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Menchetti: “Ghinelli ha perso il contatto con la gente e gli aretini glielo hanno ricordato”

La nota del consigliere comunale dei 5 Stelle: "Le elezioni del 2015 e del 2020 sono lontane. Il sindaco dovrebbe fare tante cose ma tra lui e la città ormai c'è un distacco incolmabile"

Nota del consigliere comunale di Arezzo, Michele Menchetti (Movimento 5 Stellle).

“Si sono concluse da pochi giorni le operazioni di scrutinio per le elezioni europee 2024 e il dato che emerge, come riportato anche dalla stampa in prima pagina è che il sindaco si è fermato a 700 voti in città per cui non va a Strasburgo: è penultimo nel suo partito con 1600 preferenze totali. Ci saranno inevitabilmente ricadute sulla giunta.

Il sindaco attuale del comune capoluogo non è stato riconosciuto dai suoi concittadini come meritevole di andare a rappresentare Arezzo in Europa. Su oltre 98 mila abitanti, di cui aventi diritto al voto poco più di 75 mila, solo in 700 lo hanno scelto. Un pò poco per un sindaco in carica. Sono lontani i tempi dell'estate 2015 quando egli fu eletto per la prima volta. Siderale la lontananza dalla città reale rispetto alla tornata di ottobre 2020 che riconfermò il centrodestra alla guida della città.

Ognuno può leggere il dato come gli fa più comodo. Ci sarà sicuramente chi interpreterà questa debacle politica del sindaco come una scelta degli aretini che preferiscono tenere in città il proprio primo cittadino fino alla fine del mandato elettorale, come in una sorta di contrappasso, dico io. Come a dire: hai voluto la bicicletta? Ora pedala. E qui in città di cose da fare ce ne sono a mazzi.

Le strade “crivellate” di buche

Il verde pubblico abbandonato a sé stesso

Gli immobili comunali per nulla valorizzati (ex Banca d'Italia docet ma l'elenco sarebbe lungo)

I cantieri che languono e su tutti la rotatoria di via Fiorentina, per non parlare dell'immobile ex diocesano che era destinato alla nuova sede della polizia municipale

Il personale comunale trascurato, il cui esodo verso altri enti è un fatto inoppugnabile

La mancanza di ricambio tra pensionati e nuovi assunti nei ranghi dei dipendenti del Comune

Il ricorso massiccio ai dirigenti a tempo determinato ex articolo 110 TUEL, anziché ricercare dirigenti a tempo indeterminato con concorsi pubblici adeguati

La mancanza di una programmazione culturale e turistica adeguata a una città come Arezzo

L'assenza di una stagione culturale estiva per chi resta in città e per chi vi arriva da fuori

La lontananza delle periferie e delle frazioni dagli interessi dell'amministrazione

…e molto altro ancora…

Dell'esito di questa prova elettorale deludente il primo cittadino di Arezzo deve fare tesoro. Dagli errori si impara. Al suo posto io cercherei di capire cosa non ha funzionato, perché gli aretini - che pure avevano avuto tanta fiducia in lui preferendolo agli altri candidati a sindaco - oggi invece lo hanno punito così severamente.

Forse, e lo dico da consigliere comunale di minoranza, può avere pesato su questo pessimo riscontro elettorale il fatto che il sindaco spesso sia stato all'estero impegnato in altre attività, certamente meritevoli non discuto, ma in ogni modo non assiduo nel ricevere gli aretini, nel farsi carico dei loro problemi, nel dare riscontro alle loro esigenze. Penso ai casi di cronaca di Piazza della Badia, della mala movida, dei reati commessi ai giardini Porcinai, della mancanza di manutenzione delle case popolari, dei problemi degli inquilini ERP, della organizzazione della Giostra del Saracino la cui scelta se mettere o meno una tribuna per consegnare la lancia d'oro al posto del terrazzo di una abitazione privata è stata demandata al Prefetto, ecc.

Tutte questioni che dimostrano il distacco tra il sindaco e gli aretini. Quanto tempo è che il sindaco non incontra la gente che gli chiede un appuntamento? Da quanto tempo il sindaco non cammina a piedi per le strade di Arezzo senza usare l'auto blu del Comune? Da quanto tempo il sindaco non va al mercato del sabato a fare la spesa? Da quanto tempo non incontra le associazioni culturali, gli imprenditori, gli artigiani, i professionisti di questa città? Perché al suo posto spesso interviene la vice sindaco?

Se i cittadini chiedono di poter parlare con il sindaco evidentemente non hanno bisogno del vice, mi pare chiaro; se avessero bisogno della vice lo chiederebbero a lei. Ecco, su tutto questo penso che il primo cittadino abbia fallito la sua missione politica. Il sindaco ha perso il contatto con la gente e gli aretini glielo hanno ricordato.”

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