Scandalo Coingas. M5S alla carica: "Basta Ghinelli", il supporto di FdI al sindaco: "La coalizione è solida"

Alcune delle reazioni esternate dai protagonisti della scena politica locale aretina in seguito alla notizia riguardante l'avviso di chiusura indagini dei filoni giudiziari Coingas, Multiservizi ed Estra

Arrivano il giorno dopo la notizia della notifica di chiusura indagini per i 13 indagati dello scandalo Coingas alcune delle reazioni da parte del mondo politico locale. La procura della Repubblica ha aperto da oltre un anno un maxi fascicolo, il cui titolare è il procuratore Andrea Claudiani, per ricostruire nel dettaglio le vicende delle consulenze d'oro di Coingas, la nomina di Amendola come presidente di Multiservizi e, da ultimo, quella di Francesco Macrì attuale numero uno di Estra spa.

Tra i nomi eccellenti di coloro che sono finiti nel mirino della magistratura, oltre a Sergio Staderini, Alberto Merelli, Francesco Macrì, Luca Amendola, Roberto Bardelli e Franco Scortecci, c'è anche quello del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli. Una vera e propria doccia fredda per l'attuale amministrazione che si trova costretta a fronteggiare un'altra ondata di alta marea.

La vicenda non è certo passata in sordina. Complice l'avvio della campagna elettorale, ecco che le dichiarazioni e i giudizi politici sulle vicende giudiziare non si sono fatti attendere. Dopo le esternazioni di Daniele Farsetti, candidato sindaco per Patto Civico per Arezzo, e quelle del Partito comunista che autodefinendosi "l'ultima alternativa per un radicale cambiamento" ha puntato il dito contro i governi presenti e passati della città, ecco che il dibattito si arricchisce delle voci di altri protagonisti politici locali.

M5S: "Ora Ghinelli, Basta Ghinelli"

"E' il momento di cambiare davvero. Dove non esiste meritocrazia non può esistere onestà, la stessa onestà messa in dubbio, al momento, nei confronti di un elenco interminabile di politici aretini, gli stessi che in campagna elettorale nel 2015 si ergevano a portatori del cambiamento. L'unica cosa ad essere cambiata è la lista dei nomi delle persone indagate". Dal Mov non ci vanno per il sottile e, in vista del prossimo appuntamento elettorale per il rinnovo del consiglio comunale aretino, invitano il sindaco a fare un passo indietro. "La destra perde il pelo ma non il vizio (vedi il caso "Variantopoli" che mise fine al mandato dell’allora sindaco Lucherini) e anche se si tratta di indagini preliminari, quanto riporta la cronaca è per noi sufficiente moralmente per affermare che questo è tutto quello che non vorremmo mai vedere e sentire in politica. Il candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle Michele Menchetti ha ricordato che noi vogliamo assoluta trasparenza nelle nomine delle società partecipate, insieme ai requisiti della professionalità, competenza e meritocrazia. Chi può dargli torto adesso? Sgombriamo poi il campo da ogni dubbio affinché nessuno venga a dire che questa è giustizia a tempo. Era il 18 febbraio quando sui media locali, relativamente al caso Coingas, veniva riportato testualmente che "...la Procura, per quanto possibile, cercherà di tenersi fuori dai giochi politici...". E così è stato perché l'indagine preliminare, che si è chiusa ieri, si sarebbe conclusa dopo le elezioni comunali qualora non ci fosse stata l’emergenza Covid-19, poiché si sarebbero dovute tenere domenica 31 maggio con eventuale ballottaggio domenica 14 giugno".

Michele Menchetti: "Il fallimento di questa giunta"

E poi l'intervento del candidato sindaco per 5 Stelle che appreso delle accuse rivolte al primo cittadino, favoreggiamento, abuso d'ufficio e corruzione sottolinea: "signor sindaco, non vi è nulla per cui farsi suggestionare, il suo operato e quello della giunta che lei rappresenta è già chiaro e limpido agli occhi di tutti. Non parliamo solo delle pesanti accuse a lei rivolte che moralmente sarebbero già ampiamente sufficienti. Il problema delle partecipate ad Arezzo è evidente: nomine e scelte fatte nell'esclusivo interesse di partito, a scapito di tutti i cittadini aretini onesti. Riguardo all'operato della giunta, nessuna delle promesse elettorali è stata mantenuta, la città versa in uno stato di degrado che mai si era visto prima. Per non parlare poi di sicurezza: anche in pieno giorno alcune zone della città sono off-limits. Se parliamo poi di turismo, fatta eccezione per la Città del Natale, Arezzo purtroppo è carente di servizi essenziali e strategici, e solo grazie agli Aretini, che da sempre sono persone ospitali ed ingegnose, questo importante aspetto si salva. Una classe politica distante dalla realtà che pensa prima al consenso e poi al cittadino".

Giovanna Carlettini (FdI): "Coalizione è solida e coesa”

Dal fronte della maggioranza è la consigliera Giovanna Carlettini, capogruppo Fratelli d'Italia all'interno dell'assise comunale, ad intervenire facendosi portavoce di coloro che continuano ad appoggiare l'operato dell'attualme amministrazione. Un'esternazione dal significato politico forte visto che uno degli indagati, Francesco Macrì, prima di essere indicato come presidente di Estra è stato eletto in consiglio comunale proprio tra le fila di Fratelli d'Italia.

"Il rispetto che ho per la magistratura e la sua indipendenza, non mi impedisce di pormi delle domande a cui, per il momento, non so dare risposta - spiega la consigliere - I tempi innanzitutto. Perché proprio adesso la chiusura delle indagini? Perché a tre mesi esatti dalla probabile data del voto? La giustizia a orologeria è un concetto che non mi appartiene, però qualche dubbio comincia a venirmi. E a pensare male, spesso, si fa peccato ma ci si indovina. Soprattutto sulla vicenda Estra, troppe cose suonano strane: la nomina di Francesco Macrì risale a quattro anni fa. Quattro anni, non quattro mesi. E dopo tutto questo tempo, con le elezioni dietro l'angolo, si fa cadere dal cielo l'ipotesi di abuso d'ufficio? No, non mi torna. E non torna nemmeno a tanti cittadini che, come me, continuano a dare la massima credibilità ai magistrati, nonostante ciò che accadeva al Csm sia sotto gli occhi di tutti: correnti, giochi di potere, attacchi pilotati a esponenti politici del centrodestra. Per quanto mi riguarda, fiducia totale al sindaco Alessandro Ghinelli, al presidente di Estra Francesco Macrì e alla coalizione che, ora più che mai, resta forte e coesa. Mi auguro che la campagna elettorale resti un terreno di confronto sulle idee e non una caccia alle streghe demagogica e strumentale”. 

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