per la coalizione. Un'iniezione di fiducia. E invece l'orizzonte ottimista Dem è sempre più esangue: la violenza delle faide interne ha nettamente sopraffatto la comune volontà di mantenere il vessillo piantato sull'istituzione provinciale, depotenziata sì, eppure prestigiosa. Sono una ventina, più o meno, i franchi tiratori. Il colpo letale arriva da Arezzo, dove il voto ponderato conta molto di più.

Sarebbe bastato un voto di Arezzo per ribaltare le sorti. Non è stato così. Un consigliere non mi ha votata, i conti alla vigilia era ben diversi. 

I voti mancanti

I conti erano stati fatti: c'era un discreto margine di vantaggio. Anche in considerazione delle civiche "non amiche", del fatto che i 5 Stelle si sarebbero astenuti e che il Prc non avrebbe appoggiato la sua candidatura. Era stata ponderata anche la mancanza - per malattie, per impegni personali - di voti assodati. Il margine c'era. Ma è venuto meno: sono mancati 1 voto ad Arezzo, 2 voti dai comuni tra 10 e 30mila abitanti, 7 da quelli tra 5 e 10mila bitanti, 3 da quelli tra 3 e 5mila abitanti, 7 da quelli fino a 3mila abitanti.

Non si può perdere per tradimento così plateale - aggiunge Menchetti -, chi ha votato contro di me ha giocato sporco. Che significato ha, allora, appartanere a un partito? Sono delusa dalla superficialità di chi non ha votato e costernata di chi ha tradito. E non ha tradito me, ma il Pd. Stare dentro un partito, significa avere dei valori. Qualcuno non li ha.

E infine un pesiero al prossimo presidente di Provincia:

Faccio auguri di buon lavoro a Silvia Chiassai per il nuovo incarico.

Il Pd provinciale: "Dimostrata tutta la nostra debolezza"

E sulla sconfitta interviene anche il segretario prvinciale del Pd, Albano Ricci:

L’esito delle elezioni provinciali consegna una sconfitta amara per il centrosinistra. Resa ancora più cruda dalla preiccupante fragilità di tenuta del nostro partito: un’astensione pesante, assenze, superficialità, conti che non tornano. Ancora una volta emerge tutta la nostra debolezza, la nostra propensione al distinguersi, al contarsi, a regolare in modo non palese conflitti interni. Ginetta Menchetti era un ottimo candidato: esperta, competente, sindaco stimato. La sua storia personale, la sua energia sarebbero stati valori aggiunti per un incarico così delicato. Ringraziamo lei e tutti i candidati per aver insegnato alla nostra comunità così tanto in questa fase: umiltà, responsabilità, serietà, semplicità. Anche questa sconfitta esige una ripartenza, maturità e resistenza e un supplemento di coscienza e di impegno da parte di tutti. La responsabilità è grande ed è di tutti, nessuno escluso: la prima è mia, doveroso e leale ammetterlo. Non verranno fatte cacce alle streghe o date facili colpe ma si apre una fase di confronto duro, di riflessione severa: ci sono tante sfide importanti, a partire dalle prossime amministrative, il cambiamento dentro di noi deve essere radicale. Non sono le singole persone a tenere un partito ma la loro capacità di mettersi in discussione e in rete. La rabbia e la delusione con il tempo devono tramutarsi in nuovo entusiasmo e orgoglio identitario. Abbiamo un impegno morale verso questo territorio: la difesa dei valori che lo hanno reso libero. Il Pd ringrazia Roberto Vasai per questi anni di presidenza. Sono stati due mandati difficili e completamente diversi tra loro. È sempre riuscito a mettere umanità competenza e forza nello svolgimento del suo ruolo. Stessa gratitudine al vicepresidente Ducci e ai consiglieri uscenti Corei, Caporali, Botti, Neri e Caneschi. Il il loro attaccamento verso questa istituzione è stato esemplare. Auguriamo buon lavoro a tutti i nuovi consiglieri eletti e in particolar modo al neopresidente Silvia Chiassai.

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