Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Libri della Biblioteca al macero? Scoppia la bagarre, Comune denuncia la scomparsa alla Municipale. Indagini in corso

Dal Pd: "Violenta la risposta dell'amministrazione di Castiglion Fiorentino contro il consigliere che ha fatto la segnalazione." Presa di posizione dello scrittore Santino Gallorini

Libri di Monsignor Angelo Tafi portati all'isola ecologica? Volumi sulla storia di Castiglion Fiorentino dal fascismo alla democrazia mandati al macero? Cosa è successo veramente? Come sono usciti dal magazzino della Biblioteca e perché? 

Le indagini del comandante della polizia municipale di Castiglion Fiorentino Marcello Lunghini sono in corso dopo la denuncia di smarrimento presentata dall'amministrazione comunale.

La vicenda ha inizio con la segnalazione, con tanto di foto dei libri che sembrano essere stati recuperati prima della loro distruzione, da parte dei consiglieri comunali del gruppo Città al Centro, Danilo Serafini, Rossano Gallorini e Claudio Bonci. 

"Proprio alla vigilia dell’accorato appello dell’assessore alla cultura per la raccolta dei libri da rivendere, la stessa Biblioteca provvedeva ad inviare al macero copie nuovissime di molti testi che essa stessa aveva curato e che evidentemente non erano stati venduti" hanno scritto nella prima nota pubblica spiegando anche il tipo di volumi che sarebbero stati gettati via: "...i volumi “Castiglion Fiorentino - Dal Fascismo alla Democrazia” di Ivo Biagianti, “Gli ebrei a Castiglion Fiorentino” di Boscherini, il catalogo della mostra di pittura di Augusto Daolio, la voce dei Nomadi, che si tenne a Castiglioni anni fa, una simpaticissima guida realizzata da una classe della scuola elementare con nuove tecnologie, volumi facenti parte della fortunata serie “I Quaderni della Biblioteca”, per finire con un testo sull’acerrimo nemico dei castiglionesi, Roberto Benigni e ..... perché prima di quelli già citati, erano stati inviati dei volumi facenti parte del “Fondo Tafi”, quella copiosissima donazione effettuata dal famoso sacerdote, storico e scrittore, Don Angelo Tafi, di origini castiglionesi, per molti anni parroco di Pergognano, e di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita. Si tratta di volumi di cui non stiamo qui a sottolineare o meno l’importanza, ma che riportano addirittura la firma dello storico o il timbro “Dono di Mons. Angelo Tafi”.

Numerose le posizioni di sdegno che hanno provocato queste notizie. E così l'amministrazione ha inteso fare chiarezza.

"Una cosa è certa - ha dichiarato l'assessore alla cultura Massimiliano Lachi - mai abbiamo smaltito libri del FondoTafi, i volumi che mancano all'appello sono entrati, ma non sono stati catalogati. La consegna del fondo Tafi avvenne circa 20 anni fa, si tratta di 7000 libri, il 99% di essi hanno avuto la timbratura in entrata della Biblioteca comunale, sono stati catalogati e posizionati negli scaffali, pochi di questi sono rimasti in magazzino e non sono stati numerati, dovevano essere messi a posto non certo mandati al macero. Non sappiamo come possano essere usciti, come possano essere finiti nelle mani dei consiglieri che hanno fatto la segnalazione, per questo abbiamo fatto denuncia di smarrimento al comandante dei vigili urbani Lunghini."

Lachi spiega poi che annualmente, come prevede la normativa e in accordo con la Soprintendenza viene stilato un elenco di volumi che possono essere dismessi. Quella lista è vincolante.

"Mi pare che nella foga il consigliere che punta l'indice in una pratica amministrativa, prevista con delibera, che ha porodotto un elenco libri da poter scartare in accordo con la soprintendenza, ne sono stati previsti mille, destinati all’isola ecologica, ma in realtà noi li destiniamo alle scuole, ai circoli, al carcere e all'iniziativa "Uno, nessuno, centomila", solo uno scatolone al massimo di libri irrecuperabili sono destinati alla distruzione perché deteriorati, riviste, o doppioni, triploni, in cattivo stato."

Nella nota diramata dall'amministrazione l'attacco a chi ha fatto la segnalazione è ancora più forte: "In un paese normale il dibattito politico s’incentra sui problemi, e talvolta può sfociare in aspre critiche. In un paese normale. Castiglioni, purtroppo, non è un paese normale. Qui abbiamo un consigliere comunale, tale Serafini, che ha pensato bene di riversare le sue storture mentali nella sua strampalata attività politica. E così accade che questo solerte consigliere, nella foga di trovare il marcio a tutti i costi, costruisca un’accusa nei confronti dell’amministrazione comunale che si rivela oltreché falsa anche del tutto improbabile. Serafini, dunque, ci accusa di aver buttato al macero centinaia e centinaia di libri, alcuni dei quali addirittura appartenenti al “Fondo Tafi” e da lui salvati. Non siamo abituati a tali bassezze da parte di questi odiatori seriali, capaci unicamente di puntare l’indice, in questo caso verso una corretta pratica amministrativa. La procedura di scarto è stata seguita anche dopo l’adozione della richiamata delibera. Dunque, in questo elenco, del quale tutti possono estrarre copia - ed a maggior ragione l’astuto consigliere -, non vi sono i libri appartenenti al Fondo Tafi. A seguito della notizia fornitaci abbiamo provveduto a denunciare alle competenti Autorità la scomparsa di quei libri. Pare tuttavia che lo stesso consigliere custodisca in gran segreto quei libri dei quali denuncia la scomparsa. Ci dica, dunque, il consigliere, come possa avere in custodia dei libri di proprietà della Biblioteca, e soprattutto chi glieli abbia consegnati."

Pd: "Il mistero dei libri distrutti e la violenta risposta del Comune a un consigliere"

A sottolineare la violenta risposta dell'amministrazione comunale nei confronti di chi ha segnalato il fatto è l'Unione comunale del Pd di Castiglion Fiorentino che stigmatizza le parole usate contro Città al Centro e il consigliere che ha depositato l'interrogazione per la richiesta di spiegazioni:

"Secondo l’ultimo comunicato dell’amministrazione comunale, in cui si cercano scusanti per la distruzione di diverse copie di libri della biblioteca, Castiglioni non è un paese normale.  Non siamo d’accordo, Castiglioni è un paese normale, fatto di gente normale a cui piace sapere le cose e sarebbe bene che l’amministrazione facesse chiarezza su quello che è accaduto.

Per altro, tra quei libri, ve ne erano alcuni del Fondo Tafi, una raccolta importante che non meritavano quella ingloriosa fine. Ma anche fossero stati libri di scarso valore, non è giustificabile che un amministrazione comunale, in un comunicato ufficiale, si rivolga a un Consigliere comunale accusandolo di avere “storture mentali”, non è accettabile che un consigliere di opposizione venga tacciato di essere un “odiatore seriale”.

La colpa del consigliere è quella di aver fatto il suo mestiere e cioè aver evidenziato che una serie di libri, che non dovevano essere distrutti, siano invece finiti tra l’immondizia. Non sappiamo se la brutta fine di una parte del patrimonio librario del comune sia addebitabile a un errore amministrativo o umano, la verità, al di là delle giustificazioni da avvoccaticchio, portate avanti dalla giunta comunale, è che il misfatto è accaduto. Quindi perché prendersela tanto e trasformare il tutto in una polemica violenta e esagerata? Forse per abbuiare l’episodio? Mille volte meglio sarebbe stato ammettere l’errore e finirla lì. Invece no. Si denigra, si alza il polverone, arrivando perfino a denunziare la cosa alla Procura della Repubblica. Quale reato sarebbe stato commesso? Non facciamo ridere. Il problema è che questa amministrazione non sopporta le critiche, perché tutto a Castiglioni (il paese che gli amministratori comunali definiscono anormale) deve andare bene, qui deve sempre splendere il sole, invece qualche volta piove e tira vento. Una cosa è certa, a questo punto, visto la piega che ha preso la storia, l’amministrazione ha l’obbligo di dire come stanno le cose."

Il commento di Santino Gallorini, scrittore e ricercatore storico in terra d'Arezzo 

"Ho fatto alcuni semplici accertamenti ed in effetti, sarebbero stati visti alcuni libri con l’inconfondibile firma “A. Tafi” e la data di acquisizione, in alto a destra, assieme ad un timbro con la dicitura “Dono di Mons. Angelo Tafi”. Così come sarebbero stati visti libri sugli Ebrei a Castiglion Fiorentino del Prof. Leopoldo Boscherini, libri sull’ultima Guerra mondiale curati dal Prof. Ivo Biagianti ecc. A quanto ho capito, sarebbero tutti libri non conservati nella Biblioteca Comunale, nel senso che non hanno un numero di inventario, ma nei magazzini dell’Istituzione."

Non sta a me ricercare responsabilità per quanto accaduto e penso che alla fine, arriveremo ad uno “scaricabarile” per lasciare il cerino in mano a chi magari non c’entra neppure niente …

Dico solo che libri come quelli di Boscherini e di Biagianti potevano essere messi in vendita (io, ad esempio, ne avrei acquistato anche qualche scatolone) o donati ai ragazzi della zona, pressoché ignari della nostra storia.

Sui libri di Monsignor Tafi, sono molto dispiaciuto e amareggiato, ma non per me, proprio per Don Angelo. Erano anni che mi esternava la sua preoccupazione di veder dispersa dopo la sua morte la sua ricca e amata biblioteca. Mi diceva: “Sai Santino di cosa ho paura? Che i libri di valore finiscano agli antiquari, altri in qualche biblioteca e parecchi al fuoco …”.

Per evitare questa paventata dispersione di tutti quei libri, messi insieme in una vita intera e amati parecchio, gli consigliai alcune possibilità e alla fine, mutata anche la dirigenza, acconsentì di farne dono alla Biblioteca di Castiglion Fiorentino. Il suo era un dono vincolante: prendete tutta la mia biblioteca e la conservate in toto, senza prestare i libri.

Il trasloco dei circa 8.000 libri, più i quaderni, più le foto dei suoi viaggi in Medio Oriente e altre cose, durò a lungo. Di ogni libro preso dai suoi scaffali veniva letto l’autore e il titolo e Mons. Tafi, lì presente, ne decretava la cessione alla Biblioteca oppure il momentaneo deposito nella cucina della canonica di Pieve a Ranco, dove continuava a lavorare alla revisione di Immagine di Arezzo (1° volume) e ad una Immagine di Siena, poi “scomparsa”.

Appena i libri arrivavano alla Biblioteca di Castiglioni venivano timbrati come quelli ritrovati. Erano poi accantonati in attesa della catalogazione. E piano piano, la catalogazione è avvenuta, ma probabilmente qualche scatola è sfuggita.

Ripeto, mi dispiace e parecchio per Monsignor Tafi, che non avrebbe voluto veder disperso neppure il più piccolo e magari poco interessante dei suoi amati volumi.

E mi si permetta di rispondere a chi, sui social ha fatto superficiali commenti, sostenendo la poca importanza dei libri di Tafi visti all’isola ecologica: la conservazione dei libri, in generale, non avviene con sistemi “democratici”, perché se oggi si mettesse in votazione quali libri salvare e quali no, tranne qualche volume di calcio e altri simili argomenti, il resto finirebbe al fuoco! Quindi, tutti i libri hanno la loro dignità e il loro diritto alla conservazione, tanto più se compresi in una donazione regolarmente accettata. Spero che Don Angelo ci perdoni …"

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