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M5S, solidarietà e vicinanza a Paolo Giusti: “è un cittadino attivo e responsabile”

La presa di posizione del Movimento Cinque Stelle sulla vicenda del cittadino querelato dall’ex comandante dei vigili urbani per un post Facebook

"Il Movimento 5 Stelle di Arezzo esprime tutta la propria solidarietà nei confronti di Paolo Giusti il quale, martedì 19 gennaio alle ore 13, dovrà presentarsi in tribunale per difendersi dall'accusa di diffamazione, avanzata dalla Polizia Municipale e dal Sindaco di Arezzo. 

Cittadino attivo e responsabile, residente a Saione nel periodo più buio della sua storia recente, l'anno 2017, quando la violenza e la criminalità imperversavano senza sosta e senza controllo, Paolo Giusti si è sempre battuto per il bene del suo quartiere spendendo tempo, denaro ed energie nei comitati locali ed esponendosi sempre di persona in accorate lettere e richieste di aiuto alle istituzioni per arginare gli episodi di spaccio, sfruttamento e pestaggi cui era costretto ad assistere quotidianamente nella strada in cui abitava. 

All'ennesima richiesta inascoltata, non sentendosi più sostenuto dalle autorità civili e dalle forze dell'ordine, ha semplicemente manifestato la sua amarezza ed il suo dispiacere sui social network con toni indignati ma civili. Non siamo di fronte ad un leone da tastiera. Qui è diverso. 

E adesso oltre al danno la beffa: dovrà difendersi lui, di tasca propria in tribunale, con un'accusa da reato penale, che in questi anni gli è già costata molto e che potrebbe costargli ancor più cara in caso di sentenza sfavorevole. 

Esprimiamo il nostro disappunto nei confronti delle istituzioni cittadine che, anziché tutelare un onesto cittadino che reclamava pacificamente il proprio diritto alla sicurezza - quella sicurezza, promessa e non mantenuta, nelle ultime due campagne elettorali dalla Giunta - hanno scelto di perseguirlo e di sottoporlo alla gogna mediatica e sociale come un qualsiasi criminale. 

Reprimere con un'accusa così pesante, l'amaro sfogo di un cittadino attivo, anziché accoglierne le istanze, a parer nostro non è giustizia: pare più essere una forma di “bullismo istituzionale”.

Invitiamo le Istituzioni a ritirare la denuncia perché a nostro avviso il dissenso si combatte con i fatti e non con la forza."

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