Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Macrì: "Stop alla esternalizzazione dei servizi per l'infanzia"

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Macrì parla dei servizi all’infanzia nel Comune di Arezzo: "Nascono - dice - per sopperire alle carenze statali intorno agli anni 70/80 sulla spinta di una grande richiesta popolare". "I servizi...

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Il capogruppo di Fratelli d'Italia Francesco Macrì parla dei servizi all'infanzia nel Comune di Arezzo: "Nascono - dice - per sopperire alle carenze statali intorno agli anni 70/80 sulla spinta di una grande richiesta popolare".

"I servizi scolastici aretini sono stati sempre contraddistinti da altissimi standard di qualità condivisi all'interno della comunità pedagogico-scientifica" e "non possono essere ulteriormente esternalizzati. Lo si è già fatto in misura eccessiva. La precedente amministrazione ha gravemente sbagliato perché può essere accettabile un sistema integrato, ma quanto sopra descritto deve essere preservato e mantenuto preminente per ragioni obiettive di guida, ispirazione e formazione culturale e professionale". Aggiunge Macrì.

"Attualmente - prosegue - il Comune di Arezzo ha perso il 70% delle proprie strutture: come può a queste condizioni garantire la governance di un sistema e controllare gli standard di qualità? Il sistema integrato, progettato per permettere ai Comuni di rappresentare l'interesse pubblico rafforzandolo dentro a una cornice culturale e di esperienza che incentivasse tutti gli attori sociali, si è svuotato dei suoi principi ispiratori e si è così fortemente svilito tanto da trasformare i Comuni da protagonisti a comparse: a breve le cooperative diventeranno le protagoniste assolute del sistema stabilendone i criteri e vincolando i Comuni". Quindi lancia la proposta: "Adesso ci vuole solo il coraggio di fare una scelta libera e solo la politica può intraprenderla, contro il delirio commerciale della svendita".

La proposta operativa di FdI

In relazione ai servizi scolastici 2015-2016 si pone il problema della implementazione del personale insegnante.

In attesa della conversione del decreto enti locali comprensivo del noto emendamento sblocca assunzioni dei profili infungibili, in primo luogo appare necessario effettuare un'attenta ricognizione fra i dipendenti comunali per accertare se sussistono persone in possesso dei titoli idonei allo svolgimento del ruolo di insegnante e attivare la mobilità interna (costo zero). In secondo luogo propongo un'ulteriore soluzione derivante da un confronto diretto con la Corte dei Conti Sezione Controllo e Supporto Toscana deputata al controllo della legittimità degli atti in questione. Un colloquio preventivo con il direttore dell'ufficio Claudio Felli, al quale ho rivolto i miei quesiti, ha fornito indicazioni precise circa la legittimità delle azioni che oltre descriverò: se dovesse essere richiesto un parere formale e ufficiale da parte del sindaco indirizzato al Consiglio delle Autonomie che si rivolgerà alla stessa Corte dei Conti, pur in assenza della conversione in legge del recente decreto sugli enti locali comprensivo del noto emendamento in tema di sblocco delle assunzioni, verrebbe probabilmente certificato che dopo l'obbligatoria ricognizione interna è possibile procedere con contratti a tempo determinato annuale consentiti dalla legge in quanto giustificati da ragione di urgenza per il mantenimento di un servizio primario ed essenziale. Contestualmente, mi auguro che ci si adoperi per la ricerca delle risorse necessarie alle dovute coperture che a mio avviso non possono mancare. A prescindere governare significa fare delle scelte e noi sceglieremmo un servizio di qualità e preminentemente pubblico.
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