Mattesini: "Festa della Donna significato speciale per 70° anni di diritto al voto femminile"

Quest’anno l’otto marzo ha un significato particolare poiché coincide con il settantesimo anniversario del diritto di voto alle donne. Un valore in più da onorare e da celebrare in quanto ricorre il settantesimo anniversario del diritto di voto...

Quest’anno l’otto marzo ha un significato particolare poiché coincide con il settantesimo anniversario del diritto di voto alle donne. Un valore in più da onorare e da celebrare in quanto ricorre il settantesimo anniversario del diritto di voto delle donne.

Nel 1946 per la prima volta tutte le donne parteciparono all’elezioni con pieni diritti possedendo il diritto all’elettorato attivo e passivo. Il 2 giugno tutte le donne italiane poterono recarsi alle urne ed essere elette partecipando alle prime elezioni politiche dopo la caduta del fascismo. Quel giorno fu eletta l’Assemblea costituente ed in quell’occasione furono elette 21 parlamentari, le "Madri costituenti", e 5 di loro entrarono nella Commissione dei 75 indicata di scrivere la Costituzione. I loro nomi erano: Maria Federici, Angela Gotelli, Tina Merlin, Teresa Noce, Nilde Jotti.

Mi piace ricordare questi eventi con le parole di Tina Anselmi che ricordò così la giornata del 2 giugno:

"..e le italiane, fin dalle prime elezioni, parteciparono in misura maggiore degli uomini, spazzando via le tante paure di chi riteneva fosse rischioso dare a noi il diritto di voto perché non eravamo sufficientemente emancipate. Non eravamo pronte. Il tempo delle donne e' sempre stato enigmatico per gli uomini. E tutt'ora vedo con dispiacere che per noi gli esami non sono finiti. Come se essere maschio fosse in lasciapassare per la consapevolezza democratica".

Prima del diritto al voto le donne erano mogli, madri, sorelle ma non cittadine; con il diritto di voto fu sancita la piena cittadinanza intesa come parità politica.

Nei settanta anni successivi la strada per la parità e la libertà femminile non è stata ne semplice, ne lineare, anche per la duratura sotto rappresentanza delle donne negli organismi elettivi. Se infatti nell'Assemblea Costituente la presenza delle donne era del 3,7%, nel 2008 le donne erano alla Camera il 21,1% ed al Senato il 18,4%. Solo in questi anni si sono fatti decisi passi in avanti, si sono infatti succedute varie leggi migliorative anche a fronte di sentenze della corte costituzionale, fino ad arrivare alle elezioni politiche 2013 che hanno portato nel nostro Parlamento la maggiore rappresentanza femminile di sempre e alle elezioni europee del 2014 in cui questa rappresentanza ha toccato il 40%.

La rappresentanza all’interno delle istituzioni è un elemento vitale per la democrazia e la sua qualità rappresentativa in questo senso sono particolarmente importati le decisioni che il Parlamento ha preso, perché utili a rafforzare l’effettiva parità di genere con l'inclusione del principio di equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza elettiva introdotto all'interno della riforma costituzionale. Così come di rilievo è la norma prevista dalla nuova legge elettorale che introduce la doppia preferenza di genere e la norma antidiscriminatoria che vieta di superare il 60% dei candidati dello stesso sesso tra i capolista nei Collegi di ogni Circoscrizione. Sottolineo anche la definitiva approvazione di una proposta di legge che mi vede tra i firmatari e che determina la doppia preferenza anche per tutte le elezioni Regionali.

La presenza paritaria delle donne nei processi decisionali è fondamentale per la qualità della nostra democrazia ed è la chiave di volta per una crescita culturale necessaria e irrinunciabile. Pari opportunità e libertà femminili non sono per sempre; ciò che serve infatti è conservare e ravvivare la memoria e quindi promuovere, innovare e condividere con tutte le donne, ed in particolare con le giovani donne, la storia, le fatiche ed i risultati che ci hanno portato fin qui.

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Il settantesimo anniversario del diritto al voto deve essere l’occasione per riscoprire e valorizzare le figure delle nostre madri costituenti. Per dare rinvigorito impulso alla parità di genere sostanziale e non solo normativa tra uomini e donne, attraverso la promozione di azioni volte ad eliminare le disuguaglianze in ambito sociale, lavorativo, politico e culturale. Rivolgo in tal senso un invito a tutte le amministrazione locali, alle scuole a tutti i soggetti sociali a far sì che quest’anno si svolgano iniziative in tal senso.

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