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Arezzo, De Robertis (PD): “A che punto siamo con il Museo dell’Oro?”

Interrogazione al Governatore Giani sul cronoprogramma del progetto della Fondazione Guido d’Arezzo

“A che punto sono i lavori per il Museo dell’Oro alla Fraternita dei Laici?”.

La domanda arriva dalla Presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio regionale, Lucia De Robertis, che ha predisposto un’interrogazione urgente al Governatore Giani sull’argomento.
Nell’interrogazione, De Robertis ricorda i passaggi che hanno portato la Regione ad acquisire, nel 2019, la collezione “Oro d d’Autore”, con un esborso di oltre 2 milioni di euro , e il successivo stanziamento di 200mila euro, nel 2021, finalizzato alla progressiva caratterizzazione del percorso espositivo in museo, secondo i requisiti previsti per il riconoscimento della qualifica di museo ed ecomuseo di rilevanza regionale.

“Nel marzo 2020, dunque successivamente alla dichiarazione dello stato di emergenza per il Covid – spiega la consigliera regionale - si è dato vita ad un protocollo fra Regione, Arezzo Fiere e Congressi, Comune di Arezzo e Fondazione Guido d’Arezzo per la condivisione del progetto da quest’ultima presentato per la valorizzazione della collezione della Regione. Progetto che presentava un dettagliato cronoprogramma delle attività da realizzare, che partivano dalla progettazione degli adeguamenti edilizi e dell’allestimento espositivo, da effettuare entro aprile 2020, fino all’apertura al pubblico dell’esposizione, prevista con precisione chirurgica al 20 dicembre di quello stesso anno. Evidente che i tempi non sono stati rispettati, certo anche a causa del Covid, che se può aver compromessi i tempi di apertura al pubblico, non credo possa aver influito sugli adempimenti tecnici. Tenuto conto che lo stesso progetto della Fondazione chiarisce che non ci sono problematiche n di tipo architettonico, né di ordine tecnico”.

Da qui l’interrogazione a Giani, “per fare – aggiunge De Robertis – il punto sulla situazione, per evidenziare eventuali responsabilità dei ritardi non imputabili a Covid, per accelerare, soprattutto, la realizzazione di un progetto per cui anche io mi sono spesa molto, nel convincere la Regione a procedere all’acquisto della collezione, convinta che il Museo dell’Oro sia un’opportunità per la città e per il distretto orafo. Non dobbiamo perdere altro tempo e, soprattutto, occorre capire se tutti i soggetti coinvolti per la sua realizzazione sono effettivamente all’altezza del compito.”

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