Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Mattesini: "Il ricordo di Giglia Tedesco a dieci anni dalla morte"

Il ricordo di Donella Mattesini per i dieci anni dalla morte di Giglia Tedesco. Il 9 novembre è il decennale della morte di Giglia Tedesco, figura storica non solo del PCI, poi PDS e DS, ma della storia politica ed istituzionale italiana. Una...

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Il ricordo di Donella Mattesini per i dieci anni dalla morte di Giglia Tedesco.

Il 9 novembre è il decennale della morte di Giglia Tedesco, figura storica non solo del PCI, poi PDS e DS, ma della storia politica ed istituzionale italiana. Una donna forte e generosa che ha dedicato l'intera vita agli ideali della sinistra ed alle ragioni delle donne.

In ogni passaggio cruciale della lunga vicenda della sinistra italiana e del suo principale partito ha sempre sostenuto con entusiasmo e convinzione ogni cambiamento capace di interpretare le aspettative e le domande della società.

Giglia Tedesco ha sempre fatto prevalere un'idea ed una pratica della politica fondata sull'ascolto, sul dialogo, sulla comprensione delle ragioni altrui, sulla ricerca del bene comune.

E' stata protagonista, nella società civile come in Parlamento, di tutte le battaglie di emancipazione e liberazione femminile - dal nuovo diritto di famiglia alla legge 194 - e di tutte le lotte per i diritti dei lavoratori.

Giglia Tedesco ha avuto un fortissimo legame con il territorio aretino. Eletta in Valdarno come Senatrice è stata esemplare collegamento tra la realtà nazionale e quella locale. Sempre presente nelle maggiori vertenze sindacali, le più note sono quelle legate a Sacfem, Lebole e Buitoni.

L'ultima volta che l'ho vista, pochi mesi prima dalla sua scomparsa, è stato al Teatro Bicchieraia di Arezzo per la presentazione del suo libro "Ho imparato tre cose". Le sue tre cose erano: "dal PCI ho imparato che il noi è più importante dell'io"; "da mio marito ho imparato che bisogna sempre guardare al futuro, alle cose che bisogna fare"; "dal movimento delle donne, che bisogna sempre partire dalla propria esperienza, che è una risorsa insostituibile". In quell'occasione fu proiettata l'intervista sulla storia della Lebole e non dimentico le sue parole: "La Lebole era un mito, per il sindacalismo e per le donne. Le tante donne che lavoravano lì, le loro battaglie. La Lebole fu la prima fabbrica a fare e vincere la battaglia per la pausa".

Giglia è sempre stata per me un riferimento politico. Con lei la relazione era facile, per la spontaneità del suo porsi verso gli altri, senza alcun senso di presunzione, sempre con curiosità e rispetto.

Erano gli anni in cui io iniziavo il mio impegno politico, con la timida incertezza di chi è inesperto ma ha voglia di capire e di esserci. L'ho sempre sentita vicina, come vicina l'hanno sempre sentita tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla.
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