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Il non voto e la mancanza del numero legale, l'opposizione: "Su Coingas-Estra la fuga a tutto gas della maggioranza"

Dopo oltre 12 ore di consiglio online l'epilogo arriva al momento di porre in votazione l'atto di indirizzo per la costituzione di parte civile del Comune nell'udienza preliminare del processo Coingas-Estra

Un consiglio comunale fiume che si è chiuso con la mancanza del numero legale, nel mezzo l'assemblea di Coingas e poche ore prima la giunta (dimezzata) per decidere sulla costituzione di parte civile. E' stata una lunga giornata quella che si è conclusa intorno alle 23 di ieri sera, dal punto di vista politico, ma non solo. Sempre più le decisioni si intrecciano sul piano giudiziario vista la data sempre più imminente dell'udienza preliminare del processo Coingas-Estra fissata per il 23 marzo prossimo.

L'atto politicamente più atteso era quello presentato dai gruppi di opposizione del Pd, Arezzo 2020, Lista Ralli e Movimento Cinque Stelle ed era stato poi condiviso anche da Scelgo Arezzo. La discussione è stata lunga e animata, accompagnata da un paziente presidente dell'assise Luca Stella, ma che è terminata con la mancanza del numero legale dovuta all'uscita di quasi tutti i consiglieri di maggioranza di Lega, Fratelli d'Italia, OraGhinelli e Forza Italia.

"Una fuga a tutto gas" commentano oggi i consiglieri firmatari dell'atto di indirizzo. "Una decisione apparentemente incomprensibile - commentano i consiglieri comunali Alessandro Caneschi,  Francesco Romizi, Michele Menchetti e Angiolo Agnolucci. Se la maggioranza riteneva non giusta la costituzione, avrebbe potuto tranquillamente votare contro. Aveva i numeri per farlo. Invece ha scelto la via della fuga. Una sola la spiegazione possibile: non tutti i consiglieri di maggioranza avrebbero votato contro il nostro atto. Anzi: possiamo dire che probabilmente avremmo ottenuto la maggioranza. Un segnale politico inequivocabile delle difficoltà del centro destra aretino su una vicenda dalla  quale molti cominciano a prendere le distanze".

Caneschi, Romizi, Menchetti e Agnolucci ribadiscono il senso dell'atto d'indirizzo: "era un doveroso atto di cautela in difesa del Comune e quindi dei cittadini di Arezzo. Nessuna presunzione di colpevolezza ma la decisione di tutelare l'interesse pubblico sopra ogni altra valutazione, sia essa personale o di partito.  La fuga dal Consiglio conferma la gravità della vicenda giudiziaria Coingas Estra e come essa abbia creato crepe politicamente pericolose nel centro destra tanto da rendere impossibile un suo voto compatto".

"La maggioranza è divida e la giunta è priva di lucidità" rincarano i membri di Scelgo Arezzo Marco Donati e Valentina Sileno.

“Il Consiglio Comunale, dopo circa 12 ore dall’inizio del dibattito, ha affrontato l’atto d’indirizzo sulla richiesta di “costituzione parte civile” del Comune di Arezzo sulla vicenda Coingas. Troviamo corretto il documento rispetto al quale Scelgo Arezzo, quando sarà possibile votare, esprimerà un parere positivo perché va nella direzione di tutelare e difendere l’interesse dell’ente e della città. Ci dispiace che la maggioranza abbia fatto mancare il numero legale e non sia stato possibile giungere a un voto, con il conseguente rinvio dell’atto al prossimo Consiglio Comunale, forse anche a causa delle profondi divisioni che iniziano a intravedersi nella maggioranza. Sono sempre più evidenti - continuano Donati e Sileno - tante e troppe difficoltà nell’azione amministrativa che rallentano la macchina comunale. A questo si aggiungono alcune criticità, che in parte avevamo già anticipato con un’interrogazione relativa alla relazione del revisore al bilancio della Fondazione Guido d’Arezzo, che ci lasciano profondamente perplessi. Siamo in un momento particolare per la vita della città e l’emergenza sanitaria ed economica si fanno sempre più complesse. Ci domandiamo, se la giunta Ghinelli in questo momento abbia la lucidità per affrontarle”.

Posizioni diverse in maggioranza attraverso il non voto

Nella giunta del Comune di Arezzo la decisione di votare contro la costiruzione di parte civile all'interno dell'assemblea di Coingas è stata presa senza la partecipazione della Lega e di Forza Italia con l'assenza strategica degli assessori Casi, Manneschi e Scapecchi alla quale c'è da sommare anche la mancanza, doverosa, del sindaco Ghinelli e dell'assessore Merelli che sono imputati nell'udienza preliminare del processo Coingas Estra.

Ma la Lega, nei giorni scorsi, si era palesata anche pubblicamente con le dichiarazioni chiare dell'avvocato nominato commissario provinciale dle partito Matteo Grassi che riteveva quello strumento corretto per la tutela dell'ente. 

Il non voto c'è stato anche ieri sera quando finite le pratiche c'è stata una pausa di qualche minuto e i consiglieri di maggioranza, salvo pochi casi, sono usciti. Era sicuramente l'oraio di cena, che però ha coinciso con l'inizio degli atti di indirizzo da discutere. Nel corso della giornata si erano rincorse voci circa la possibile spaccature della maggioranza con consiglieri di centro destra che avrebbero potuto votare a favore dell'atto di indirizzo presentato da Pd, Ralli, Arezzo 2020 e M5S. Le strategie politiche della giornata hanno poi prodotto l'epilogo di ieri sera: Bardelli del gruppo misto è rimasto fino alla fine dichiarando però: "Penso che questo atto sia corretto sotto la forma, non è un atto politico, è per l'interesse pubblico, ho voluto prendere parola per questo motivo qui, io sono coinvolto in questa vicenda e volevo far presente che non potrò partecipare al voto perché, anche sentendomi con il legale, non posso entrare nel merito di questa vicenda, ma sono presente per ascoltare, poi non potrò votare." Un atteggiamento politico di rispetto delle istituzioni che gli è stato riconosciuto da tutti i presenti.

Per arrivare al punto 17 sono stati ritirati dagli altri firmatari tutti gli atti di indirizzo precedenti e così si è aperto un lungo dibattito sulla costituzione del Comune di Arezzo come parte civile nel futuro processo Coingas-Estra, visto che lo stesso Pm ha considerato l'ente come parte offesa. Il dibattito si è protratto per oltre due ore e mezzo, durante le quali, oltre ai consiglieri di opposizione e di Bardelli, sono rientrati nell'aula virtuale Simon Pietro Palazzo di OraGhinelli e Francesco Lucacci di Fratelli d'Italia, oltre che dell'assessore Federico Scapecchi e della vicesindaca Lucia Tanti. Dopo le dichiarazioni di voto il presidente del consiglio comunale e il segretario comunale facente funzioni Cecilia Agostini hanno proceduto con l'appello per due volte consecutive e il consiglio si è chiuso per mancanza del numero legale. Dall'opposizione è partita però la richiesta di convocare a stretto giro un nuovo consiglio comunale per poter ripresentare l'atto di indirizzo. Alla fine della giornata è apparso evidente che la linea politica dettata dalla vicesindaca Lucia Tanti ha prevalso in tutti e due i fronti che si erano aperti ieri.

La giornata in consiglio

Il consiglio comunale è iniziato ieri mattina con le comunicazioni del sindaco, in particolar modo quella sulla vicenda del segretario generale e la permanenza ad Arezzo di sole due settimana per l'avvocato Pasquale Criscuolo che dal 18 febbraio è tornato operativo a Genova. Poi è stato il turno di 21 interrogazioni tra le quali ha spiccato quella relativa ai conti in rosso della Fondazione Guido d'Arezzo che ha debiti verso fornitori per 580mila euro, una perdita di 900mila euro e una relazione del revisore dei conti che accompagna il bilancio che segnala alcune anomalie.

Tra gli atti portati dagli assessori due sono stati relazionati da Marco Sacchetti: il patto per il clima è stato approvato all'unanimità dei 30 presenti, poi quella sul metodo Arera per la determinazione del determinazione del piano economico tariffario per il sistema dei rifiuti. Ma il più ampio dibattito si è scatenato sul nuovo regolamento per il decoro del centro storico che precluse alle nuove aperture di alcune categorie merceologiche. Modificato anche il regolamento della Consulta dello sport su proposta di Federico Scapecchi.

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